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Albania, il pulmino di suor Assunta e i piccoli di Torovice

Tra i progetti di solidarietà per i bambini del mondo sostenuti dalle offerte della Giornata missionaria dei ragazzi appena celebrata in Italia, c’è la ristrutturazione dell’asilo avviato 25 anni fa, in una zona molto povera dell’Albania, dalle Francescane di Santa Filippa Mareri. La superiora, suor Assunta D’Olimpio: “Il nostro centro missionario è ormai un punto di riferimento per tutti”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Tutte le mattine prima delle 8, dal lunedì al venerdì, sulla strada nazionale, quasi impraticabile fino ad un anno fa, suor Assunta guida il pulmino bianco della missione delle Francescane di Santa Filippa Mareri, fino alle case della periferia di Torovice, un paese di 4200 anime nel nord dell’Albania, tra Lezhe e Scutari. Dopo aver misurato loro la temperatura, fa salire 23 bambini tra i 3 e i 6 anni, che i genitori, già al lavoro o senz’auto, non riescono a portare all’asilo “La gioia di vivere”, che suor Assunta D' Olimpio, 76 anni, originaria di Rieti (dove, nel convento di Borgo San Pietro, c’è la casa generalizia dell'Istituto) gestisce con due giovani consorelle albanesi, suor Vera e suor Lisa.

I piccoli di Torovice nella Casa missionaria diventata scuola materna per la ristrutturazione dell'asilo
I piccoli di Torovice nella Casa missionaria diventata scuola materna per la ristrutturazione dell'asilo

Trentadue bambini ora ospitati nella casa missionaria

Fino alle 12, trentadue piccoli di Torovice vivono l’entusiasmo del loro affacciarsi alla vita nel salone della casa missionaria delle suore, perché la vecchia struttura dell’asilo, ormai fatiscente e non a norma, è stata abbattuta lo scorso anno e la nuova è in costruzione. Le religiose sperano, con l'aiuto di alcuni benefattori, di completare i lavori entro l'estate 2021. “E’ difficile mantenere il distanziamento con bambini così piccoli – racconta suor Assunta, che è la superiore della comunità in Albania, presente con un’altra missione e due consorelle a Kamez, periferia di Tirana – ma si lavano spesso le mani e chiediamo alle mamme di non mandarli se ci sono stati casi di Covid-19 in famiglia”.

Una valle chiusa, con l’ unica strada impraticabile per 20 anni

Ma la pandemia è solo uno dei problemi che ogni giorno questa piccola missione, approdata poco più di 25 anni fa in questo angolo dimenticato dell’Albania, deve affrontare. La zona, in una gola tra due montagne, è molto povera, perché per circa 20 anni è rimasta quasi isolata dal resto del Paese, prima che l’unico collegamento, la strada nazionale, venisse finalmente resa agibile. I campi soffrono di continui allagamenti, perché le pompe e le tubature realizzate dal regime di Enver Hoxha sono state saccheggiate dalla gente per rivenderle e avere qualcosa da mangiare. Anche la linea elettrica, fino a un mese fa, era spesso danneggiata e la corrente mancava a lungo. E in Albania Torovice è tristemente noto per aver ospitato una delle terribili prigioni del regime comunista, quella di Malecaj, a un chilometro e mezzo dal paese.

La strada nazionale che collega Torovice a Lezhe e Scutari, in questi giorni
La strada nazionale che collega Torovice a Lezhe e Scutari, in questi giorni

Con loro, nel 1995, delle religiose sono tornate nella valle

Anche per questo le suore francescane hanno deciso di aprire qui, in mezzo alle 790 famiglie di Torovice, la loro missione, in un luogo dove nel 1995 non c’era una presenza religiosa femminile. “In molti ce lo avevano sconsigliato – ricorda suor Assunta, in Albania allora e finora per 19 anni (per 6 anni è rientrata in Italia) – ma un vescovo che era stato anche nel lager del regime ci ha detto: “finalmente delle suore si fermano in quella terra”. E anche per questo la solidarietà dell’Italia non si è dimenticata della loro missione.

Per il nuovo asilo “La gioia di vivere”, l’ aiuto di Missio

La ristrutturazione dell'asilo “La gioia di vivere” è infatti uno dei 5 progetti di solidarietà per i bambini di tutto il mondo, quello per l’Europa, sostenuti dalle offerte raccolte in Italia nella Giornata missionaria dei ragazzi appena celebrata. Con il salvadanaio di “un soldino per” i piccoli missionari italiani puntano a raccogliere circa 7.600 euro per il nuovo asilo, che è di proprietà della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore di Torovice, diocesi di Lezhe, il cui vescovo, dal 2005, è il pugliese monsignor Ottavio Vitale.

