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Torna lo splendore della Chiesa di Santa Maria in Aventino

A due secoli e mezzo dalla sua realizzazione, è terminata l’imponente opera di restauro della Chiesa all’interno di Villa Magistrale, sede del governo del Sovrano Ordine di Malta. Torna così a rivivere una tra le più antiche Chiese di Roma

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

Fu l’unica opera architettonica realizzata dal Maestro veneziano Giovanni Battista Piranesi, tra il 1764 ed il 1766. La Chiesa di Santa Maria in Aventino ritrova oggi il suo splendore grazie ai lavori di recupero voluti dall’Ordine di Malta, sorgendo all’interno della villa dello Smom, che vi stabilì il Priorato di Roma nel 1566.

Santa Maria in Aventino regala la tridimensionalità dei disegni del Piranesi

La chiesa costituisce la rappresentazione tridimensionale del genio visionario di Piranesi, incisore e disegnatore ma anche pregevole architetto. “La straordinarietà è quella di vedere tridimensionalmente i suoi disegni – spiega l’architetto Giorgio Ferreri, direttore tecnico dei lavori - Piranesi era un incisore, un disegnatore, uno studioso dell’arte e ha rappresentato i disegni classici dell’architettura. Qui li ritroviamo riproposti, interpretati, però tridimensionalmente. Abbiamo effetti di profondità che nei disegni non si vedono”. 

Ascolta l'intervista a Giorgio Ferreri

Un restauro che ha recuperato le ombre dell’opera

Difficile l’opera di restauro che ha rigenerato le differenze cromatiche rendendo visibili le ombre “risultato dei dettagli millimetrici dell’opera del Piranesi, dei decori dell’opera del Piranesi”, aggiunge Ferreri. “La Chiesa di Santa Maria in Aventino è un luogo di grandissimi significato per l’Ordine – spiega Eugenio Ajroldi di Robbiate direttore dell’Ufficio Comunicazioni dell’Ordine di Malta – rivederla con gli stessi occhi con i quali l’ha vista il Piranesi è qualcosa che rimpie davvero il cuore”. La chiesa continua ad essere luogo di culto che accoglie la ricorrenza più importante dell’Ordine, quella di San Giovanni Battista il 24 giugno, ed è qui che si celebra la messa alla presenza del Gran Maestro del governo dell’Ordine e di tutti gli ambasciatori accreditati presso l’Ordine. Un luogo che è però fruibile a gruppi di visitatori un sabato al mese e questa, precisa Ajroldi, “è la testimonianza dell’impegno dell’Ordine a non considerare questo luogo come una proprietà privata, ma come parte integrante della città di Roma”.

Ascolta l'intervista a Eugenio Ajroldi di Robbiate

 



 

 

02 aprile 2019, 14:24