Cerca

Vatican News
Sfollati in Burkina Faso Sfollati in Burkina Faso  (WFP/Marwa Awad)

Burkina Faso: uccidere una persona è come uccidere tutta l'umanità

Dichiarazione del Consiglio interreligioso per la pace dopo i recenti attacchi terroristici nel Paese africano che denuncia la strumentalizzazione delle religioni per incitare all'odio, alla violenza, all'estremismo e al fanatismo e l'uso del nome di Dio per giustificare atti di omicidio, esilio, terrorismo e oppressione

“Noi, musulmani e cristiani, partendo dalla nostra responsabilità religiosa e morale, riuniti in seno al Consiglio interreligioso per la pace in Burkina Faso, riaffermiamo forte e chiara la nostra unanime, vigorosa e incontestabile condanna di tutti gli atti terroristici nel nostro Paese, in Africa e nel resto del mondo”. Inizia così la dichiarazione del Consiglio interreligioso per la pace dopo i recenti attacchi terroristici nel Paese africano. Il Consiglio parla in nome di Dio “che ha creato tutti gli esseri umani uguali in diritti, doveri e dignità, e li ha chiamati a coesistere come fratelli e sorelle gli uni con gli altri, a popolare la terra e a diffondere i valori del bene, della carità, della giustizia e della pace”. Inoltre ricordano che “Dio ha proibito di uccidere, sostenendo che chi uccide una persona è come se avesse ucciso tutta l'umanità e chi la salva, è come se avesse salvato tutta l'umanità”.

Nessuno ha il diritto di togliere la vita

“Crediamo – si evidenzia nella Dichiarazione - che il primo e più importante obiettivo delle religioni sia quello di credere in Dio, di onorarlo e di chiamare tutti gli esseri umani a credere che questo universo dipende da un unico Dio che lo governa, che è il Creatore che ci ha plasmato con la Sua Saggezza divina e ci ha concesso il dono della vita per preservarlo; un dono che nessuno ha il diritto di togliere, minacciare, alterare o manipolare a suo piacimento. Al contrario, tutti devono conservare questo dono divino del respiro e della vita, e questo, dal suo inizio fino alla sua morte naturale.

Non usare il nome di Dio per giustificare atti di violenza

Il Consiglio denuncia la strumentalizzazione delle religioni per incitare all'odio, alla violenza, all'estremismo e al fanatismo e l'uso del nome di Dio per giustificare atti di omicidio, esilio, terrorismo e oppressione. “Lo denunciamo – scrivono - per la nostra comune fede in Dio, che non ha creato uomini per essere uccisi, per confrontarsi tra loro o per essere torturati o umiliati nella loro vita e nella loro esistenza”.

Attaccare luoghi di culto è una deviazione degli insegnamenti delle religioni

Nella dichiarazione si riafferma l'inviolabilità dei luoghi di culto - templi, chiese, moschee e santuari – nella convinzione che la loro protezione sia un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dalle convenzioni internazionali. “Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli con attacchi, esplosioni o demolizioni – si legge nel testo - costituisce una deriva e una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione degli strumenti giuridici nazionali e internazionali sottoscritti dal nostro Paese”.

Unità di fronte ai terroristi che vogliono la divisione del Paese

Il Consiglio interreligioso per la pace riafferma il proprio attaccamento alla libertà di coscienza e di religione secondo quanto stabilito dalla costituzione del Paese e denuncia ogni forma di coercizione o impedimento a chiunque nell'esercizio della propria fede. Chiede a tutta la popolazione del Burkina Faso di unirsi e di essere uniti di fronte ai dettami dei terroristi che vogliono imporre la divisione manipolando i nostri riferimenti religiosi ed etnici e la invita a una solidarietà ancora più attiva con gli sfollati interni che sono diventati, per necessità, rifugiati nel loro Paese.

Appello alla solidarietà di tutti i burkinabè

Nella dichiarazione si esortano tutti i concittadini a non cadere nell'ignominiosa trappola della segregazione etnica o religiosa, ed i vari predicatori del Paese ad essere più perspicaci nel comunicare i messaggi delle Sacre Scritture. Infine l’invito a tutti i burkinabé a una maggiore solidarietà e unità in questi tempi difficili ed implorano Dio l'Altissimo per tutti coloro che sono caduti in questo difficile calvario.

30 dicembre 2019, 12:12