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Coronavirus: morto monsignor D'Alise, vescovo di Caserta

Il presule era ricoverato nell’ospedale di Caserta dal 30 settembre perché positivo al Covid. Messaggio di cordoglio del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

Si è spento questa mattina il vescovo di Caserta monsignor Giovanni D’Alise. È morto in ospedale  mentre stringeva tra le mani il Santo Rosario. I funerali, riferisce il quotidiano Avvenire, si terranno domani 5 ottobre, alle 18, nella cattedrale di Caserta. Appena appresa la notizia, il presidente Conferenza italiana il cardinale Gualtiero Bassetti ha espresso il suo cordoglio: "In questi mesi - ha scritto -  molti sacerdoti sono scomparsi a causa del Covid e anche i vescovi sono prima di tutto preti tra i preti. Oggi ci ha lasciato il vescovo Giovanni, che fino all’ultimo è stato vicino agli altri e ha condiviso un percorso di sofferenza”.

Biografia

Monsignor Giovanni D’Alise è nato a Napoli il 14 gennaio 1948. È stato ordinato sacerdote il 23 settembre 1972. Dal 2001 al 2004 è stato vicario foraneo della Forania di San Felice - Arienzo. Nel 1984 è stato incaricato di alcuni uffici pastorali della Curia diocesana.
Ha curato l'organizzazione dei 22 Convegni diocesani annuali della diocesi di Acerra e la celebrazione annuale della Giornata per la Vita. Dal 2003 al 2004, la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno lo ha incaricato della formazione dei propri diaconi permanenti.
Il 5 giugno 2004 è stato eletto alla sede vescovile di Ariano Irpino-Lacedonia e ordinato vescovo il 17 luglio dello stesso anno.
Il 21 marzo 2014 è stato trasferito alla sede vescovile di Caserta.

L'impegno di monsignor D’Alise per l'accoglienza e la legalità

Commentando più volte la cronaca del sud Italia, il vescovo aveva, ai nostri microfoni, espresso la sua preoccupazione per le condizioni del lavoro e dell'occupazione nel meridione dove spesso le multinazionali, dopo aver fomentato tante speranze nella popolazione, "lasciano il deserto dietro di sè" e aveva invocato il primato della dignità umana sul profitto. Ancora in una intervista nel maggio scorso, commentando il decreto del governo “Rilancio”, monsignor Giovanni D’Alise, aveva sottolineato che non si devono regolarizzare solo i migranti, ma anche le tante attività che per molti italiani, specie al Sud, rimangono nel sommerso. In quell'occasione aveva ricordato che nel territorio della diocesi di Caserta - dove alla massiccia presenza di immigrati e di braccianti agricoli si aggiungono anche le attività della camorra e i drammi legati alla cosiddetta “Terra dei fuochi” - la vera emergenza è “il lavoro legale”. “È molto importante - aveva concluso monsignor D’Alise - che ritorni il lavoro legale anche per gli italiani”.

04 ottobre 2020, 14:37