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Inaugurato in Abruzzo il Santuario della “Madonna del Silenzio” voluto dal Papa

Per il Rettore, fra Antenucci, la nascita del luogo mariano ad Avezzano - nel tempo della pandemia - è un segno profetico di speranza e consolazione

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

Maria con il silenzio “ha coperto il mistero che non capiva e ha lasciato che il mistero potesse crescere e fiorire” portando a tutti una grande “speranza”. Sono parole di Papa Francesco, pronunciate nell’omelia a Casa Santa Marta il 20 dicembre 2013, che dimostrano la sua attenzione per la devozione alla cosiddetta “Madonna del Silenzio”. Un’attenzione del Pontefice che ha portato recentemente in Italia, nella diocesi di Avezzano, all’inaugurazione per sua volontà di un Santuario a lei dedicato. Lo scorso 13 maggio, infatti, nel giorno in cui la Chiesa ricorda le apparizioni mariane di Fatima, il vescovo del comune della Marsica, mons. Pietro Santoro, ha eretto con un apposito decreto la Chiesa di San Francesco di Assisi di Avezzano a Santuario Diocesano dedicato alla “Madonna del Silenzio”. Nel testo il presule dichiara di averlo deciso volendo rispondere al desiderio del Papa di “trovare un posto, una chiesa, dove si possa dare culto pubblico” a questa devozione.

La richiesta del Papa

Già il 24 marzo 2019, infatti, il Papa aveva scritto di suo pugno una lettera al ministro provinciale dei cappuccini d’Abruzzo, padre Nicola Grasso, con la richiesta. La scelta è poi caduta sulla chiesa dedicata a San Francesco e sul convento dei cappuccini di Avezzano, abbandonato da dieci anni. Sulla genesi di questo Santuario mariano voluto dal Papa e nato, imprevedibilmente, come segno di speranza nel pieno della pandemia, Radio Vaticana Italia ha intervistato fra Emiliano Antenucci, frate minore cappuccino, Rettore del Santuario e da tempo promotore del culto della “Madonna del Silenzio”.

Ascolta l'intervista al rettore del Santuario

R.- Dieci anni fa avevo fatto “scrivere” l’icona della Madonna del Silenzio dalle monache Benedettine dell’Isola di San Giulio d’Orta, poi è cominciata man mano, non solo in Italia ma anche in varie parti del mondo, la devozione per questa immagine. Poi il Santo Padre ha deciso di farne sistemare una copia nel Palazzo Apostolico e io ho avuto la gioia di avere alcuni colloqui con lui in proposito. Lo stesso Papa Francesco ha poi deciso di scrivere una lettera al mio Ministro provinciale chiedendo la venerazione dell’icona della Madonna del Silenzio per il culto pubblico al popolo Santo di Dio.

Possiamo dire quindi che Papa Francesco ha contribuito a far diffondere questo particolare culto?

R.- Il Papa ovviamente riceve tantissimi immagini e icone un po' da tutti i pellegrini del mondo. Ma per la Vergine del Silenzio diciamo che ha avuto uno sguardo particolare. Non solo l'ha fatta sistemare all’ingresso del Palazzo apostolico, ma so che è molto devoto, la prega e ha fatto distribuire dei santini dedicati a questa Madonna al personale vaticano. La sua opera ha quindi contribuito a creare questa devozione, ma posso dire che nella Chiesa c’è  sempre stato in maniera implicita questo culto a Maria Vergine del Silenzio che io mi auguro in futuro possa diventare un culto esplicito. Auspico possa esserci una memoria liturgica nella giornata del sabato e che nel Mariale, cioè il devozionale liturgico della Beata Vergine, sia inserito questo titolo “Maria Vergine del Silenzio” che è presente fin dalla tradizione dei primi secoli. 

Quale significato ha questa particolare devozione mariana?

R.- In questo momento di pandemia e di prova credo che aprire un Santuario mariano dedicato al silenzio sia innanzitutto un segno di grande speranza, un impulso a ricominciare con il passo spirituale giusto. Ma credo sia anche un segno di profezia contro la dittatura del rumore che pervade la nostra società e, per dirla con Papa Francesco, contro il chiacchiericcio che c'è anche nella Chiesa.

Il santuario ha aperto le porte proprio mentre il mondo sta combattendo contro la pandemia di coronavirus. Lei fra Emiliano come legge questa singolare coincidenza?

R.- Era da tempo che lavoravamo a questa apertura, poi inaspettatamente è arrivata questa drammatica epidemia mondiale. Inaugurarlo proprio ora credo sia un segno di Dio, un segno di Maria Vergine, perché Maria è la nostra madre e la madre pensa sempre ai suoi figli. Aprire questo santuario in questo momento mi pare un segno soprattutto di consolazione, di forte presenza della Madre di Dio che non ha mai abbandonato il popolo cristiano nei momenti più difficili come le guerre, le carestie, i terremoti. Nella storia abbiamo avuto tanti esempi, tante occasioni in cui la Madonna si è fatta presente nei momenti di difficoltà dell'umanità con vari titoli.

Come si svolgerà la vita nel santuario?

R.- Sarà un santuario un po’ atipico. Innanzitutto un luogo naturalmente di silenzio, di preghiera e di formazione spirituale e discernimento. Come rettore io ho contato molto su questo aspetto: voglio sia un luogo che aiuti a crescere nella vita spirituale e a fare un cammino interiore. Quindi sarà un’oasi dello Spirito, dove venire a ristorarsi tra le braccia di Gesù e di Maria.

Nonostante le norme anti-contagio sul distanziamento fisico ancora in vigore il santuario potrà accogliere già quest'estate alcuni pellegrini?

R.- Sì, lo confermo. Lo facciamo già con prudenza e tranquillità. Poi, dopo l’emergenza,  riprenderemo anche i corsi sul silenzio, sulla preghiera e sul discernimento. Ma già da adesso al santuario è attivo un programma ben stabilito con formazione spirituale, adorazione, la messa domenicale, quella feriale e l'accoglienza dei pellegrini.

Come è stata ricevuta nella diocesi di Avezzano questa notizia?

R.- C’è stata una splendida accoglienza. Il vescovo è un pastore molto umano e vicino alla gente e ai poveri e ne ha capito subito l’importanza. Ma tutto il clero locale, tutti i sacerdoti sono stati felici di questa inaugurazione. L’hanno vista come una risorsa, un punto di luce, un punto di spiritualità un po' per tutta la diocesi.

In questo periodo di quarantena, in cui per lungo tempo in Italia i fedeli non hanno potuto partecipare alle celebrazioni eucaristiche, è possibile secondo lei che molti cristiani abbiano riscoperto la preghiera silenziosa, la preghiera personale, la meditazione?

R.- Me lo auguro proprio, perché come dico sempre il santuario più importante al mondo e il meno visitato è proprio il nostro cuore. Credo che in questo tempo difficile abbiamo avuto tutti l’opportunità di rientrare in noi stessi, di ritornare al cuore. Ma non per fare una semplice pausa o solamente per fermarci. È stata un’opportunità per ripartire in modo diverso anche nella nostra vita di fede. Un tempo utile anche per la preghiera silenziosa, perché dal silenzio nascono le parole: nasce il pensiero, il giornalismo, il teatro, la musica, l'arte. Il silenzio è il laboratorio più importante per fare qualsiasi cosa nella vita.

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04 giugno 2020, 13:18