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Operatori sanitari Operatori sanitari  (ANSA)

La lettera di Monsignor Nuzik agli operatori sanitari:prego per voi

Una vicinanza espressa nella preghiera e nella gratitudine di quanto tutti gli operatori sanitari stanno facendo per la popolazione durante questa delicata seconda ondata della pandemia, è stata espressa da monsignor Josef Nuzík, vescovo ausiliare di Olomouc e presidente del Consiglio per la Salute della Conferenza episcopale ceca, in una lettera pubblicata dall’Episcopato ceco

Roberta Barbi - Città del Vaticano

“Alla fine dello scorso anno, il virus è apparso in Cina e, dopo pochi mesi, questo ospite indesiderato è entrato dalla nostra porta senza bussare. Da allora ce ne occupiamo e, poiché ci troviamo in una situazione del genere per la prima volta, non c'è da meravigliarsi che questo conflitto sia accompagnato da ricerche, errori, tentativi di riparazione e decisioni in continua evoluzione – scrive il vescovo - ogni passo del governo è ampiamente commentato nei media e in patria da esperti; le normative riguardano tutte le sfere della società e le loro conseguenze si riflettono sulla privacy e sull'occupazione”. Nella Repubblica Ceca, stando agli ultimi dati disponibili del 29 ottobre scorso, l’epidemia si diffonde al ritmo di circa 13mila nuovi casi al giorno.

Riconoscimento e ammirazione

 “A molte persone le restrizioni sembrano troppo drastiche e difficili da realizzare e mantenere per lungo tempo – ha continuato il presule – ma mentre la maggior parte di noi cerca di evitare i contatti con persone che potrebbero essere una fonte di infezione, per proteggerci, gli operatori sanitari vanno incontro a questo pericolo durante il loro interno turno di lavoro. Meritano, dunque, riconoscimento e ammirazione non solo per come gestiscono la professione in condizioni estremamente impegnative, ma anche per come stanno rispondendo a questa straordinaria sfida: vivendola come una missione, non come un dovere”.

Una preghiera per chi serve i malati

“Per molti anni, ho benedetto le ambulanze che mi passavano accanto – ha raccontato monsignor Nuzík – e non solo io, ma molti sacerdoti, suore e credenti pregano per loro, affinché il Signore possa mantenerli in buona salute, anima e corpo, aiutarli a gestire lo stress e superare la fatica in modo che possano continuare la loro missione di servire i malati e aiutarli a tornare tra i loro cari e alla loro vita". “Auguro a tutti noi, e prego che sia così, che il nostro mondo possa uscire da questa crisi migliorato, e non peggiorato – ha concluso - Grazie, cari dottori, paramedici e cappellani ospedalieri per l'aiuto”.

03 novembre 2020, 11:16