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Scout d'Europa impegnato nell'attività dei "Mobilia scriptoria" Scout d'Europa impegnato nell'attività dei "Mobilia scriptoria" 

Euromoot 2019, gli Scout d’Europa copiano il Vangelo e riflettono sulla Parola

Alla vigilia dell’incontro con Papa Francesco, la mattina del 3 agosto in aula Paolo VI, i 5 mila giovani europei protagonisti del pellegrinaggio, come fossero monaci amanuensi, copiano brani del Vangelo e aggiungono le meditazioni della lectio divina. Sabato consegneranno il lavoro al Pontefice

Svitlana Dukhovych e Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Il libro dei Vangeli che come i monaci calligrafi del Medioevo hanno copiato e decorato con le loro mani, è pronto per essere donato a Papa Francesco nell’udienza di sabato 3 agosto, alle 11, in aula Paolo VI. I cinquemila rover e scolte degli Scout d’Europa protagonisti di Euromoot 2019, manifestazione-pellegrinaggio promossa dall’Union Internationale des Guides et Scouts d’Europe – Fédération du Scoutisme Européen (Uigse-Fse), sono ormai arrivati nei quattro “punti gialli” nei dintorni di Roma. Qui il 2 agosto conosceranno tradizioni e caratteristiche delle Nazioni partecipanti, ascolteranno testimonianze e apprenderanno tecniche scout di vita all’aperto.

A Bolsena rivivono i "Mobilia scriptoria"

Abbiamo incontrato alcuni di loro a Bolsena, sulle rive del lago, dove, nella chiesetta del Cacciatore, dopo un cammino iniziato il 27 luglio su itinerari storici come la Via Francigena, il Cammino di san Benedetto e quello di San Francesco, sono impegnati nell’attività dei “Mobilia scriptoria”. Si tratta della trascrizione manuale dei 4 Vangeli, commentati dalle Scolte e dai Rover lungo il cammino, per essere poi rilegata e consegnata al Papa.

Scout come monaci copisti

Secondo la regola benedettina, lo scriptorium era una vasta sala, spesso quella capitolare, illuminata da numerose finestre. Erano diverse le persone che collaboravano alla realizzazione di un testo: c’erano i calligrafi, impegnati nella realizzazione di libri preziosi, i copisti e i miniatori, i rubricatori che dipingevano le lettere di rosso, gli alluminatori che si occupavano di posizionare i fogli d’oro e i legatori. Tutto il materiale era fornito dall’Armarius (il bibliotecario del monastero), vero regista dell’operazione di copiatura.

Scout d'Europa impegnati nell'attività dei "Mobilia scriptoria"
Scout d'Europa impegnati nell'attività dei "Mobilia scriptoria"

Meditare sulla Parola che si sta copiando

L’attività di copiatura era anche un momento per sentire declamare la Parola di Dio e riflettere su questa, senza scegliere cosa leggere, ma accogliendo quello che in quel momento era da copiare. I giovani scout impegnati nei “Mobilia scriptoria” vivono un’esperienza che li porta a riscoprire l’ascolto, la lettura e la scrittura a mano. Ne parliamo con Luigi Ingrassia, capo scout di Palermo, responsabile dell’attività dello scriptorium di Bolsena.

Ascolta l'intervista a Luigi Ingrassia

R. – I ragazzi stanno vivendo nuovamente quello che avveniva negli antichi conventi, negli scriptorium, ovvero stanno facendo ciò che una volta facevano gli amanuensi: ricopiano il Vangelo. Ma non è soltanto un ricopiare. Prima fanno una lectio divina con i loro assistenti spirituali, quindi pregano questa Parola. Dopo aver pregato e dopo aver fatto dei commenti personali, viene dato loro un foglio di pergamena, per scrivere alcuni versetti del Vangelo di Matteo, per quelli che stanno facendo questo percorso francigeno di Santa Caterina, mentre altri che stanno andando a Roma dal Papa su altre vie, quelle di San Francesco d’Assisi, di San Benedetto e di San Paolo, stanno scrivendo altri tre Vangeli. Su un foglio scrivono il brano che devono ricopiare e poi viene dato loro un altro foglio di pergamena per scrivere i commenti dopo aver ascoltato la lectio divina su quel capitolo.

Federico, capo clan: impariamo a non leggere senza pensare

Federico Salvador, capo clan del Ponzano Veneto 1, in provincia di Treviso, sta svolgendo l’attività con i suoi ragazzi, tutti tra i 16 e i 21 anni.

