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Monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e vicepresidente della Cei Monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e vicepresidente della Cei 

Cei: la Chiesa sia missionaria. Non introdurre pratiche eutanasiche

La missionarietà, la prospettiva di un’ecologia integrale, la preoccupazione per la possibilità di ammettere il suicidio assistito. Questi alcuni fra i temi affrontati nell’introduzione del vicepresidente anziano della Cei, monsignor Mario Meini, alla sessione autunnale del Consiglio permanente, al via oggi pomeriggio a Roma

Debora Donnini - Città del Vaticano

Una conversione missionaria della vita e della pastorale indicata dall’Evangelii gaudium. È proprio “la missionarietà” la cifra che per monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole, riassume il cuore della riflessione all’ordine del giorno del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, riunto da oggi a mercoledì prossimo a Roma. La riflessione dei vescovi si concentra, infatti, sugli Orientamenti pastorali del prossimo quinquennio, 2020-2025, che intendono focalizzare essenzialmente tre dimensioni: la gioia del Vangelo, la fraternità ecclesiale di un popolo chiamato a camminare insieme nella storia, secondo una sinodalità che “si rivela come modalità di relazione con tutti gli uomini”, e una terza dimensione che rimanda al campo del mondo. Un campo ricco di potenzialità che portano frutto nell’incontro con il Vangelo aprendo orizzonti per un contributo qualificante dei credenti nell'ambito della cultura come in quello della cittadinanza.

Proprio per dare corpo alla conversione missionaria, si richiamano tre punti, riprendendo quanto emerso nella scorsa Assemblea generale, e cioè il primato della Parola di Dio come pure la scelta preferenziale per i poveri, qualunque sia la natura di questa povertà, la formazione dei futuri pastori e del laicato, e l’attenzione per una cultura dell’incontro a partire dall’accoglienza di quanto “possono portarci i cristiani provenienti dalla Chiese dell’Est e del Sud del mondo”. In questo senso si ricorda anche l’importanza dell’indizione da parte del Papa di un Ottobre missionario straordinario: un tempo di grazia nella misura in cui sapremo farlo nostro, dice monsignor Maini. Attenzione anche all’ormai prossimo Sinodo Speciale per la Regione Pan-Amazzonica. Nel corso dei lavori al Consiglio permanente verranno, poi, presentati i Lineamenta delle prossime Settimane Sociali, che si inseriscono a pieno titolo nella denuncia di quanto un’economia che non abbia riguardo per la sostenibilità sociale e ambientale, finisca per portare l’umanità nel baratro. L’obiettivo è quindi assumere la prospettiva di un’ecologia integrale. Centrale è poi “rilanciare la missione della Chiesa di fronte alle sfide del nostro tempo, per non rassegnarci all’insignificanza nella società e nel mondo”. Con il Vangelo, infatti, “portiamo un bene che riguarda tutta la persona”.

Questa centralità della persona “per noi si traduce anche nell’impegno a unire la nostra voce a quella di tanti – a partire dalle associazioni laicali – per dire la contrarietà al tentativo di introdurre nell’ordinamento pratiche eutanasiche”, sottolinea. Proprio domani, 24 settembre, è la data in cui scade il termine che la Corte Costituzionale aveva assegnato al Parlamento per legiferare. Quindi la Corte potrebbe pronunciarsi sull’articolo 580 del Codice penale che regolamenta e punisce chi istiga o aiuta una persona al suicidio. ll vicepresidente della Cei sottolinea che “è difficile non essere profondamente preoccupati rispetto alla possibilità di ammettere il suicidio assistito, promosso come un diritto da assicurare e come un’espressione della libertà del singolo. Anche se ammantate di pietà e di compassione, si tratta di scelte di fatto egoistiche, che finiscono per privilegiare i forti e far sentire il malato come un peso inutile e gravoso per la collettività”. Si ribadisce, quindi, con le parole del discorso di Papa Francesco di alcuni giorni fa che “si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia”.

Ricordare la dignità che rende intangibile ogni vita umana significa anche non arrendersi alla cultura del “prima noi e poi gli altri”. La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di domenica prossima mette in guardia “dalla scorciatoia che vorrebbe ricondurre al fenomeno migratorio le paure e le insicurezze di un malessere civile, che in realtà muove da cause ben più profonde”. Tra i temi trattati dal Consiglio permanente anche l’evento promosso a Bari per il prossimo febbraio, che punta a costruire del Mediterraneo una diversa narrazione, mettendosi in ascolto delle diverse esperienze, e la questione dei Tribunali ecclesiastici italiani in materia di nullità matrimoniale.

Riguardo al Paese, si ricorda che “se la formazione del nuovo Governo ha evitato il difficile passaggio del ritorno alle urne, a solo un anno dall’inizio di una legislatura, chi si è assunto la responsabilità di dar vita a una nuova maggioranza non potrà certamente dimenticare che le attese della gente sono alte” e richiedono di essere guidate con saggezza e concretezza. Chi ha responsabilità di governare dovrà far sentire che sta veramente perseguendo il bene comune, “per cui cerca la stabilità politica fondata su maggioranze chiare e su programmi solidi e condivisi”.

23 settembre 2019, 17:10