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Padre Sosa: con sant'Ignazio, cammino di conversione verso la vera libertà

Il preposito generale dei gesuiti ha presentato il libro “In cammino con Ignazio”, scritto con il giornalista Dario Menor, come introduzione all’Anno Ignaziano che si aprirà il 20 maggio, a 500 anni dalla conversione del fondatore della Compagnia di Gesù, dopo la ferita nella battaglia di Pamplona. Il volume, frutto di 24 ore di conversazione tra i due autori, è stato presentato il 3 maggio al Papa

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Una conversazione durata 24 ore, in dodici tappe, “un viaggi avventuroso” per rispondere a numerose domande su come la spiritualità di Sant’Ignazio di Loyola “può avere un impatto sul nostro mondo e su come le domande del mondo e i bisogni urgenti dell’umanità possono essere affrontati dalla Compagnia di Gesù, dalla Chiesa e da tutte le altre tradizioni di fede”. Così padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale dei gesuiti, presenta il suo primo libro-intervista “In cammino con Ignazio”, realizzato in dialogo con il giornalista spagnolo Dario Menor, che esce alla vigilia dell’apertura dell’Anno Ignaziano, che dal 20 maggio 2021 al 31 luglio 2022 celebrerà i 500 anni dalla conversione del fondatore di uno dei più grandi ordini religiosi cattolici del mondo, dopo la grave ferita alla gamba nella battaglia di Pamplona del 1521.

La presentazione nella Curia generalizia dei gesuiti

Il volume, scritto in spagnolo ed edito da G.C.Loyola in altre 9 lingue, dall’ inglese all’italiano, dal polacco al vietnamita, è stato presentato martedì sera nell’aula della Curia generalizia della Compagnia di Gesù, in Borgo Santo Spirito a Roma, dallo stesso padre Sosa, 72 anni, trentesimo successore di sant’Ignazio di Loyola alla guida dei gesuiti, superiore generale dall’ottobre 2016, dal co-autore Menor, corrispondente a Roma del giornale spagnolo El Correo e della rivista religiosa Vida Nueva. e da suor Jolanda Kafka, presidente dell'Uisg (Unione internazionale delle superiori generali), che ha scritto la prefazione del libro.

Il libro "In cammino con Ignazio", conversazioni di padre Arturo Sosa con Dario Menor
Il libro "In cammino con Ignazio", conversazioni di padre Arturo Sosa con Dario Menor

Le sfide della Chiesa, Papa Francesco, Venezuela e pandemia

Nei colloqui con il giornalista spagnolo, tenuti tra settembre e dicembre del 2020, quindi in piena pandemia, il padre generale della Compagnia di Gesù parla delle sfide attuali della Chiesa cattolica, delle questioni al centro della vita della Compagnia di Gesù, ma anche la situazione del suo Venezuela, del rapporto con il primo Papa gesuita della storia, e infine dello scenario schiuso dalla pandemia. Padre Sosa ripercorre le tappe della sua vita, a partire dall’infanzia e dalla gioventù in Venezuela, l’interesse per la politica, la vocazione, l’impegno sociale e accademico nella Compagnia di Gesù. Il superiore dei gesuiti esamina poi i temi al centro dell’impegno della Compagnia, le cosiddette “preferenze apostoliche”, ancor più urgenti a causa della pandemia: l’accompagnamento nella spiritualità, molto richiesto in questo momento di difficoltà, il cammino con i poveri e gli emarginati del mondo, la vicinanza ai giovani, il risveglio verso una maggiore sensibilità per la casa comune.

La conversione di sant'Ignazio e i cambiamenti della vita

“La storia di Sant’Ignazio è stata paradigmatica nella mia vita – spiega padre Sosa nel libro - Inizialmente egli era determinato ad avere successo a corte e aveva una tabella di marcia già pronta per se stesso. Una ferita subita in battaglia cambiò tutto, gli diede il tempo di riflettere e di vedere che Dio aveva sogni diversi per lui. Processi simili di cambiamento sono avvenuti nella mia vita in modi e tempi diversi, quando ho imparato ad ascoltare come Dio mi parla. In questo tempo di Covid, sta accadendo nella vita di così tante persone intorno a noi che si trovano faccia a faccia con i limiti dei loro progetti di vita. La conversione è essere sulla strada per diventare esseri umani più pieni”.

