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Brasile,appello di monsignor Hoepers: "Subito lo Statuto del nascituro"

Il documento evocato dal Presidente della Commissione Episcopale della Pastorale per la Vita e la Famiglia brasiliana, parte dal presupposto che l’embrione fin dalla fecondazione è un individuo che inizia il suo ciclo vitale e pertanto si deve conseguentemente riconoscere l’obbligo della sua protezione giuridica

Davide Dionisi - Città del Vaticano 

Protezione giuridica, civile e penale dell’essere umano fin dal suo concepimento ed entrata in vigore dello “Statuto del nascituro”. L’appello al Presidente della Repubblica, ai senatori, ai deputati federali, ai ministri della Corte suprema federale è stato lanciato nei giorni scorsi dal vescovo di Rio Grande e presidente della Commissione Episcopale della Pastorale per la Vita e la Famiglia della CNBB, monsignor Ricardo Hoepers.

Difendere la vita sin dal suo concepimento

“Chiediamo, non solo come cristiani, ma come cittadini, il rispetto dell’articolo 5 della nostra Costituzione (Tutti sono uguali davanti alla legge), senza distinzione alcuna; è garantita, tanto ai brasiliani quanto agli stranieri residenti nel Paese, l’inviolabilità del diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza e alla proprietà”. Ricordando le diverse norme che tutelano le persone disabili e gli anziani, mons. Hoepers ha indicato una evidente “incoerenza” poiché, nelle fasce deboli e indifese della società, figura evidentemente anche la vita nascente. “Dov’è la protezione nel momento più sacro, ovvero quando abbiamo bisogno di essere curati, amati e assistiti per venire al mondo?” ha tuonato il vescovo di Rio Grande. “Approvando una volta per tutte lo Statuto del Nascituro il Brasile potrà dire di difendere i suoi figli fin dal concepimento. Da allora potremo definirci paese moderno”.  

L'embrione: individuo umano da proteggere giuridicamente

Il documento evocato dal Presidente della Commissione Episcopale della Pastorale per la Vita e la Famiglia, parte del presupposto che l’embrione fin dalla fecondazione è un individuo umano che inizia il suo ciclo vitale e pertanto si deve conseguentemente riconoscere l’obbligo della sua protezione giuridica. Rilevato che il primo principio da applicarsi all’embrione è quello che riguarda il diritto fondamentale di ogni uomo alla vita e all’integrità fisica e genetica, lo statuto sostiene che sono da estendere all’embrione umano le protezioni già riconosciute per i bambini, i malati, i disabili fisici e mentali. Non si tratta di configurare un diritto speciale, quanto di adeguare il diritto comune a un caso particolare. Pertanto, analogamente a ciò che vale per l’uomo nato, dovranno essere sanciti anzitutto il diritto dell’uomo nascituro alla vita e alla salute e il divieto, anche penalmente qualificato, di ogni intervento sull’embrione che non sia compiuto a beneficio complessivo dell' embrione stesso.

12 ottobre 2020, 08:11