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L'incisione come arte per diffondere la cultura

La mostra, allestita presso il Museo Diocesano di Brescia, testimonia il ruolo nel XIX secolo dell’incisione come unico mezzo di diffusione e conoscenza dei capolavori conservati nelle chiese, nelle raccolte museali e private nobiliari

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

“Gli Anderloni. Contributi di una famiglia di artisti bresciani all'incisione neoclassica di traduzione" è la singolare mostra allestita presso il Museo Diocesano di Brescia, i cui protagonisti sono tre incisori. Il focus si concentra sul 19mo secolo - in Lombardia - all'epoca dell'avvicendamento delle dominazioni di Austria e Francia.

I tre protagonisti

Pietro Anderloni, Faustino Anderloni e Giovita Garavaglia sono i tre artisti, tra loro imparentati e accomunati dall’aver proseguito nella prima metà dell’Ottocento la lezione del bulino neoclassico del maestro Giuseppe Longhi, docente di Calcografia presso l’accademia di Brera dal 1798 al 1830. La conoscenza del lavoro di questi artisti si diffuse presto grazie alla committenza austriaca, francese e nobiliare.

Le opere in esposizione

Quella al Museo Diocesano è la prima esposizione realizzata in ambito bresciano allo scopo di mettere in luce l’esemplarità della lezione del neoclassicismo in ordine al disegno e all’incisione. In mostra opere di pregevole qualità e bellezza: dalla traduzione da “le delizie materne” di Thomas Lawrence, firmata Giuseppe Longhi alla Sacra Famiglia di Poussin realizzata da Faustino Anderloni. DI Pietro Anderloni sono esposti, tra le altre opere,  il “Cristo e l’adultera” e il “Cavaliere di Malta” da Tiziano. “L’Assunta” di Guido Reni ed il “Riposo in Egitto” da Raffaello sono invece riprodotti nelle incisioni di Giovita Garavaglia.

I ritratti

Significativa delle frequentazioni culturali degli artisti è la serie di ritratti: da Napoleone ad Alessandro Volta, da Giuseppe Parini ad Antonio Canova. La rassegna, con opere in gran parte provenienti dalla Raccolta Emilio Anderloni di Milano, affianca in alcuni casi disegno, lastra di rame incisa, prova di lastra e stampe definitive, presentate anche nelle loro antiche cornici originarie. Collegata all’esposizione del Museo Diocesano è la mostra allestita al Museo di Santa Giulia a Brescia e dedicata a “Raffaello: l’invenzione del divino pittore”.

15 ottobre 2020, 15:00