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Cardinale John Tong Hon Cardinale John Tong Hon 

Il cardinale Tong: il presente di Hong Kong è difficile, scegliamo la pace

L'amministratore apostolico di Hong Kong scrive una lettera pastorale ai cattolici dell'isola: la dottrina sociale della Chiesa, afferma, “non ha mai avallato l’odio e la violenza come mezzo per ottenere giustizia", qualunque siano "il conflitto da risolvere, l'amore, il perdono e la riconciliazione devono sempre prevalere"

Isabella Piro- Città del Vaticano

Un invito alla speranza ed alla comunione con la Chiesa: è questo, in sintesi, il cuore della Lettera pastorale diffusa il 21 settembre dal Cardinal John Tong Hon, Amministratore Apostolico di Hong Kong. Sullo sfondo delle sue parole, c’è un Paese che, tra il 2019 e il 2020, ha visto disordini sociali ed ha vissuto in prima linea la pandemia da Covid-19. Nella sua missiva, intitolata “In comunione con la Chiesa”, il porporato incoraggia dunque i cattolici a restare saldi nella fede in questi tempi di prove e di difficoltà, consapevoli del fatto che Dio trasforma le sofferenze in benedizione. In particolare, il Cardinale Tong esorta i fedeli a seguire “la dottrina sociale della Chiesa” per il bene comune della società, restando lontani da sentimenti di odio e animosità, perché “trattare gli altri come ‘nemici’ da combattere è incoerente con la fede cristiana”.

Dall’Amministratore Apostolico di Hong Kong anche il richiamo all’importanza della democrazia, intesa come “un processo continuo” che richiede perseveranza, come scrive Papa Francesco nell’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium”: “Diventare un popolo richiede un costante processo (..) È un lavoro lento e arduo che esige di volersi integrare e di imparare a farlo fino a sviluppare una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia” (220). “Nel contribuire alla costruzione di una società di pace, giustizia e fraternità - afferma il Cardinale Tong - abbiamo un duplice ruolo da svolgere come ‘profeti’ e ‘servi’: dobbiamo discernere i "segni dei tempi", e dobbiamo agire come il sale della terra, la luce del mondo e il lievito dell'umana società. Dobbiamo, soprattutto, mettere in praticare ciò che Gesù insegna nelle Beatitudini”. La dottrina sociale della Chiesa, infatti, “non ha mai avallato l’odio e la violenza come mezzo per ottenere giustizia” e “Cristo crocifisso è un esempio per tutti i cristiani: qualunque siano il conflitto da risolvere, l'amore, il perdono e la riconciliazione devono sempre prevalere, se si vuole raggiungere la giustizia e la pace”, perché “il fine non giustifica i mezzi”.

La fiamma della fede

Quanto ai sacerdoti, il porporato li esorta ad illuminare i fedeli con l’insegnamento sociale della Chiesa affinché formino la propria coscienza, e ad incoraggiarli “a prendere parte attiva alla vita della Chiesa e della società”, secondo quanto sancito dal Concilio Vaticano II. Al contempo, gli stessi cattolici sono fortemente invitati a restare in comunione con i loro pastori, preservando così l’unità ecclesiale. Rivolgendosi, poi, a coloro che guardano al futuro “in una prospettiva cupa” perché “hanno basato il loro punto di vista sulle incertezze politiche e sull’impatto quasi insostenibile che la pandemia da Covid-19 ha avuto sull’economia ed i mezzi di sussistenza nazionali”, il Cardinale Tong invita tutti “sinceramente a riporre la speranza in Cristo, Signore della storia umana”, perché questa è una speranza “incrollabile”. La stessa fermezza è auspicata per tutti quei cattolici che hanno visto il loro Credo “vacillare” a causa della situazione attuale del Paese: per tutti loro, il porporato chiede aiuto e sostegno, affinché vedano riaccendersi la fiamma della fede in Dio.

La solidarietà e l'unità

D’altronde, conclude l’Amministratore Apostolico di Hong Kong, “il tempo presente, per quanto possa apparire stressante e faticoso, potrebbe dopo tutto rivelarsi una benedizione per noi perché può renderci più profondamente consapevoli del fatto che Dio è la chiave del nostro destino umano, che abbiamo bisogno di maggiore solidarietà tra i membri della famiglia umana e che è importante mantenere l’unità della Chiesa, pur nella diversità”. “I disordini sociali del 2019 e la pandemia del 2020 – conclude il porporato – hanno avuto un grande impatto su Hong Kong e pertanto possiamo aspettarci nuove sfide per la nostra missione evangelizzatrice”, da affrontare “con una sola mente e un solo cuore”.

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28 settembre 2020, 13:23