Cerca

Vatican News
foto d'archivio foto d'archivio  (ANSA)

Coronavirus: in Galles nuovo lockdown, chiuse le chiese

Torna il lockdown in Galles: di fronte al riacuirsi della pandemia da Covid-19 che ieri ha fatto registrare 950 nuove infezioni, portando il numero totale di casi ad oltre 35mila su 3 milioni di abitanti, il primo ministro Mark Drakeford ha annunciato la chiusura di tutte le attività per due settimane, dal 23 ottobre al 9 novembre.

Isabella Piro - Città del Vaticano

La misura è intesa come “una porta tagliafuoco” che permetterà non solo di ridurre il rischio di nuovi contagi, ma anche di alleviare la pressione sul servizio sanitario, dove risultano ricoverate già 800 persone risultate positive al coronavirus. A restare chiuse saranno anche le chiese dove i fedeli non potranno recarsi né per le celebrazioni comuni, né per la preghiera privata. Disappunto e delusione vengono quindi espressi dai vescovi locali: in una nota, Monsignor George Stack, Arcivescovo di Cardiff, ricorda che “da quando hanno riaperto dopo il primo lockdown, le chiese cattoliche sono stati luoghi di sicurezza e protezione, oltre che di tranquillità e di pace in questi giorni così turbolenti”. Esse, aggiunge, “sono state esemplari nel conformarsi alle misure di distanziamento sociale, ai requisiti igienico-sanitari e alle procedure di tracciabilità", anche grazie all’aiuto di “molti volontari”.

La speranza che queste misure riducano i contagi

Ora, invece, bisognerà tornare alle Messe e alle celebrazioni in streaming, ma – sottolinea Monsignor Stack – “la religione cattolica è una religione incarnata e la ‘carestia eucaristica’ dei mesi scorsi è stata già molto dolorosa per molti fedeli”. Le chiese, infatti, “sono luoghi non solo in cui, ma anche attraverso cui si venera Dio” come “comunità di fede”. Al contempo, il presule si dice pronto al dialogo con il governo gallese “nella speranza che le chiese rimangano aperte almeno alla preghiera privata in momenti specifici delle prossime due settimane”. Infine, dal vescovo di Cardiff l’auspicio che le misure restrittive prestabilite raggiungano il loro scopo, ovvero “ridurre i contagi e ripristinare la salute dell’intera popolazione”.

21 ottobre 2020, 09:00