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Mons. Miguel Cabrejos, presidente del Celam nella sede della Cal Mons. Miguel Cabrejos, presidente del Celam nella sede della Cal 

Celam: in tanti Paesi dell’America latina un’esplosione sociale

In un Messaggio rivolto al popolo e alla Chiesa cilena ma anche ad altri Paesi dell’America latina che vivono situazioni difficili, il presidente del Celam esorta a cercare strade di dialogo e soluzioni orientate al bene comune

Un forte invito ai governatori e alle autorità della regione ad attuare politiche concrete che garantiscano la promozione della persona e del bene comune. Lo rivolge il presidente del Celam, Consiglio Episcopale latinoamericano, monsignor Cabrejos Vidarte, in un messaggio rivolto prima di tutto al popolo e alla Chiesa cilena, ma anche ad altri popoli dell'America Latina e dei Caraibi. Nella regione – sottolinea con chiarezza – si vive “un’esplosione sociale” senza precedenti. D’altra parte la Chiesa, che è un corpo, condivide non solo il dolore ma anche la speranza. “Dobbiamo insistere - esorta -  sulla necessità di cercare la Pace attraverso il Dialogo, con la partecipazione di tutti gli attori e le istituzioni per cercare soluzioni reali e orientate al Bene Comune”.

La gente è stanca di ingiustizia e violenza

Quello di monsignor Vidarte, che è anche presidente della Conferenza episcopale peruviana e arcivescovo di Trujillo, è dunque un messaggio per esortare a mettersi sulla strada di una collaborazione rivolta al bene delle persone e dei popoli. Il suo primo pensiero va, appunto, al popolo cileno che “soffre aggressioni e violenze”, che colpiscono soprattutto le persone più vulnerabili, sottolinea richiamandosi a quanto affermato dal Consiglio permanente della Conferenza episcopale cilena in novembre: "La gente non solo è stanca dell'ingiustizia, ma anche della violenza”. Nel Paese da qualche settimana si vive infatti una forte crisi sociale sfociata anche in  forti proteste. Il suo sguardo si allarga poi ai fratelli anche di altri Paesi dell’America Latina e dei Caraibi dove intere famiglie subiscono violenza, specialmente - rileva -  in Bolivia, in Venezuela, ad Haiti, in Honduras, in Nicaragua, a Puerto Rico, in Ecuador e in Perù. Le cause vanno rintracciate nella corruzione, nelle democrazie imperfette, nelle situazioni di povertà, disuguaglianza, disoccupazione, scarsa qualità e copertura dei servizi sanitari, dell’istruzione e dei trasporti, che creano malcontento.

Puntare allo sviluppo integrale dei popoli

Oltre ad un fermo rifiuto della violenza ovunque essa provenga, monsignor Cabrejos Vidarte chiede, appunto, alle autorità di attuare politiche sulla base di diritti fondamentali di libertà, giustizia, equità e cura della casa comune affinché i popoli possano veramente avere uno sviluppo umano integrale. E ricorda che la politica non è chiamata ad essere un servizio per le ambizioni personali né per la prepotenza delle fazioni perché “l’immunità di cui godono molti politici non deve mai arrivare ad essere impunità”.

12 novembre 2019, 11:30