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Vatican News

La gioia delle comunità per la Messa ritrovata

Alla vigilia della ripresa delle celebrazioni eucaristiche alla presenza del popolo di Dio, viaggio in alcune parrocchie di periferia per conoscere lo stato d’animo di fedeli e pastori. Gioia e speranza, i sentimenti più diffusi. Vince la voglia di tornare a vivere la comunità

Federico Piana- Città del Vaticano

Se si chiede ai parroci ed ai fedeli di tutta Italia qual è il sentimento prevalente che anticipa ed accompagna la riapertura delle celebrazioni delle messe al popolo di Dio che ci sarà il prossimo 18 maggio, la risposta è solo una: immensa gioia unita ad una ritrovata speranza.

Ricominciare un cammino interrotto

Il viaggio per conoscere lo stato d’animo delle comunità ecclesiali di base alla vigilia di un evento che dopo mesi di quarantena sembrava non arrivare mai, parte da Fano, comune di poco più di sessantamila anime nella provincia marchigiana di Pesaro-Urbino. A guidare la parrocchia intitolata a San Paolo, l’apostolo delle genti, è don Francesco Pierpaoli. Che spiega con parole semplici cosa alberga nel cuore dei suoi parrocchiani, che conosce uno ad uno, come solo un buon pastore sa fare: “C’è la gioia e l’entusiasmo di ricominciare un cammino. Nel nostro cuore, la speranza non è mai stata cancellata e per questo riprendiamo gradualmente e con prudenza ad essere comunità”. Nell’avviso affisso sulla porta della chiesa con il quale spiega le regole per accostarsi in sicurezza alla celebrazione eucaristica, don Francesco ha voluto sottolineare, con le parole del Vangelo, che non si deve però  perdere ciò che di buono la pandemia ci ha costretto a riassaporare: la famiglia come piccola chiesa domestica. “Ho scritto, citando Gesù: dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro. Perché non vorrei che con il ritorno alla normalità dimenticassimo la ricchezza che abbiamo riscoperto praticando di nuovo la preghiera in famiglia”.

Ascolta l'intervista a don Francesco Pierpaoli

Tornare ad essere 'Chiesa in uscita'

Ad Ercolano, comune della città metropolitana di Napoli, don Pasquale Incoronato si divide addirittura tra due parrocchie: quella di Santa Maria del Pilar e quella del Santissimo Salvatore. Due comunità, un stesso sentimento: felicità e gratitudine. “Con coraggio – dice- ora dobbiamo riprendere ad essere davvero ‘Chiesa in uscita’. Stare in casa ha un po’ impigrito tutti. Ora è arrivato il tempo di ritrovarci per celebrare di nuovo il Mistero della Vita, senza perdere la ricchezza che questa situazione malgrado tutto ci ha dato; come l’aver abitato spazi, anche virtuali, che forse prima erano abbandonati dalla fede”. Nell’imminente ripresa delle celebrazioni pubbliche, don Pasquale non ha lasciato in disparte il suo gregge: “ Ho creato un gruppo di persone che farà accoglienza. Abbiamo tutto ciò che serve: gel, mascherine, guanti. Tutti i segnali d’entrata e d’uscita dalle chiese sono stati affissi e abbiamo evidenziato i posti disponibili sulle panche. Lavoro che i parrocchiani hanno svolto insieme compattando così anche la comunità stessa”.

Ascolta l'intervista a don Pasquale Incoronato

Vivere concretamente la fraternità

Anche i parrocchiani di Liverano, nella diocesi di Brindisi-Ostuni, si schierano in sintonia con il pensiero del suo parroco, don Antonio Valentino, quando afferma che c’è fervida attesa per tornare ad essere davvero una comunità viva intorno alla celebrazione eucaristica: “Non esistono navigatori solitari, nella fede. Dio- ci ha ricordato il Concilio Vaticano II – ha voluto salvarci come popolo; è nell’origine della nostra fede, nell’Alleanza che Dio ha stipulato definitivamente in Cristo. La fraternità è essenziale alla fede”. Ma dopo questa lunga quarantena, le persone pronte a tornare a messa saranno molte più di prima? A questa domanda don Antonio sospira, fa una pausa, poi risponde: “Realisticamente credo che nella prima fase prevarrà un po’ di timore, di paura. Ma pian piano ci sarà una normalizzazione. Ma sempre con la novità che impone il Vangelo! ”

Ascolta l'intervista a don Antonio Valentino
17 maggio 2020, 08:00