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Il nuovo ponte "Genova San Giorgio" in costruzione Il nuovo ponte "Genova San Giorgio" in costruzione  (ANSA)

Genova guarda al futuro della città e della sua gente

Il nuovo viadotto "Genova San Giorgio" progettato da Renzo Piano è lungo 1067 metri ed è costato 202 milioni di euro. La costruzione è iniziata il primo ottobre 2019. Il 3 agosto 2020 l'inaugurazione alla presenza del Capo dello Stato Mattarella

Luca Collodi - Città del Vaticano

Lunedì 3 agosto sarà inaugurato e il 5 percorribile, il nuovo ponte "Genova San Giorgio" alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. La conferma arriva dal sindaco di Genova e Commissario straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi, Marco Bucci. Le novità per la città ligure non riguarderanno solo la viabilità cittadina ma anche l'intera zona della Valpolcevera, l'area attraversata dal viadotto che collega le due parti del capoluogo. Sotto al ponte, infatti, nascerà un parco progettato dall'architetto Stefano Boeri, con giardini botanici, aree sportive, campus aziendali per energie rinnovabili. Un settore del parco sarà composto da 43 alberi, uno per ogni persona morta nel crollo del Morandi, e dedicato anche a vari personaggi liguri protagonisti nella storia, nella cultura e nell'arte. 

Non senza polemiche

"Non saremo presenti all'inaugurazione del nuovo ponte": afferma a Radio Vaticana Italia, don Gianandrea Grosso, parroco di San Bartolomeo alla Certosa, la parrocchia del ponte, "ma seguiremo la cerimonia con spirito positivo perchè il viadotto che scavalca il torrente Polcevera e i quartieri di Sampierdarena e Cornigliano, torna a riunire la comunità genovese".

Ascolta l'intervista a don Gianandrea Grosso

R.- L'inaugurazione del Ponte del 3 agosto avverrà da sopra, a circa 200 metri dalla parrocchia. Come comunità parrocchiale, vivremo il 14 di agosto come momento di ricordo delle vittime del crollo con una celebrazione sotto il ponte .

In questi mesi come avete accompagnato la sofferenza delle famiglie ?

R.- Subito dopo il crollo, la parrocchia con le sue associazioni, è intervenuta per quello che era possibile fare. Abbiamo cercato di stare vicini ai parenti delle vittime e rispondere ai bisogni del momento. Sono andato a celebrare la Messa nella zona del ponte nei momenti importanti come Natale, come il giorno dedicato ai defunti nel quale era presente in mezzo a noi anche l'arcivescovo Bagnasco, per essere vicini alle persone, agli sfollati e alle famiglie che hanno perso i loro cari.  

Le famiglie sembrano intenzionate a non partecipare alla cerimonia dell'inaugurazione perché, dicono, è stata una tragedia che si poteva evitare…

R.- Sì. Sarà una festa che per loro richiama un forte momento di dolore. Capisco la scelta e sono vicino a loro.

 

Don Grosso, come guarda il nuovo ponte  “Genova San Giorgio” che sostituisce il Morandi ?

R.- Non saremo presenti all’inaugurazione ma seguiremo certamente con attenzione e con spirito positivo la cerimonia perché, finalmente, si ripristina la viabilità riunendo il tessuto urbano con questa parte della città, che proprio per la caduta del ponte sta soffrendo parecchio anche economicamente. Penso al commercio, alle piccole aziende e ai negozianti. Saremo sicuramente sotto il ponte, invece, il 14 di agosto, nell’anniversario del crollo, quando il comune di Genova inaugurerà un giardino con 43 piante dedicate ai caduti. In un primo tempo avevamo pensato di celebrare la Messa in parrocchia. Poi è intervenuta questa inaugurazione e abbiamo spostato la celebrazione nel nuovo parco "Valpolcevera": circa 50 ettari sotto il viadotto con aree per lo sport, giardini botanici e una green factory, una sorta di campus per aziende innovative. Saremo presenti a pregare per le vittime. Poi sa, credo che tanti discorsi non servano. Quello che noi cristiani dobbiamo fare è essere vicini alle persone e pregare.  

La tragedia ha unito la comunità genovese?

R.- Le posso parlare della comunità di Certosa. Non so se l'ha unita tanto, perché quando ci sono di mezzo i soldi,  diventa un problema per tutti. Si guarda a chi ne ha presi di più e a chi ne ha presi di meno. Sono stati momenti difficili, anche se ora il cuore sembra aprire alla speranza.  

24 luglio 2020, 08:00