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Personale medico, ospedale di Liegi Personale medico, ospedale di Liegi   (REUTERS)

Belgio, festività di novembre. I vescovi: perseveriamo nella preghiera

Con un'incidenza di oltre 1300 casi ogni 100 mila abitanti, il Belgio ha superato la Repubblica Ceca ed ora e' il Paese europeo piu' colpito dalla seconda ondata di Covid-19. Rispetto delle regole, riti e cerimonie ristrette ma preghiere sempre più intense. Lo chiedono i presuli del Paese ai fedeli in vista delle festività di Ognissanti e della commemorazione dei defunti

Tiziana Campisi e - Città del Vaticano 

"Chiediamo a tutte le comunità cristiane e ai credenti di collaborare lealmente con le autorità responsabili e di osservare rigorosamente le regole promulgate”: è l’invito che i vescovi del Belgio rivolgono ai fedeli in una lettera scritta in occasione della festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti, prendendo atto dell’aumento dei casi di coronavirus nel Paese, a Bruxelles, nella Vallonia e nelle Fiandre. “

Cerimonie ristrette e preghiere più intense

"Siamo tutti corresponsabili l’uno dell’altro” scrivono i presuli che esortano inoltre ad offrire aiuto soprattutto agli anziani, alle persone sole o con disabilità, a collaborare con le parrocchie, con associazioni o reti di volontariato, a sostenere ospedali e centri sanitari e ad essere solidali con quelle aziende che stanno subendo gravi perdite. “Tra pochi giorni arriveranno Ognissanti e la Commemorazione dei defunti - aggiungono i vescovi -. Ricorderemo i nostri cari con una foto, una candela, un fiore o una preghiera. Da marzo abbiamo potuto dire solo un brevissimo addio alla maggior parte dei defunti (…) Una visita al cimitero, vicino alla tomba o all’urna, può sopperire a quanto è mancato”. I presuli avvertono poi che il rafforzamento delle misure restrittive purtroppo non consentirà celebrazioni religiose con un numero elevato di persone.

"Possa la mano di Dio benedirci"

La Conferenza episcopale avverte inoltre che le autorità emaneranno nuove regole per determinati settori della vita sociale e che la diversa progressione del virus porterà a misure differenti e ancora una volta invitano tutti i credenti a rispettare le misure che verranno disposte. “Come cristiani, crediamo nel potere della preghiera - sostengono i vescovi -. Ci rivolgiamo soprattutto a Dio, fonte di tutta la vita e di ogni amore, in questo momento difficile. Possa la Sua mano benedirci e proteggerci dal male e dal pericolo. Possa la sua presenza proteggerci dallo scoraggiamento o dalla divisione”. I presuli esortano in particolare alla preghiera personale, in famiglia o nella comunità e chiedono alle parrocchie di offrire tempi di preghiera nel rispetto delle norme anti-Covid. “Molte attività pastorali ordinarie non possono continuare, almeno non come prima – spiegano infine i vescovi che incoraggiano i fedeli ad avere fiducia e a coltivare la solidarietà. “La festa di Tutti i Santi - concludono - ci ricorda che siamo chiamati ad essere ‘tutti santi’, cioè a vivere tutti la vita stessa di Dio. Questa è la speranza che Cristo ci dà”.

Non perdere la speranza

Dunque, nell’imminenza delle festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti, i vescovi del Belgio, uno dei Paesi europei dove la pandemia è in preoccupante crescita, esortano tutte le comunità cristiane a osservare rigorosamente le norme anti-Covid e a perseverare nella preghiera. Monsignor Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles, afferma che in questo drammatico frangente non bisogna perdere la fiducia e la speranza.

Ascolta l'intervista a monsignor Kockerols

E' importante stare vicini a chi sta soffrendo per la pandemia, afferma monignor Kockerols, pur nel rispetto delle misure di sicurezza. I momenti di paura  vanno combattuti riscoprendo la fiducia in Cristo, nella Chiesa e nella comunità. C'è la tentazione di isolarsi di fronte al rischio del contagio, ma, afferma il presule, bisogna trovare nuovi modi di stare insieme. La vita tornerà proprio all'insegna di quella speranza che è il cuore della Chiesa.

28 ottobre 2020, 07:40