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Morte di monsignor Teissier, una vita spesa per la terra algerina

Si è spento nel giorno della memoria liturgica del beato Charles de Foucauld, il "fratello universale" in procinto di essere canonizzato e la cui testimonianza ha nutrito l'arcivescovo emerito di Algeri per la propria missione.

Adelaide Patrignani - Città del Vaticano 

Il vescovo Henri Teissier, nato a Lione nel 1929, è stato ordinato sacerdote ad Algeri nel 1955 dopo gli studi al seminario carmelitano di Parigi. Ha imparato l'arabo all'Istituto Domenicano del Cairo, dove ha assistito all'ascesa del nazionalismo arabo, prima di tornare ad Algeri nel 1958. E' stato uno dei circa venti sacerdoti (tra cui il cardinale Duval) che hanno ottenuto la cittadinanza algerina nel 1965. Nominato vescovo di Orano nel 1973, poi coadiutore ad Algeri del cardinale Duval dal 1981, nel 1988 è succeduto al cardinale Duval nell'arcivescovado di Algeri, dove è rimasto fino al 2008. Dopo le sue dimissioni, presentate al Papa a causa dell'età, ha condiviso la sua vita tra la Francia e Algeri. Si è spento a Lione, circondato dai suoi parenti nell'ospedale di Édouard-Herriot, dopo essere stato colpito da un ictus.

Una vita al servizio della Chiesa d'Algeria

Il vescovo Teissier ha dedicato 65 anni della sua vita all'Algeria. Una missione che mescola evangelizzazione, dialogo interreligioso, preghiera e accompagnamento, portata avanti in un contesto politico e sociale spesso tormentato, soprattutto nei difficili anni '90, passati alla storia come gli "anni neri"Decine di migliaia di algerini vennero uccisi, stessa sorte per più di cento imam, e tra il 1994 e il 1996 sono stati assassinati diciannove cristiani - martiri - tra cui il confratello vescovo Pierre Claverie di Orano e i sette monaci trappisti di Tibhirine.

Prossimità e fedeltà nei momenti di prova

Vicino a tutti i cristiani della diocesi, soprattutto alle comunità religiose, camminava con loro in discernimento lasciando ogni persona libera di scegliere. Ed è proprio in quegli  "anni neri" che Teissier rimane vicino alla comunità di monaci di Tibhirine, che aveva deciso di non abbandonare l'Algeria. Questa amicizia è stata vissuta fino alla prova suprema. Dopo l'assassinio dei monaci - e quello, in date diverse, di altri religiosi - l'arcivescovo Teissier ha organizzato il funerale e il rimpatrio delle salme. Ha poi promosso la loro causa di beatificazione, finché finalmente, l'8 dicembre 2018, ha potuto vedere i 19 martiri proclamati beati ad Orano, presso il santuario di Notre-Dame de Santa Cruz. 

Una vita di fedeltà a Dio e alla terra algerina

Più volte minacciato, il vescovo Teissier ha scelto di rimanere in terra algerina, continuando il ministero affidatogli. Le parole di padre Jean Fisset, padre Blanc, missionario in Algeria, sembrano tradurre ciò che animava l'arcivescovo di Algeri: "Dio è più grande del nostro cuore". Ci invita a scoprire e a crescere i fratelli".

“L'esistenza di una comunità cristiana in Algeria è la prova che viviamo in un'atmosfera di tolleranza e che condividiamo le stesse gioie e prove degli altri popoli del pianeta”

01 dicembre 2020, 13:43