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Coronavirus in Bangalore Coronavirus in Bangalore  (ANSA)

In India inaugurato il primo Centro per pazienti Covid-19

La struttura si trova presso il St. John’s Medical College e dispone di 48 posti letti in isolamento. All'inaugurazione, l’Arcivescovo di Bangalore, Peter Machado: "La Chiesa è sempre in prima linea per aiutare i poveri"

Isabella Piro - Città del Vaticano 

Il primo Centro di cura, in India, interamente dedicato ai pazienti affetti da coronavirus ed è stato inaugurato il 20 agosto a Bengaluru, in Karnataka. La struttura si trova presso il St. John’s Medical College e dispone di 48 posti letti in isolamento, un’unità di terapia intensiva con 24 letti e un’altra unità sub-intensiva con altrettanti posti. Alla cerimonia di inaugurazione, riferisce l’agenzia Ucanews, era presente anche l’Arcivescovo di Bangalore, Peter Machado. L’ospedale St. John’s, infatti, fa parte della St. John's National Academy of Health Sciences, fondata nel 1963 dalla Conferenza episcopale cattolica dell'India (Cbci), con lo scopo di formare personale sanitario impegnato a servire i poveri e gli emarginati.

Il servizio della Chiesa alla nazione

E benedicendo la nuova struttura, monsignor Machado ha ricordato proprio questo impegno: "La Chiesa è sempre in prima linea per aiutare i poveri e i bisognosi, sia nel campo dell'istruzione che in quello della salute – ha detto – Questo nuovo Centro è un'altra opportunità per offrire il nostro servizio disinteressato alla società e alla nazione". Ringraziando, poi, tutti coloro che hanno fornito assistenza sanitaria alla popolazione “in questi tempi cruciali”, il presule ha ricordato che, negli ultimi cinque mesi, sono state fornite cure gratuite anti-Covid19 per un valore pari a 67mila dollari, sottoponendo a screening oltre 5mila pazienti e curandone in terapia intensiva altri 500.

Una sfida per dare cure a tutti

Dal suo canto, padre Paul Parathazham, direttore della St. John's National Academy of Health Sciences, spiega: “Il nuovo Centro si trova lontano dal nucleo principale dell’ospedale, ma è collegato ad esso in modo sicuro: i pazienti non affetti da coronavirus possono accedere all’ambulatorio, ai laboratori e alla farmacia senza entrare in contatto con le persone infette”. Il sacerdote sottolinea anche le difficoltà non solo fisiche, ma anche sociali che vivono le persone colpite dal Covid: “Vengono stigmatizzate, emarginate e persino attaccate fisicamente – spiega – Ma noi abbiamo raccolto la sfida di fornire assistenza sanitaria accessibile anche a questo tipo di pazienti”. Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 21 agosto, in India il Covid-19 ha fatto registrare circa 3 milioni di casi positivi ed oltre 54mila decessi.

22 agosto 2020, 08:00