Padre Arturo Sosa (a sinistra) con Dario Menor sul terrazzo della Casa generalizia dei gesuiti a Borgo Santo Spirito a Roma
Padre Arturo Sosa (a sinistra) con Dario Menor sul terrazzo della Casa generalizia dei gesuiti a Borgo Santo Spirito a Roma

La vera libertà è donare la vita per amore degli altri

Nella presentazione del volume, che è stata intitolata “Come raggiungere la vera libertà”, il superiore dei gesuiti sottolinea che la pandemia ha riacceso in noi l’ansia di libertà, ma quella vera si può raggiungere “solo attraverso un cammino di liberazione” (leggi qui l'intervento di padre Arturo Sosa). Come quello compiuto da sant’Ignazio di Loyola, che dopo la ferita e la sconfitta, “con la gamba distrutta, diventa pellegrino e si mette in cammino”. Si libera dell’illusione che si era costruito, per cercare di raggiungere l’essenza della libertà, “scoperta nell’incontro personale con Cristo”. E quest’essenza, per padre Sosa, “è l’amore che porta alla consegna della propria vita, perché altri abbiano vita. Amare fino in fondo, fono a dare la vita, seguendo l’esempio di Gesù”.

Ascolta l'intervento di padre Arturo Sosa alla presentazione

L'Anno Ignaziano: vedere nuove tutte le cose in Cristo

Per restare in questo cammino, spiega il superiore dei gesuiti, è stato scelto come tema dell’Anno Ignaziano uno sguardo in avanti: “Vedere nuove tutte le cose in Cristo”. Sarà un periodo di riflessione e rinnovamento per la Compagnia, oggi presente in 127 Paesi al mondo. “Sono convinto – spiega ancora nel volume padre Sosa - che affrontare onestamente le domande e cercare di rispondere con i nostri amici, le nostre famiglie e la nostra comunità di fede sia la via da seguire per una vita più profonda e soddisfacente, per una vita di maggiore solidarietà che sia più in sintonia con il sogno che Dio ha per il nostro mondo”.

Il libro "In cammino con Ignazio" tra le mani di Papa Francesco
Il libro "In cammino con Ignazio" tra le mani di Papa Francesco

Suor Kafka: grazie ad Ignazio per il dono del discernimento

Suor Jolanda Kafka, presidente dell’Uisg e teologa polacca, sottolinea che ben 70 congregazioni femminili che aderiscono all’Unione “si definiscono come aderenti alla spiritualità ignaziana, ma sono pochissime le religiose che non si siano abbeverate agli esercizi spirituali di sant’Ignazio”. E ha ringraziato sant’Ignazio per lo strumento del discernimento, “che all’inizio della vita della Compagnia di Gesù era condiviso, comunitario”, e che “Papa Francesco ha chiesto ai gesuiti di tradurre per tutti i fedeli”.

Menor: per chi legge può essere la sua "palla di cannone"

“Ci sono conversazioni che ti mettono a nudo; ti invitano a fermarti, a guardarti dentro, a valutare ciò che vedi e riflettere su cosa diventerebbe migliore se lo cambiassi”, scrive nel libro Darío Menor. Le 24 ore di interviste personali con padre Sosa “hanno avuto proprio questo effetto su chi sta scrivendo. La trascrizione di quelle conversazioni, ospitata in queste pagine, potrebbe non lasciare indenne nemmeno il lettore.” E nella presentazione racconta che, portando il libro a Papa Francesco il 3 maggio, "abbiamo parlato dei momenti 'palla di cannone', quelli che cambiano la vita come la ferita per sant'Ignazio". Il Papa, prosegue “ci ha mostrato una scultura in legno, un cubo con una frattura al centro e le dita di due mani che cercavano di aprire questo varco per uscire”. E’ un dono dei detenuti del carcere di Padova che con il loro cappellano don Marco Pozza hanno scritto le meditazioni per la Via Crucis in piazza San Pietro del 2020. “Quella, ci ha detto Francesco, è stata il loro momento ‘palla di cannone’ – spiega Menor – scopo di questo libro è essere una 'palla di cannone' per il lettore, per portare lo sguardo fuori di noi e avere una visione diversa della società e del mondo nel quale ci troviamo".

