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SS. Trinità, la solennità dell'amore

Solennità mobile che si celebra la domenica successiva alla Pentecoste, a cui è strettamente connessa, quella della SS. Trinità è stata introdotta nell’Anno liturgico solo nel Medioevo, per guardare con riconoscenza al compimento del mistero della salvezza realizzato dal Padre per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo

Roberta Barbi - Città del Vaticano

“Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica” (Benedetto XVI, Angelus 7 giugno 2009).

Si può definire quella di oggi come la solennità dell’amore, perché Dio, che secondo il dogma trinitario è uno e trino, è amore. Benedetto XVI, nell’Angelus in occasione della festa della SS. Trinità del 2009, prosegue ricordando che “tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà”. Ed è proprio quell’amore a immagine e somiglianza del quale l’umanità è stata creata, a costituire una lontana impronta della Trinità nell’uomo.

Un Dio solo in Tre Persone uguali e distinte

Il mistero della SS. Trinità è, come dice la parola stessa, un mistero. Come tale non può essere spiegato dalla ragione, ma questo non significa che sia irrazionale, cioè in contrasto con la ragione stessa. Tale mistero non afferma l’esistenza di tre dei, ma di un Dio solo che però è tre persone uguali e distinte: tale, increato e onnipotente è il Padre; tale, increato e onnipotente è il Figlio; tale, increato e onnipotente lo Spirito Santo. L’amore di Dio Trinità, dunque, è del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: ciò significa che senza il Figlio non ci sarebbe lo Spirito Santo e senza il Padre non ci sarebbe il Figlio, il tutto in una successione non cronologica, bensì logica. Didatticamente, poi, si attribuisce al Padre la creazione, al Figlio la redenzione e allo Spirito Santo la santificazione, ma tutti e tre partecipano in tutte e tre le azioni. Il mistero trinitario è ricordato in ogni Liturgia e in tutti i Sacramenti.

Origine e storia della festa

La solennità dedicata alla SS. Trinità è una festa del Signore, tanto che la Messa relativa inizia con l’esaltazione di Dio Trinità “perché grande è il suo amore per noi”. Eppure questa venne inserita tardi nell’Anno liturgico, solo a partire dal 1334 per volere di Giovanni XXII. In precedenza, sebbene il dogma trinitario fosse codificato nella Chiesa sin dai primi secoli, fino all’VIII non viene quasi menzionato. La prima testimonianza che abbiamo è quella del monaco Alcuino di York che celebrava messe votive ma erano per così dire fatti privati, devozioni personali, almeno fino al riconoscimento ufficiale del 1022 nel Concilio di Selingestadt. Intanto il vescovo di Liegi, Stefano, già nel 920 aveva istituito nella propria diocesi una festa dedicata alla SS. Trinità e un documento dell’Abbazia di Cluny risalente al 1090 afferma che tale celebrazione era già ben radicata. Tuttavia Papa Alessandro I, a metà del secolo XI, non ritenne necessario introdurre una celebrazione specifica della SS. Trinità per la Chiesa universale, in quanto questo mistero era già venerato e ricordato ogni giorno nella liturgia e nella preghiera, anche solo con il segno della croce. Nonostante questa decisione, la diffusione della festa proseguì a partire dall’Inghilterra per opera di San Tommaso di Canterbury e dalla Francia grazie all’ordine cistercense.

16 giugno 2019, 07:00