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Ucraina. Monsignor Dzyurakh: la riconciliazione deve partire dalla verità

Per il Segretario del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina, nel Paese segnato da un conflitto che nell’est dura da oltre sei anni, il percorso verso la pace va letto anche alla luce dell’enciclica "Fratelli tutti”

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Nel corso di una intervista rilasciata alla redazione ucraina di Vaticannews, monsignor Bohdan Dzyurakh, Segretario del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha affrontato il tema delle tensioni politiche e della disoccupazione nel Paese che “costringe molti ucraini ad abbandonare la propria terra”. La mancanza di lavoro, secondo il presule “obbliga i giovani a rinunciare ai propri sogni e ad una adeguata formazione. Questi sono temi che Papa Francesco affronta nell’ultima enciclica”.

La testimonianza della Chiesa greco-cattolica

Nonostante le difficoltà che vive il paese, la Chiesa greco-cattolica ha da offrire alla Chiesa universale la propria testimonianza di fratellanza e di amicizia sociale. “La nostra Chiesa” riprende monsignor Dzyurakh “ha una lunga storia in materia di assistenza sociale che affonda le sue radici nel secolo scorso quando il nostro Metropolita, Andrey Sheptytsky, promosse tantissimi progetti per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei poveri, dei malati, degli emarginati e, non ultimo, per assicurare la formazione di donne e bambini. Specialmente ai tempi dell’Ucraina indipendente”, ha continuato,  “abbiamo potuto mettere in atto tutta la ricchezza della Dottrina Sociale, alzando più volte la voce in difesa dell’umanità oppressa”.

L'impegno dei sacerdoti 

Il Segretario del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina ha raccontato l’impegno strenuo dei sacerdoti che, durante la Rivoluzione, hanno sempre garantito assistenza spirituale, così come l’eroismo dei cappellani che nelle zone di guerra erano al fianco dei soldati e dei civili. “La nostra Caritas è una delle più grandi organizzazioni umanitarie di tutta l’Ucraina” ha rivelato il presule, aggiungendo che “Grazie alla rete delle parrocchie accogliamo i profughi e gli sfollati interni che, ad oggi,  sono più di un milione e mezzo.

La generosità della popolazione

La disponibilità e la generosità della gente, inoltre, è davvero ammirevole”. Parlando della Chiesa greco-cattolica ucraina, monsignor Dzyurakh ha precisato che “Intende aprirsi alle necessità delle società locali per condividere la propria tradizione spirituale. Vuole altresì essere di supporto. Pensiamo, per esempio, alle nostre badanti che lavorano in Italia. Non aiutano solo le famiglie nel loro quotidiano, ma le sostengono anche spiritualmente. E questo è un servizio molto apprezzato dal Santo Padre, così come da tanti vescovi italiani che considerano la presenza degli ucraini un arricchimento per le loro comunità”.

12 ottobre 2020, 09:24