Una statua raffigurante sant'Ignazio di Loyola
Una statua raffigurante sant'Ignazio di Loyola

Rivendicazione della politica e ottimismo delle opportunità

Delle conversazioni con padre Sosa, il giornalista spagnolo sottolinea due aspetti. "La rivendicazione della politica" perchè il superiore dei gesuiti spiega che "dobbiamo occuparci dei problemi della società, non restare chiusi nei nostri affari. Se non lo facciamo siamo 'idioti', come dicevano gli antichi greci. Lo dice per provare a svegliarci". E poi "l'ottimismo: ci incontravamo in piena pandemia, non si sapeva ancora se si sarebbe trovato presto un vaccino, eppure lui guardava sempre alle opportunità. Non piangeva nemmeno ricordando la Chiesa del passato, perchè anche nella decristianizzazione padre Sosa vede un'opportunità".

Gesuiti: il "coltellino svizzero" della Chiesa

Così il volume "In cammino con Ignazio", per Menor, vuol essere "un manuale che accompagna gli eventi dell'Anno Ignaziano". Un'evento non solo per la Compagnia di Gesù, ma per tutta la Chiesa, secondo il giornalista, perchè viene "dalla congregazione religiosa che ha influito di più nella vita della Chiesa negli ultimi 500 anni". Non per niente, ricorda, "i gesuiti sono definiti 'il coltellino svizzero della Chiesa', perchè grazie agli oltre 15 anni di formazione, "li trovi nei posti più diversi: tra i pescatori nelle Filippine o nelle università più prestigiose, con i rifugiati venezuelani o in Spagna con i migranti, o ancora nelle parrocchie più periferiche".

Un Anno Ignaziano per "aiutare le anime"

Il libro, scritto inizialmente in spagnolo e tradotto in una varietà di edizioni in altre lingue (inglese, portoghese, francese, italiano, polacco, olandese così come tamil, vietnamita e arabo), esce a ridosso dell’avvio dell’Anno Ignaziano, il cui obiettivo, spiega Pascal Calu, gesuita in formazione e co-ordinatore dei media per l’evento, “è quello di invitare le persone a guardare la loro realtà in modo più profondo. Sant’Ignazio di Loyola ha fondato la Compagnia di Gesù per 'aiutare le anime' - per aiutare le persone a vedere che Dio sta lavorando nella realtà della loro vita e ad apprezzare il sogno più ampio e più grande a cui Dio ci chiama ogni giorno. Ognuno di noi può avere un rapporto personale e appassionato con Dio. Realizzare questo è stato il grande punto di svolta della vita di Ignazio; può essere anche il nostro punto di svolta".

Dal 20 maggio 2021 al 31 luglio 2022

L’Anno Ignaziano durerà 14 mesi, dal 20 maggio 2021, data della ferita di Ignazio durante la battaglia di Pamplona, al 31 luglio 2022, festa di sant’Ignazio nel calendario liturgico. Il tema della conversione è quindi legato all’esperienza del fondatore della Compagnia. È “grazie” alla sua ferita che il cavaliere Ignazio fu costretto a una lunga convalescenza durante la quale ha potuto riflettere sulla sua vita, sul senso che la sua vita aveva avuto fino ad allora e sul senso che avrebbe potuto avere in seguito.

L'invito alla preghiera del 23 maggio per l'Anno Ignaziano

Il primo evento: la preghiera online del 23 maggio

Il primo evento sarà il 23 maggio, domenica di Pentecoste: una trasmissione di preghiera online aperta a tutti, su ignatius500.global/live, per iniziare l’Anno Ignaziano insieme in preghiera. Il padre generale Arturo Sosa si unirà alla preghiera e delle persone da tutto il mondo condivideranno la loro testimonianza. Ci sarà spazio anche per il raccoglimento personale. La preghiera sarà trasmessa in streaming in tre orari: alle 20 a Manila (Pst), Roma (Cet) e New York (Edt). Saranno sempre disponibili tre opzioni di lingua: Inglese, spagnolo e francese.

12 marzo 2022: 400 anni di Ignazio santo

L’anno sarà poi caratterizzato da eventi importanti per l’intera Compagnia, come i 400 anni della canonizzazione di sant’Ignazio, che saranno celebrati il 12 marzo 2022. Insieme a lui, furono canonizzati san Francesco Saverio, e anche santa Teresa di Gesù, sant’Isidoro l’Agricoltore e san Filippo Neri. La 71ª Congregazione dei Procuratori avrà luogo a Loyola dal 16 al 22 maggio 2022, e sarà preceduta, nel 2021, dalle Congregazioni Provinciali in tutto il mondo. 

11 maggio 2021, 17:51