Il nuovo asilo "la gioia di vivere" in fase di costruzione
Il nuovo asilo "la gioia di vivere" in fase di costruzione

Il sostegno dei giovani volontari dall’Italia e dall’Europa

Non è l’unico asilo di Torovice, perché c’è anche quello statale, “ma in una stanzetta davvero misera” ci dice ancora suor Assunta. E il centro missionario delle Francescane di Santa Filippa è oggi davvero un punto di riferimento per le famiglie della zona, molte davvero povere, per far crescere i loro figli. Il governo invia alcune educatrici, e poi, soprattutto d’estate, sono molti i giovani volontari, italiani ed europei, che aiutano le tre consorelle di Torovice.

Nel Centro anche formazione per i genitori e aiuto ai poveri

Le attività della missione vanno dalla scuola materna per 32 bambini (che prevede anche la formazione dei genitori), al catechismo settimanale per 120 ragazzini di 4 villaggi, fino all’animazione del gruppo di 30 giovani. C’è poi il centro di ascolto con una piccola infermeria per le medicazioni e il sostegno economico alle famiglie più bisognose, con generi alimentari, vestiari, libri e materiale didattico per i figli, medicine, analisi, e visite specialistiche.

Un incontro con genitori dei bambini dell'asilo e adulti di Torovice, nell'estate 2020
Un incontro con genitori dei bambini dell'asilo e adulti di Torovice, nell'estate 2020

Suor D’Olimpio: ci sostiene la preghiera e l’aiuto dei fratelli

Per conoscere meglio il grande impegno di questa piccola ma solida comunità missionaria, qui l’intervista a suor Assunta D’Olimpio.

Ascolta l'intervista a suor Assunta D'Olimpio

R. - Le attività della nostra missione sono state decise in base ad uno studio dell'ambiente, e in questo momento sono: la scuola materna, la catechesi per fasce di età, l'animazione liturgica nei quattro villaggi, il centro di ascolto, le medicazioni, i corsi di formazione umana e cristiana per giovani e famiglie, il doposcuola per i bambini con particolari difficoltà e soprattutto l’attenzione ai più poveri, andandoli spesso a trovare a casa perché magari non vengono loro da noi. Abbiamo scelto questo paese perché non c'era la presenza religiosa femminile, e abbiamo capito che era una zona molto povera e aveva bisogno di un sostegno umano e spirituale. Alla prima riunione che abbiamo fatto con i capi villaggio e con il sindaco e altre persone, un anziano ha detto una cosa che mi è piaciuta molto: “Meno male che il Signore è tornato in questo posto”. Qui c’era il carcere del regime e quindi era anche un posto un po' malfamato, non era stato scelto da nessuno per questo motivo. Ma noi abbiamo pensato che Gesù va incontro ai poveri, ai peccatori.  Il vescovo Frano Illia, che era stato anche nel carcere del regime e aveva sofferto moltissimo, ci diceva: “Meno male che un istituto religioso si ferma in quella terra”.

Suor Assunta con un'anziana bisognosa di Torovice, che ha appena ricevuto del cibo
Suor Assunta con un'anziana bisognosa di Torovice, che ha appena ricevuto del cibo

C'è tanta povertà nella zona perché è stata molto isolata per circa 20 anni, ed è stata fatta una strada nuova solo da un anno. Siamo un po' in una gola, all'interno della quale c'è una piccola pianura prosciugata proprio dal regime, mentre a destra e a sinistra ci sono delle montagne. Con la strada nazionale completamente abbandonata, eravamo tagliati fuori, la gente non aveva lavoro, e ci sono anche problemi nei campi, anche se il terreno è buono perché è stato prosciugato. Caduto il regime la gente che era tanto povera per sostenersi ha rubato tutte le tubazioni, tutto quello che il regime aveva fatto di buono in questa zona per prosciugarla, e quindi ora si allaga di nuovo. D'estate c'è siccità e d'inverno è pieno di acqua, per cui anche le coltivazioni ne vanno di mezzo. E’ gente molto povera, anche perché con la strada rovinata non poteva avere scambi con gli altri.

Però ora, con la nuovo strada, si vede un po' la luce in fondo al tunnel?  

R. - Si, e speriamo che lo Stato non si dimentichi di Torovice…

Nel piazzale della chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore a Torovice, vicino all'asilo
Nel piazzale della chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore a Torovice, vicino all'asilo

Quante persone coinvolgete in queste attività tra bambini giovani e famiglie?

R. - Ci sono 32 bambini della scuola materna con i relativi genitori, perché facciamo anche formazione ai genitori. Poi ci sono circa 120 bambini del catechismo, considerando i quattro villaggi, che incontriamo settimanalmente. Nella zona vivono circa 790 famiglie e poi abbiamo l'incontro settimanale con 30 giovani.

