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Dall'Ordine del Santo Sepolcro un fondo per la Terra Santa colpita dal coronavirus

Il Gran Maestro dell'Ordine, il cardinale Fernando Filoni, mette in luce che “è urgente che le famiglie Cristiane che vivono in quei Paesi siano sostenute per le loro necessità basilari". E' necessario mantenere operative le 38 scuole del Patriarcato in Palestina e Giordania, con 15.000 alunni, e dare aiuti straordinari a più di 10 mila famiglie

Alessandro Guarasci -  Città del Vaticano

L’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro in aiuto della popolazione della Terra Santa. Il Gran Maestro, il cardinale Fernando Filoni, ha presentato oggi a Roma un “Fondo di sostegno umanitario Covid-19” dedicato appunto alle esigenze delle popolazioni in Palestina e Giordania colpite dal coronavirus.

E' necessario sostenere le scuole del Patriarcato Latino

Il cardinale mette in luce che “al momento, è urgente che le famiglie Cristiane che vivono in quei Paesi siano sostenute per le loro necessità basilari, soprattutto per quelle persone che hanno perso il lavoro a causa del collasso dei pellegrinaggi e del turismo e per l'impossibilità di recarsi quotidianamente al lavoro in Israele. Allo stesso modo, è necessario un sostegno finanziario per garantire la liquidità necessaria per mantenere operative le 38 scuole del Patriarcato" Latino di Gerusalemme "in Palestina e Giordania, con gli oltre 15.000 alunni e gli oltre 1.300 fra insegnanti ed impiegati”.

Cardinale Fernando Filoni

Il Fondo per il Covid-19 si aggiunge ai 650 mila dollari già stanziati

L’Ordine Equestre aveva già attivato un fondo umanitario per l’importo di 650.000 dollari, frutto di un accordo tra la Presidenza del Gran Magistero e il Patriarcato Latino a gennaio scorso, prima dello scoppio della pandemia. Ma tale importo è inadeguato nelle circostanze attuali, infatti anche la Terra Santa è stata pesantemente colpita dal Covid-19. Dunque si è deciso di intervenire con nuovi finanziamenti. Il porporato fa notare che il ‘Fondo di Sostegno Umanitario Covid-19’ dovrebbe aiutare coloro che hanno perso il lavoro a sopperire alle esigenze di base delle proprie famiglie quali cibo, prodotti per l’igiene e la cura dei bambini e medicine. Si prevede, al riguardo, che circa 2000 famiglie dovranno essere sostenute dal Patriarcato durante la crisi. Allo stesso tempo, il Fondo fornirebbe aiuto finanziario alle circa 10.000 famiglie che non saranno più in grado di pagare le tasse scolastiche. Il relativo aiuto verrà elargito sulla base di criteri atti a favorire coloro che hanno perso il lavoro e non hanno altri mezzi di sostegno”.

I parroci locali fondamentali nel distribuire gli aiuti

L'Ordine ha comunicato che gli aiuti umanitari alle famiglie saranno erogati dal Patriarcato attraverso i vari parroci, in collaborazione con i consigli locali del Patriarcato. Ogni parroco presenterà un rapporto di tutti gli aiuti distribuiti. Il sostegno finanziario per le scuole sarà erogato, al tempo stesso, attraverso un coordinamento in ogni sede scolastica fra presidi, amministratori delle scuole, assistenti sociali e parroci. I primi casi di coronavirus nella regione sono stati identificati in un hotel nella zona di Betlemme ad inizio marzo. L’Autorità Palestinese ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per 30 giorni a partire dal 5 marzo 2020, chiudendo tutte le scuole, le università e i luoghi di culto.

In Terra Santa è emergenza 

L’emergenza nazionale è stata rinnovata il 4 aprile per altri 30 giorni, nonostante il  basso tasso di diffusione del virus. “Dato che la vita si è fermata - ha scritto Sami El-Yousef, direttore amministrativo del Patriarcato Latino di Gerusalemme - tutti gli esercizi commerciali sono stati chiusi e questo ha avuto un impatto praticamente sull’intera popolazione. La regione di Betlemme è stata quella più duramente colpita a causa della sua dipendenza dal mercato del turismo. In altre aree, la crisi ha preso più tempo per farsi sentire, specialmente nelle zone settentrionali della West Bank dove coloro che vanno giornalmente a lavorare in Israele, hanno avuto il permesso di continuare a lavorare ancora per qualche tempo e sono stati poi rinviati nei Territori Palestinesi all’arrivo delle feste ebraiche. Così, tutti i lavoratori giornalieri in Israele sono stati privati del reddito senza alcuna protezione” . Fortunatamente, solo pochi casi di Coronavirus sono stati registrati a Gaza. In Giordania, le scuole sono state chiuse il 9 marzo. Verso metà marzo il governo ha dichiarato l’emergenza nazionale e il 17 marzo ha imposto la chiusura generale. Prima della pandemia, “la disoccupazione in Giordania era stimata al 19% con picchi del 49% fra i giovani sotto ai 19 anni e del 39% per i ragazzi fra i 20 e i 24 anni. Queste cifre sono almeno raddoppiate nelle recenti settimane”, ha affermato il direttore amministrativo del Patriarcato Latino.

Rispettare Silvia Romano

A margine della presentazione, il cardinale Filoni ha parlato anche della vicenda di Silvia Romano. "Dobbiamo rispettarla, è stata in una situazione difficile - ha detto - inimmaginabile. Dobbiamo lasciare che ritrovi la pace, che recuperi il tempo per riflettere sulla vita". Ricordimo che il porporato è stato nunzio in Iraq e Giordania.

14 maggio 2020, 13:45