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Messa di mezzanotte a Betlemme, Pizzaballa: un Bambino è nato per noi

Nell’omelia, il Patriarca latino di Gerusalemme ha sottolineato che la salvezza “ha un volto e un nome ed è quello di Gesù, nato per farsi cibo e bevanda, insegnandoci che non c’è salvezza al di fuori dell’amore dato e ricevuto”

Beatrice Guarrera - Betlemme

“Gesù Cristo, Dio eterno e figlio dell’eterno Padre, nasce qui in Betlemme di Giudea dalla Vergine Maria”. Con queste parole del martirologio romano è stato annunciato il Natale proprio nel luogo dove, oltre duemila anni fa, Gesù venne dato alla luce. Le campane della Basilica della Natività hanno suonato a festa, mentre il coro intonava il Gloria in Excelsis Deo, accompagnato dall’organo. Dalla Grotta di Betlemme, ancora una volta, la gioia del Natale si è propagata per il mondo intero, eppure, in quest’anno di sofferenza a causa della pandemia di Coronavirus, anche la messa di mezzanotte dal luogo della nascita del Salvatore è stata diversa. La celebrazione è stata chiusa al pubblico, per limitare il rischio di possibili contagi, e solo una piccola delegazione di diplomatici e di cristiani locali è stata ammessa alla liturgia, a rappresentanza di clero, giovani e pellegrini.

Migliaia di persone collegate tramite web

Il Patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, ha presieduto le celebrazioni della Vigilia di Natale, nel rispetto della tradizione, in quella che è stata la sua prima uscita pubblica dalla fine della quarantena, necessaria perché risultato positivo al Coronavirus. Con il canto dei primi Vespri nel primo pomeriggio del 24 dicembre, si era già entrati nella solennità natalizia, subito dopo che monsignor Pizzaballa aveva fatto il suo ingresso a Betlemme, accolto dalla gente in strada e da undici gruppi di scout con tamburi e cornamuse. Per la messa di mezzanotte nella Chiesa di Santa Caterina a Betlemme, però, il numero di partecipanti in presenza è dovuto rimanere limitato, anche se migliaia di persone da tutto il mondo erano collegate sul web o in tv per guardare la messa in diretta.

Un momento della Messa di mezzanotte a Betlemme
Un momento della Messa di mezzanotte a Betlemme

La salvezza ha un nome: quello di Gesù

“La profezia di Isaia e il Vangelo del Natale che abbiamo appena ascoltato - ha detto monsignor Pizzaballa nell’omelia - illuminano anche quest’anno la notte dei pastori e la notte del mondo intero”. “Ci sentiamo tutti ottenebrati, stanchi, sfiniti, oppressi da troppo tempo sotto il giogo pesante di questa pandemia [...]. Io però, in questa mia prima messa natalizia da Patriarca, non voglio accordare la mia voce a quella di quanti sanno ben descrivere la notte. Io devo, voglio, dare voce alla profezia, farmi eco del Vangelo, comunicarvi la grazia di quest’ora”. “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un Figlio: questa è la certezza dei cristiani”. Il Patriarca latino di Gerusalemme ha voluto sottolineare che la salvezza che tutti cercano “ha un volto e un nome ed è quello di Gesù, nato per farsi cibo e bevanda, insegnandoci che non c’è salvezza al di fuori dell’amore dato e ricevuto”.

Responsabili gli uni degli altri

Secondo monsignor Pizzaballa, la tragedia della pandemia ha reso manifesto che siamo tutti connessi, siamo responsabili gli uni degli altri, ma abbiamo bisogno ancora di chiedere a Dio la consapevolezza di essere tutti figli e dunque tutti fratelli. “Penso in particolare ai nostri fedeli che vivono in Palestina: come per Maria e Giuseppe, anche per loro sembra non esserci posto nel mondo, continuamente invitati, prima di poter vivere con dignità a casa loro, ad attendere un futuro sconosciuto e continuamente rimandato”. Così ha affermato il Patriarca latino di Gerusalemme, senza dimenticare però che “con il Natale di Cristo, Dio stesso è entrato nel mondo orientandone il cammino verso un futuro di gioia e di pace”.

Gesù nasce per noi

A mezzanotte in punto, mentre al piano superiore si svolgeva la liturgia natalizia, il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, ha presieduto la prima messa nella sottostante Grotta della Natività, alla presenza di un ristretto gruppo di persone. Da quel momento, ogni quaranta minuti e fino alle quattro del pomeriggio del 25 dicembre, altre messe verranno celebrate nella grotta, per continuare a tenere viva la preghiera sul luogo del Natale. Anche monsignor  Pizzaballa al termine della messa di mezzanotte, ha pregato nella Grotta della Natività, dove si è recato in processione portando in braccio una statua del bambinello. Con un gesto simbolico, lo ha posto nel luogo dove la tradizione colloca la mangiatoia, perché sia visibile che, in quella fredda grotta, anche oggi Gesù nasce per noi. 

25 dicembre 2020, 08:09