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Eruzione di un vulcano in Indonesia, l'aiuto della Caritas

Settemila sfollati e una ventina di villaggi ricoperti di cenere, compresi molti campi agricoli. E' il bilancio dell'eruzione del vulcano Mount Ile Lewotolok, a sud del Paese. Nessuna vittima grazie al tempestivo allarme, ma la situazione è aggravata dalla presenza del Covid19. La Caritas locale chiede più mascherine e kit igenici

Anna Poce - Città del Vaticano 

Padre Marianus Dewantoro, a capo del braccio operativo della Caritas di Larantuka, ha riferito come la sua diocesi stia lavorando assieme a Caritas Indonesia (Karina) per distribuire aiuti agli sfollati, che sono stati ospitati in 11 centri, tra cui scuole, complessi ecclesiastici ed edifici governativi, nel raggio di 4 km.

Gli aiuti alla popolazione

"Abbiamo distribuito 3.000 mascherine, farmaci, vitamine, materassini e cibo ai rifugiati e abbiamo istituito un centro di coordinamento nella parrocchia locale per aiutarli", ha spiegato il sacerdote, aggiungendo che sono stati almeno due decine i villaggi colpiti dall’eruzione che ha ricoperto case e terreni agricoli con spessi strati di cenere.

Non ci sono state vittime, grazie allo stato di allerta lanciato poco prima dell'eruzione dal Centro indonesiano per la vulcanologia e la mitigazione dei rischi geologici, che ha permesso alla popolazione locale di riuscire a fuggire dalle proprie case.

Eruzione e Covid

"La maggior parte dei rifugiati – ha riferito padre Dewantoro - sono donne e bambini, e sono ospitati in tende fornite dall'Agenzia regionale per la gestione dei disastri e dalla Chiesa".

Il religioso ha raccontato, inoltre, come alcune persone, a causa della diffusione della pandemia di Covid-19 nel distretto di Lembata, per paura di contrarre il virus nei centri di accoglienza, abbiano preferito rifugiarsi in una foresta vicina. "Abbiamo bisogno di più cibo, mascherine, disinfettante per le mani, stuoie e farmaci", ha concluso il sacerdote.

01 dicembre 2020, 12:45