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Roma in preghiera per la neonata trovata morta nel Tevere

"Invitiamo a pregare - dice don Andrea Palamides - anche chi non può venire, mettendo magari una piccola candela alla finestra o proponendo l'iniziativa alle proprie parrocchie o comunità ecclesiali. Chiediamo perdono a Dio e chiediamogli come risvegliarci da questo torpore della coscienza verso i bambini"

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Quasi dieci giorni fa, il corpo di una neonata viene trovato tra le acque del Tevere da un pescatore. La piccola ha il cordone ombelicale attaccato, si pensa possa avere al massimo due giorni. Le indagini sono ancora in corso e mentre si attendono anche gli ultimi esiti dell'autopsia, oggi pomeriggio alle 18:00, Roma si raccoglie in preghiera per chiedere perdono a Dio. L'invito è della Comunità 'Famiglia della Riconciliazione' di cui don Andrea Palamides è assistente spirituale e che, al microfono di Rosario Tronnolone, spiega: "chiediamo a Dio anche di farci capire cosa dobbiamo fare, come svegliarci da questo torpore della coscienza rispetto ai bambini, perché non si può avere questa indifferenza verso tante, tante situazioni di bambini che a Roma vivono in condizioni di disagio".

Don Andrea, il Papa in diverse occasioni ha sottolineato quanto l’essere umano, nelle sue condizioni di maggiore vulnerabilità, quindi alla fine e all’inizio della sua vita, quando è forse “non produttivo” per la nostra società così legata all’utile, è in qualche modo invisibile. Come è possibile che si sia arrivati a questa situazione? Era così già 20 anni fa e non ce ne siamo accorti, oppure sono proprio gli ultimi anni che ci hanno portato a questo degrado morale?

R. - Io credo che sia un processo che viene da lontano: quando cioè abbiamo cominciato a “pesare” l’uomo, a dargli un prezzo in base a quello che fa, in base a quello che ha e che produce, chiaramente abbiamo dimenticato l’economia dell’essere e ci siamo appoggiati a quella dell’avere. Questo ha portato ad un processo dove i segnali c’erano sicuramente, importanti, già 20 anni fa e anche prima. Questi sono mali che crescono se non si interviene. Noi dobbiamo recuperare la mentalità che viene dal Vangelo, dove il debole è il primo, Gesù si è fatto di una debolezza incomprensibile per noi, ma affascinante, e con quella ci ha salvato. I bambini sicuramente, come tutti gli ultimi e i piccoli, sono i maestri. Quelle cose Dio le ha rivelate ai piccoli e ai semplici e le ha nascoste ai dotti e ai sapienti, dice Gesù.

Un momento di preghiera e di profezia

R. - L'iniziativa arriva dalla Comunità "Famiglia della Riconciliazione", don Andrea ne è l'assistente spirituale e sarà lui a condurre la preghiera. Saranno presenti Lucia Ercoli, direttore dell'associazione Medicina Solidale e David Lo Bascio, presidente del Centro Oratori Romani. L'invito è rivolto a tutti, ovviamente, anche a coloro che non potranno partecipare direttamente ma che, suggerisce il sacerdote, magari da casa avranno la possibilità di accendere almeno una candela. "Questo è un momento di preghiera ma può essere anche un momento di profezia - aggiunge - che va a pungere i cuori dei credenti. E possa, però, anche essere un pungolo per le istituzioni: non è possibile continuare a guardare questo senza sdegnarsi, chiedendo, dopo aver capito da Dio, seriamente, come dobbiamo intervenire". 

Il dovere di fermarsi davanti al dolore

R. - "Abbiamo sentito il dovere di fermarci e di chiedere alla città di fare lo stesso gesto, volgendo il proprio sguardo in alto, perché ciò che è accaduto è un altro abisso di dolore che mette in evidenza come i piccoli non abbiano scampo nella nostra società e siano alla mercede di qualsiasi voglia, di qualsiasi istinto, di qualsiasi disperazione, di qualsiasi impeto." A parlare, al microfono di Luca Collodi, è proprio la dottoressa Lucia Ercoli, da sempre in prima linea per il sostegno ai più deboli e alla quale Papa Francesco ha affidato l’Ambulatorio medico dell’Elemosineria Apostolica, situato sotto il Colonnato di San Pietro. 

Dottoressa Ercoli, davanti a questa tragedia lo smarrimento è tale da renderci inerti... 

R. - Si è perso il significato del valore profondo che il bambino porta con sé. Noi non sono sappiamo cosa sia accaduto e non vogliamo entrare nel giudizio. Vogliamo soltanto chiedere misericordia a Dio, di aprire il nostro cuore, i nostri occhi. Quella bambina è stata voluta da Dio per l’eternità. Non è nata per caso. Che cosa ci dice questa bambina? Noi lo dobbiamo scoprire nella preghiera, attraverso la preghiera, una preghiera che chieda scusa della propria indifferenza, della propria assenza, della propria distrazione rispetto ad ogni bambino che soffre nella nostra città.

Pensa che questo episodio dovrebbe sollecitare anche le istituzioni ad attivarsi?

R. - Sì, questo noi lo stiamo invocando da tanto tempo, ma nel rapporto che si sta sviluppando, si evidenzia il fatto che si possa chiedere aiuto quando si capisce di che valore stiamo parlando. Per questo credo che la comunità cristiana sia l’unica a poterlo indicare, perché tolto via dal mondo, nulla resta di veramente umano in questa società. Se non ci si riferisce a Lui, tutto diventa relativo; relativo rispetto alle ideologie – basta guardare quello che è accaduto in Francia -, alle mentalità emergenti. Ma è tutto soggettivo, è tutto relativo. Cosa ci dice Dio con i bambini? Se non capiamo questo è difficile fare le proposte.

Una bambina trovata morta nel Tevere come immagine del dramma dell’infanzia abbandonata …

R. - Proprio martedì siamo tornati in alcuni centri di occupazione nella periferia romana, dove abbiamo trovato bambini in uno stato che non è dignitoso né per i bambini né per chi li accoglie, cioè per la nostra città. Eppure tutto questo - lo andiamo ripetendo – lascia abbastanza nell’indifferenza; bambini esposti, senza scarpe, senza denti, con la scabbia, lasciati soli tutto il giorno … É proprio questo che ci sta allarmando, per cui riteniamo che vada fatto un percorso che inizia però dal capire cosa Dio ci sta chiedendo, altrimenti andremo, anche noi, verso azioni, proposte, ma che non porteranno a nulla.

15 luglio 2019, 12:14