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La Bolla di Papa Celestino V La Bolla di Papa Celestino V 

La "Perdonanza Celestiniana" entra nel patrimonio Unesco

"La perdonanza" è stata ufficialmente iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il nome deriva dalla Bolla del Perdono tramite cui Papa Celestino V, nel 1294, concesse l'indulgenza plenaria a chiunque, confessato e comunicato, fosse entrato nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. Intervista all'arcivescovo dell'Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi

Luca Collodi - Città del Vaticano

Durante l’incontro annuale del Comitato intergovernativo dell’Unesco, che si è svolto a Bogotà (Colombia) nei giorni scorsi, è stato dato parere favorevole alla candidatura -  sostenuta dal Comune dell’Aquila, dal Comitato Perdonanza Celestiniana, in collaborazione con i gruppi e le associazioni di praticanti locali - presentata dall’Italia con il coordinamento tecnico-scientifico dell’Ufficio Unesco del Ministero per i beni e le attività culturali

La Perdonanza Celestiniana

La sua celebrazione – si legge nella motivazione dell’Unesco - rafforza la comunicazione e le relazioni tra le generazioni creando un intenso coinvolgimento emotivo e culturale. Il Cammino del Perdono, il Corteo storico della Bolla e l’attraversamento della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, rappresentano tre momenti significativi della Perdonanza: simboleggiano i valori della solidarietà per tutti coloro che partecipano, sono testimonianza dell’importanza del patrimonio culturale per la società civile, in particolare per i giovani. Costituisce un simbolo di riconciliazione e integrazione sociale. Ricorda l’atto di perdono tra le comunità locali e ne promuove i valori di condivisione, ospitalità e fraternità. Anche di fronte a emergenze naturali, e per lo sviluppo sostenibile dei territori.

Papa Celestino V

La formidabile intuizione di Celestino V, spiega a Radio Vaticana Italia, l’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, che ha generato questa celebrazione religiosa e civile, ha un significato universale: cioè, vale per tutti e per ciascuno. Il tema del perdono, non ha solo una portata spirituale, ma anche culturale e sociale. Il perdono è una chiave necessaria per aprire la porta della pace: a livello comunitario e personale".” Solo l'amore, capace di oltrepassare la trincea del rancore e della contrapposizione, può vincere la logica del conflitto, spalancando orizzonti di dialogo costruttivo e di intese convergenti, ricche di verità e di bene aperte a Dio”.

Ascolta l'intervista al cardinale Giuseppe Petrocchi

 

17 dicembre 2019, 14:20