Cerca

Vatican News
Preghiera Preghiera  (©4Max - stock.adobe.com)

Spagna, Giornata pro orantibus. Vescovi: con Maria nel cuore della Chiesa

Domenica 7 giugno la Conferenza episcopale spagnola celebra la Giornata indicando Maria come “esempio per la vita contemplativa che è chiamata, come lei, ad abitare il corpo mistico di Cristo”

Isabella Piro - Città del Vaticano 

"Con Maria nel cuore della Chiesa”: questo il tema scelto dalla Conferenza episcopale spagnola per la “Giornata pro orantibus” che si celebra domenica prossima, 7 giugno, solennità della Santissima Trinità. Per l’occasione, i vescovi iberici hanno diffuso un messaggio, a firma di monsignor Luis Ángel de las Heras Berzal, presidente della Commissione episcopale per la Vita consacrata, in cui si invita a guardare a Maria come “esempio per la vita contemplativa che è chiamata, come lei, ad abitare il corpo mistico di Cristo, della Chiesa che accompagna i suoi figli con amore materno in ogni momento, soprattutto in quelli difficili”. Come la Beata Vergine nella comunità, infatti, così “la vita contemplativa rimane nascosta da tutto e tutti, ma presente in tutto e tutti. Essa non costituisce un membro tra gli altri, ma rappresenta ciò che vivifica e sostiene tutto: l’amore”. La Madre di Gesù, infatti, è “il primo ricordo dell’amore di Dio nel Figlio e la vita contemplativa è il ricorso dell’amore di Gesù nella Chiesa”. Un’esistenza di contemplazione, continua ancora la Cee, è allo stesso tempo “una vita nascosta e fruttuosa per il mondo, al quale mostra la luce di Dio, soprattutto quando sull’umanità incombono le tenebre”.

Le caratteristiche della vita contemplativa

Tre, poi, le caratteristiche della vita contemplativa sottolineate dai presuli iberici: la prima è che essa, “custodisce con fervore la realtà centrale della fede, ovvero l’amore di Cristo”. I contemplativi, infatti, “mantengono viva la fiducia in Dio che, per amore nostro, nel silenzio e nel freddo della notte, nell’angolo più povero di questo mondo, si incarna per la salvezza da tutti”.

La seconda caratteristica è che un’esistenza di contemplazione “incoraggia instancabilmente la grande speranza della Chiesa, che è la misericordia del Padre”, perché è grazie ai consacrati che si risveglia “la pazienza e la perseveranza di chi sa di essere accolto dal cuore compassionevole di Dio Padre in tutte le circostanze, anche in mezzo a grandi sofferenze come quelle attuali”, scatenate dalla pandemia da coronavirus.

Infine, la vita consacrata contemplativa, come Maria, “irradia nel mondo la gioia di vivere secondo il Vangelo e la grazia dello Spirito” e, come la Vergine alle nozze di Cana, offre al mondo “il vino della Buona Novella, convertendolo ogni giorno in una preziosa anticipazione del banchetto del Regno di Dio”.

06 giugno 2020, 09:27