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Volontari portoghesi distribuiscono beni di prima necessità Volontari portoghesi distribuiscono beni di prima necessità  (AFP or licensors)

Coronavirus, in Portogallo è allarme anche sociale

Crescono i poveri e aumenta l'esclusione sociale specie nella Regione di Portalegre. L'allarme arriva dalla Caritas

Davide Dionisi - Città del Vaticano 

 “Vivremo un periodo di grandi sfide a causa dell’aggravarsi del disagio sociale dovuto alla pandemia”. Ne è convinto il presidente di Caritas-Portalegre-Castelo Branco, Elicídio Bilé, che in una intervista rilasciata ad Ecclesia, l’agenzia di informazione religiosa dei vescovi portoghesi, ha spiegato che “pur migliorando la situazione sanitaria, le ferite rimangono aperte. Si abbassa la curva epidemica, ma anche quella economica”.

La Regione di Portalegre: crescono povertà e esclusione sociale

Parlando nello specifico di Portalegre, Bilé ha spiegato che “la regione è popolata da persone anziane senza grandi aspettative. Il Covid ha creato una infinità di problemi legati alla contrazione del reddito pro-capite per la disoccupazione o il regime di cassa integrazione. Questo era già un territorio in sofferenza economica a causa della chiusura dei poli industriali del primario e del terziario”. Nell’ultimo anno la Caritas ha registrato un incremento delle richieste di aiuto pari al 25%. “A farne le spese sono stati soprattutto gli immigrati, i primi che hanno perso il lavoro” ha raccontato il Presidente. L’organismo guidato da Bilé attualmente ospita 856 persone provenienti per lo più dal Brasile (43%) e dall'Africa subsahariana (30%). La Caritas si avvale, inoltre, del supporto della Fondazione “La Caixa” che, attraverso il suo programma denominato “Incorpora”, assiste e sostiene i soggetti a rischio di esclusione sociale. “E’ fondamentale avviare sempre nuove forme di collaborazione e parteneriato.

Nuove strategie per nuove realtà di bisogno

La Caritas deve mobilitarsi e innovare costantemente il suo modo di agire” ha sottolineato Bilé, presentando un report piuttosto eloquente: nel 2020, 19.903 persone assistite, circa 5500 famiglie. Quanto alle somme raccolte, il bilancio parla di 134mila euro (ottenuti grazie al programma “Invert the Curve of Poverty”) inviati ai bisognosi. “La nostra sede è sempre aperta. E’ stato così anche durante il periodo di lockdown” ha detto il Presidente, aggiungendo che: “La crisi è un’occasione per prestare maggiore attenzione nei confronti dei più vulnerabili. E lo dobbiamo fare con gli occhi del cuore, proponendo un progetto di vita alternativo”. A causa della pandemia, la raccolta fondi avverrà on line. “Un’ottima idea”, secondo Bilé “E’ un modo per allargare e potenziare il nostro servizio”. La settimana della solidarietà e delle donazioni comincia oggi e ha per tema “Caritas 65 anni: l'amore che trasforma”.

01 marzo 2021, 10:43