Con tante persone da assistere e seguire, siete solo tre consorelle. Però avete l'aiuto di sia di volontari che di stipendiati dal Governo?

R. – Sì, c'è anche l'aiuto di volontari, e anche del parroco che è giovane e collabora molto con noi. In fondo il nostro centro missionario è un punto di riferimento per tutta la zona.

Una medicazione nella piccola infermeria del Centro missionario
Una medicazione nella piccola infermeria del Centro missionario

Il vostro è un aiuto umile, ma essenziale, in mezzo ai poveri, condividendo le loro difficoltà e speranze. E’ questo anche il carisma della vostra famiglia religiosa?

R. – Sì, è il carisma francescano: seguire Cristo piccolo povero umile e crocifisso, ma questo cerchiamo di farlo con la contemplazione, quindi dopo aver pregato andiamo verso la gente per poterla aiutare in quello che ha bisogno. Non riusciamo a fare tutto, è chiaro, ma la gente è contenta, ci cerca, e siamo state accolte benissimo. Questo anche se prima di venire ci dicevano: “Non andate, perché lì sono particolari”. Però ci siamo fidate del Signore.

Qual è oggi la situazione dell'asilo “La gioia di vivere”? Siete state costrette a lasciare la vecchia struttura, ormai fatiscente e cercare di realizzarne una nuova?

R. - La vecchia struttura presentava tantissimi problemi, c'erano state anche delle ispezioni statali e ci avevano fatto delle osservazioni. Adesso la stiamo ricostruendo, però ancora abbiamo bisogno di fondi perché non bastano quelli che già abbiamo. Ci sono state già delle offerte, grazie a Dio, però ci manca ancora abbastanza per finire. Abbiamo coperto con la soletta, ma dobbiamo fare il tetto, gli intonaci, poi porte, finestre e divisori.

Alcuni bambini della scuola materna "la gioia di vivere" di Torovice
Alcuni bambini della scuola materna "la gioia di vivere" di Torovice

In questo momento i bambini della scuola materna, tra i 3 e i 6 anni, sono ospitati nella vostra casa missionaria…

R. – Sì, in una stanza abbastanza grande. Però è chiaro, i bambini della scuola materna non riescono a stare distanti gli uni dagli altri e quindi cerchiamo di mantenere la pulizia delle mani e misurare la febbre quando li prendiamo con il furgone. E poi soprattutto chiediamo alle mamme che quando ci sono problemi di Covid in famiglia oppure quando i bambini hanno qualche linea di febbre di non mandarli a scuola.

Con la pandemia avete anche il problema di coinvolgere i ragazzini un po' più grandi, che magari sono impegnati nei campi con i genitori, anche per la crisi economica?

R. - Per questo abbiamo la presenza di alcuni volontari, che vengono a giocare con loro e incontrano le loro famiglie. Si chiamano “Ambasciatori della pace” e sono un’istituzione di un'altra missione. C'è stata la chiusura della scuola e le famiglie li hanno tenuto in casa, però da noi dopo il mese di aprile hanno rincominciato a frequentare abbastanza, perché abbiamo i giochi e facciamo delle attività di animazione con loro, dopo il catechismo, e quindi vengono volentieri.

Suor Assunta e alcuni bambini dell'asilo e del catechismo di Torovice
Suor Assunta e alcuni bambini dell'asilo e del catechismo di Torovice

Quale messaggio vuole inviare, in conclusione, alle comunità missionarie e parrocchiali italiane che vi hanno aiutato con la loro preghiere e anche con le loro offerte, in questa Giornata missionaria dei ragazzi?

R. – Diciamo grazie dal profondo del nostro cuore a tutti coloro che pregano per le missioni e che si impegnano a tendere la mano verso le missioni. Perché è vero che noi in prima persona doniamo, tutto doniamo la vita, però abbiamo bisogno di collaboratori che ci stiano vicino per darci coraggio, per farci continuare con entusiasmo e anche con la mano tesa perché possiamo veramente sollevare chi ha più bisogno. E devo essere sincera: il Signore non ci ha fatto mai mancare il suo aiuto, quando ci mancava qualcosa, abbiamo trovato chi bussava alla porta oppure chi c'è telefonava per dirci: “Guarda, ecco io sono pronto a dare o fare questo”. Quindi il Signore ci ha assistito in tutto. Io ringrazio prima di tutto il Signore e poi tutti coloro che sono sensibili alle missioni. Perché la missione va avanti in quanto ci sono fratelli che ci appoggiano e che ci aiutano.

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"La gioia di vivere" dei bambini di Torovice e di tre suore francescane
15 gennaio 2021, 11:54