Cerca

Vatican News

Nigeria. Dopo 29 anni, la diocesi di Nsukka ha una nuova Cattedrale

La chiesa è intitolata a Santa Teresa e il 19 novembre si è svolta la cerimonia di dedicazione presieduta dal vescovo locale, Mosignor Godfrey Onah

Isabella Piro - Città del Vaticano

Intitolata a Santa Teresa e con una capienza di 5.500 posti, la chiesa ha visto, il 19 novembre, la cerimonia di dedicazione presieduta dal vescovo locale, mosignor Godfrey Onah che, nella sua omelia, ha ricordato: “Questa Cattedrale è il risultato dello sforzo non di una sola persona, ma di un’intera comunità, perché la Chiesa è una famiglia e tante persone sono state coinvolte in questo progetto”, specificando come non si sia trattato solo di "cristiani, come gli anglicani, ma anche non cristiani e fedeli di altre religioni, come i musulmani”.

29 anni di lavoro

Nel ricordare i tanti finanziatori della costruzione, monsignor Godfrey Onah ha citato l’esempio di un gruppo in particolare, il “Club 250”, i cui membri “hanno deciso di rinunciare, ogni settimana, ad una bottiglia di birra e di offrire il costo equivalente per la Cattedrale”. Il presule ha quindi sottolineato come i lavori edili siano stati voluti ed iniziati nel 1991 dal suo predecessore alla guida della diocesi, monsignor Francis Emmanuel Okobo, colui che “ha osato sognare in grande e che ha lavorato in modo indefesso e disinteressato”. Il presule, ora emerito, ha preso parte alla Messa di dedicazione e, in particolare, al rito dell’unzione dell’altare.

Dimora del Signore

Il presidente della Conferenza episcopale locale, l'arcivescovo Augustine Obiora Akubeze, ha inviato un messaggio per congratularsi con tutti i fedeli di Nsukka, definendo la Cattedrale "un edificio di grande splendore" e “un grande monumento della fede in Dio”. “La Cattedrale è la dimora del Signore - ha concluso il presidente dei vescovi nigeriani - che nessuna preghiera qui presentata rimanga inascoltata".

Luogo di preghiera se rimarrà la fede

Alla cerimonia è intervenuto anche il Nunzio Apostolico in Nigeria, l'arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, il quale ha ricordato ai presenti che la Cattedrale rimarrà una "luogo di preghiera solo se continueremo a vivere nella fede". "In alcuni Paesi non ci sono più cattedrali da costruire perché non ci sono più fedeli, non ci sono più sacerdoti, non c'è più fede", ha detto, ribadendo che "questa è una situazione che la Nigeria deve evitare ". Di qui, l’auspicio del Nunzio affinché il nuovo luogo di culto mantenga vivo, nei fedeli, “l’impegno alla vita cristiana”.

22 novembre 2020, 08:00