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Ponte Morandi, Genova: il 14 agosto messa del card. Bagnasco per l’anniversario del crollo.

Il 14 agosto tutte le campane di Genova suoneranno a lutto alle 11.36, ora del crollo del Morandi. La chiesa genovese al fianco dei familiari delle vittime, dei feriti e di chi ha perso la propria casa. L'arcivescovo della città: “Una memoria per guardare al futuro con rinnovata fiducia e amore per la città”

Luca Collodi - Città del Vaticano

In occasione del primo anniversario del crollo del ponte Morandi, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, celebrerà una messa di suffragio nel luogo dove sorgeva il viadotto autostradale. Furono 43 le persone che persero la vita nella tragedia e 566 gli sfollati che abitavano nelle case sotto al ponte. L’arcidiocesi ha invitato parrocchie e comunità religiose a ricordare le vittime nella giornata di mercoledì 14 agosto, durante tutte le messe, nei vespri e rosari.

Dalla tragedia alla speranza

“Lo sguardo del mondo verso Genova, afferma il cardinale Angelo Bagnasco a Radio Vaticana Italia, è quello dell’attesa. Se in una società c’è coesione e partecipazione si possono risolvere tutte le difficoltà”. Dopo il crollo la città si è compattata, trovando la forza che le è propria”:

"Così come il mondo ha guardato alla tragedia di Genova con grande partecipazione e grande dolore - afferma l'arcivescovo -, adesso la guarderà cercando di capire quanto, con la sua forza d’animo, la sua capacità, il suo ingegno e la determinazione, riuscirà a guardare avanti, al futuro della città e della sua gente. Questa attesa è un aiuto di tutti, innanzi tutto del buon Dio; penso che sia un’attesa che ha dei frutti. Genova dà prova di sé grazie ai suoi cittadini, alle istituzioni e alla sua fede".

 

Ascolta l'intervista al card. Angelo Bagnasco

 

Dalle rovine del ponte sembra che la città si sia ricompattata, sia rinata. È vero?

R. - Certamente. È stata una sorpresa grande vedere che da una tragedia come questa, con tante vittime, dolore, sfollati e tanti che hanno perso le proprie attività, sia improvvisamente scaturita una compattezza nuova, la voglia di stringersi gli uni agli altri non per chiudersi in se stessi, ma per guardare meglio in avanti. Questo è il patrimonio più grande per una città e per un Paese, e non deve essere dilapidato.

Cardinale Bagnasco, Genova come ricorderà l'anniversario del 14 agosto?

R. -  Portando dentro sempre il dolore, come è giusto, per i propri morti, perché queste vittime da qualunque parte venissero sono tutte nostre ormai. Per questo il prossimo 14 agosto, tra qualche giorno, andrò a celebrare la Santa Messa con i miei sacerdoti, con tanta gente e, innanzi tutto, con i familiari delle vittime. Questa memoria porterà sempre una sofferenza che però deve rimanere sempre come uno stimolo, una sorgente di fiducia per guardare al futuro e per continuare a camminare insieme, concretamente, con quello spirito di maggiore fiducia gli uni verso gli altri, di simpatia, di amore tra di noi e di amore alla città.

Lei come guarda al nuovo ponte che si sta costruendo?

R. – Molto bene. Ho apprezzato subito il gesto dell’architetto, il senatore Renzo Piano, che immediatamente ha progettato, ha avuto questa idea e soprattutto ha fatto questo dono alla città. Il ponte pensato da Piano ha un’immagine molto lineare e rassicurante. Me lo ha spiegato lui stesso, come altre autorità cittadine, è estremamente sicuro perché sarà un ponte molto leggero tutto in acciaio, grazie alla Fincantieri e alle alte maestranze. I piloni interni sono vuoti proprio per essere ispezionati in modo sistematico. Un’immagine di linearità di sobrietà, un po’ come nel carattere dei genovesi, ma nello stesso tempo di nuova e grande sicurezza.

Cardinale Bagnasco, tutta la città si stringerà intorno alle vittime …

R. - Certamente. Vorremmo che anche i loro familiari sentissero la vicinanza l’abbraccio di tutta la città, a partire da tutti i livelli istituzionali fino a tutti noi cittadini, perché le vittime che sono i loro cari appartengono ormai anche alla nostra famiglia spirituale.

Il crollo del ponte Morandi e la ricerca di giustizia. Che riflessione possiamo fare ?

R. - È un richiamo grande alla responsabilità di ciascuno e, naturalmente, e della cittadinanza nel suo insieme, a cominciare - questo è chiaro - da chi ha maggiori responsabilità della cosa pubblica di ieri, oggi e domani. Ogni disastro, soprattutto se falcia vite umane, fa appello alla responsabilità grande di tutti e di ciascuno.

12 agosto 2019, 10:32