Ascolta l'intervista a Federico Salvador

R. – Stiamo facendo una lettura della Parola, che ci accompagna in questi nostri giorni, e, andando a rileggerla più volte, arriviamo a scoprire la profondità della Parola stessa. Da qui c’è un’attività di condivisione che unisce tutti i nostri clan e tutte le nostre scolte che sono qui. Come facevano i monaci benedettini un tempo, trascriviamo praticamente una parte del Vangelo, mettendo insieme tutte le parti, quindi tutto il nostro lavoro di scout d’Europa: riusciamo a ricomporre i quattro Vangeli che sono stati scritti dai nostri evangelisti.

Quale parte state trascrivendo, e quali pensieri ha suscitato in voi?

R. – Abbiamo trascritto gli ultimi versetti del capitolo 23 di Matteo, che critica molto le ipocrisie: il farsi vedere in un modo ma in realtà il comportarsi in un altro. Questo ha spinto molto i ragazzi ad analizzarsi e a comprendere che spesso, quando siamo a Messa o in altre occasioni, recitiamo le preghiere in modo automatico, e ci dimentichiamo così di analizzare le parole stesse che stiamo dicendo. E da qui è scaturita una riflessione per recitare con più lentezza le preghiere e dare più spazio all’ascolto stesso della Parola. È stato molto bello, durante l’attività, il fatto che, da un pensiero iniziale di pochi versetti, il rileggerli tante volte ci abbia portato invece a scoprire che c’era molto in quelle poche parole.

Quindi il Vangelo ha ancora tante cose da dire ai giovani?

R. – Sì, esatto. Un’altra cosa molto bella è che un Vangelo scritto tanti, tanti, tanti anni fa, in realtà era quasi attuale, per certi aspetti, rispetto a quello che stiamo vivendo nei nostri giorni. I ragazzi hanno proprio avuto la sensazione che se fosse scritto oggi, per noi adesso.

Scout d'Europa impegnati nell'attività dei "Mobilia scriptoria"
Scout d'Europa impegnati nell'attività dei "Mobilia scriptoria"

Il clan del Trevignano I riflette su Dio e sul servizio 

Riccardo, è un giovane rover del Trevignano I, in provincia di Treviso, e ci dice che sta scrivendo “la riflessione che abbiamo fatto dal Vangelo di Matteo. Abbiamo incentrato la nostra riflessione sul nostro rapporto con Dio nel campo del servizio, ed è stata per il nostro clan un’occasione molto interessante perché ci ha messo di fronte a quelle che sono le difficoltà del nostro clan e i nostri punti di forza. Non capita molto spesso di condividere così i nostri pensieri all’interno del clan, ma quest’ occasione ci ha permesso di farlo e siamo molto contenti”.

Le scolte del Meolo I: tanta fatica, ma anche nuove amicizie

A Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, nella storica base degli Scout d’Europa italiani, incontriamo invece otto giovani scolte del fuoco “Rosa dei Venti” del gruppo Meolo I, in provincia di Venezia. “Abbiamo deciso di partecipare all’Euromoot  - ci dicono - per metterci in gioco, per fare un’esperienza diversa dal solito e per confrontarci”. “Sicuramente il rapporto con le altre scolte è stato particolare – aggiunge un’altra ragazza - perché nonostante le differenze linguistiche e culturali, siamo riusciti ad instaurare delle belle amicizie che ci auguriamo durino nel tempo”. “Abbiamo fatto il percorso di Santa Caterina – racconta una terza -insieme ad altri tre fuochi, uno dal Palo del Colle (Bari), uno dall’Ucraina, e uno francese. Siamo partite da Siena, abbiamo percorso la via Francigena facendo diverse tappe e poi da Bolsena siamo arrivate fino a Soriano”. “Abbiamo camminato e visto paesaggi diversi, e ci sentivamo insomma un piccolo pezzo di una cosa più grande”. “Qui c’è molto caldo – commenta un’altra scolta del Meolo I -  abbiamo camminato sotto il sole, quindi sicuramente abbiamo avuto delle difficoltà fisiche: lo zaino che pesava, il sole, il cammino… diciamo che la possibilità di relazionarsi con altre persone, con nuovi amici, ha un po’ compensato tutte le fatiche che abbiamo dovuto sopportare”.

Ascolta l'intervista alle scolte del Meolo I (Venezia)

Photogallery

Immagini dall'Euromoot 2019
01 agosto 2019, 17:51