Cerca

Vatican News
Padre Virgilio Fantuzzi Padre Virgilio Fantuzzi 

Si è spento a Roma padre Virgilio Fantuzzi

Critico cinematografico della rivista dei Gesuiti la Civiltà Cattolica. La sua amicizia con i registi Rossellini, Pasolini e Fellini. Aveva collaborato con la Radio Vaticana.

Questa mattina si è spento a Roma il padre gesuita Virgilio Fantuzzi. Aveva 82 anni, è morto nell’Infermeria delle Case internazionali della Compagnia di Gesù dopo una lotta con la malattia.

Nato il 15 febbraio 1937, entrato nel Noviziato dei Gesuiti nel 1954, dal 1973 era critico cinematografico de “La Civiltà Cattolica”. Tra il 1975 e il 2007 aveva insegnato Analisi del linguaggio cinematografico presso la Pontificia Università Gregoriana. Negli anni ’80 e ’90 aveva collaborato con la Radio Vaticana come radiocronista ed esperto di questioni ecclesiali.

Le esequie saranno celebrate giovedì 26 settembre alle ore 11.00 alla Civiltà Cattolica a Roma.
I suoi incontri con i registi Rossellini, Pasolini e Fellini

I suoi incontri con i registi Rossellini, Pasolini e Fellini

Nell’intervista di Filippo Rizzi apparsa sulla rivista del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, padre Fantuzzi parla del suo incontro con i tre grandi registi italiani:

"Se ho conosciuto da vicino Roberto Rossellini, lo devo al mio confratello e futuro cardinale di Milano Carlo Maria Martini che mi permise di partecipare ai lavori di rifacimento dei testi dello sceneggiato della Rai Atti degli Apostoli nel 1969, di cui l’allora gesuita piemontese era assieme al padre Stanislas Lyonnet uno dei consulenti biblici. Da allora nacque un’amicizia che è durata fino alla sua morte nel 1977. Ogni anno la famiglia “allargata” dei Rossellini vuole che sia io proprio nella mia veste di “prete di casa” qui alla “Civiltà Cattolica” a ricordare con una Messa di suffragio il mio amico Roberto. Con Pier Paolo invece fu nel 1964 a folgorarmi il suo film Il Vangelo secondo Matteo: lì ho intravisto una coerenza e una fedeltà con il testo evangelico che mai avevo incontrato in altre pellicole. A lui devo la partecipazione alle discussioni del gruppo redazionale della rivista “Cinema e film”. Mi rimane di lui – che si professava “non credente” – la sua attenzione alla mia storia e quel suo continuo chiedermi “perché mi ero fatto prete”. Mi ha sempre impressionato quanto ritenesse importante la questione della pedagogia e del linguaggio nelle sue opere. Federico l’ho sempre ritenuto uno di casa grazie anche alla comune amicizia con il mio confratello Angelo Arpa, il “prete di Fellini”. Tanti sono i ricordi su di lui, tra cui le frequenti telefonate dedicate al confronto a tu per tu a molte delle mie recensioni ai suoi film, come il fatto che mi permise di assistere ad importanti set (ricordo ancora le sue parole “lei può venire quando vuole…”) come Satyricon o La voce della luna. Tra gli aspetti che più mi hanno fatto piacere è stato poter ospitare pochi anni prima della sua morte un’intervista proprio a Fellini su “La Civiltà Cattolica” che rappresentava in un certo senso un omaggio e un atto di riconoscenza verso questo maestro del cinema che solo pochi anni prima nel 1960, proprio su questa stessa rivista, fu stroncato senza possibilità di ripensamenti per la Dolce Vita dal gesuita Enrico Baragli".

Così ha raccontato i funerali di Federico Fellini

«Il 31 ottobre 1993 nel momento esatto della morte del maestro, attorno alle 12, ebbi un mancamento e mi dovetti coricare su un letto. Mi tornano in mente i funerali in Santa Maria degli Angeli, le parole profetiche del cardinale Achille Silvestrini durante l’omelia, il volto drammatico della Masina mentre tiene in mano il rosario vicino al feretro di Federico. Da tutte quelle impressioni ricavai un articolo intitolato "L’ultimo film". Ricordo pure il suo congedo, dopo una lunga conversazione, al cancello di Villa Malta, le sue parole appena bisbigliate, citando Carl Gustav Jung:"Il sentimento religioso ci dice che l’uscita è verso l’alto". Parole che mi illuminarono sulla continua ricerca e attenzione al trascendente del mio amico Federico».

24 settembre 2019, 11:32