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Papa Francesco visita le zone terremotate colpite dal terremoto nelle Marche Papa Francesco visita le zone terremotate colpite dal terremoto nelle Marche 

Il Papa a Camerino. La Caritas: segno di speranza

L’annuncio della visita del Papa ai terremotati della diocesi di Camerino–Sanseverino Marche è – per la Caritas locale – una luce di speranza rispetto alla sfiducia per le lentezze della ricostruzione

 

Fabio Colagrande - Città del Vaticano

“Sabato scorso, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Massara, ha convocato per una comunicazione tutti i sacerdoti, gli uffici di curia, i religiosi e i laici impegnati in diocesi e le autorità. Ci siamo chiesti tutti di cosa si trattasse e abbiamo fatto qualche congettura: la nomina di un sacerdote della nostra diocesi a vescovo, l’unione della nostra diocesi con quella di Fabriano… Ma non era nulla di tutto questo! Era la notizia che il 16 giugno Papa Francesco verrà a trovarci in diocesi, subito accolta da un scroscio di battimano, segno di una gioia straordinaria”. Così, don Luigi Verolini, direttore della Caritas diocesana di Camerino-Sanseverino Marche, racconta le reazioni immediate alla notizia pubblicata il 6 aprile dalla Sala Stampa della Santa Sede: domenica 16 giugno il Papa sarà nella diocesi marchigiana ripetutamente colpita dal terremoto tra i mesi di agosto e ottobre del 2016.

La maggioranza delle chiese ancora inagibili

“Abbiamo gioito apprendendo che il Santo Padre aveva accettato l’invito del nostro arcivescovo, ma è stato contentissimo anche il nostro emerito, mons. Brugnaro, a cui il Papa aveva promesso di venire a Camerino”. “Dalla visita del Papa – spiega don Luigi – ci aspettiamo un nuovo impulso, un nuovo slancio, per noi tutti e per le autorità, affinché la ricostruzione del post-sisma proceda più speditamente”. “A tre anni dal terremoto – spiega infatti il direttore della Caritas – i problemi sono ancora tantissimi. Ma tra quelli principali c’è il fatto che noi avevamo 381 chiese e 345 sono attualmente inagibili e la ricostruzione è ancora lenta”. “La speranza dei nostri diocesani è spenta conclude don Verolini –, sono scoraggiati e avviliti. Non avere più casa, non avere più chiesa, dopo tre anni comincia ad essere pesante, quindi lanciamo un appello affinché la ricostruzione acceleri i passi, si sbrighi!”.

Ascolta l'intervista a don Verolini

La visita alle strutture abitative di Cortine

Il Papa dovrebbe arrivare in elicottero a Camerino domenica mattina, 16 giugno, alle 8.45. Alle 9 avrà inizio la visita alle Strutture Abitative Emergenziali (Sae) con le famiglie che vi abitano, in Località Cortine. Poi la visita in Cattedrale e l'incontro con i sindaci dei Comuni della diocesi. In Piazza Cavour, alle 10, la celebrazione della Santa Messa e alle 12 la recita dell'Angelus. “La zona di Cortine – spiega Ippolito Antonini, vice-direttore della Caritas di Camerino-Sanseverino Marche – è una di quelle in cui queste strutture abitative d’emergenza sono più numerose, sono circa duecento. Naturalmente, nel resto della diocesi ce ne sono ancora di più, ma Cortine è la località in cui c’è la maggiore concentrazione”. “Qui ci sono circa duecento famiglie che vivono in queste casette: famiglie mono nucleo, ma anche composte da quattro o sei persone”, spiega il vice direttore della Caritas. “In genere, si tratta di famiglie molto provate, perché subito dopo il terremoto, la maggior parte di quelli che avevano perso la casa sono stati ospitati sulla costa adriatica. La consegna di queste soluzioni abitative d’emergenza si è conclusa tra agosto e ottobre 2018, quindi, per circa due anni, queste persone sono state costrette a una lontananza che creava grandi difficoltà. Magari i figli continuavano ad andare a scuola qui in diocesi e i genitori erano costretti a partire prestissimo per venire a Camerino e poi dovevano tornare a casa la sera, e per molti la stessa cosa si ripeteva per il lavoro”. “Insomma – spiega Antonini – c’è stato un pendoralismo forzato che obbligava molti a un’ora e mezzo di viaggio la mattina e altrettanto la sera quando si rientrava a casa”. “Quindi, il fatto di poter abitare queste strutture abitative è stato, tutto sommato, per molti un grosso passo in avanti. Anche se vedo che le persone sono ancora provate”.

Tempi lunghi per la ricostruzione

“Queste persone sperano tutte che si tratti di una situazione transitoria, ma sappiamo che non durerà pochi anni. Specialmente per quelli che avevano l’abitazione nel centro di Camerino. Lì, essendo zona rossa, non è stato fatto ancora niente. Si potrà avere una soluzione a questa situazione di precarietà per i più fortunati in cinque o dieci anni. Ma i più sfortunati dovranno aspettare anche di più”.

Stanchezza e sfiducia, soprattutto fra gli anziani

“Il Papa verrà come Buon Samaritano a versare l'olio della consolazione e il vino della speranza su una Chiesa che vive un momento di stanchezza e difficoltà per le conseguenze del sisma del 2016”, ha affermato l’arcivescovo Massara annunciando la visita alla sua diocesi. “Le persone – conferma il vice direttore della Caritas – sono un po’ sfiduciate, avrebbero bisogno di un segno di speranza. Soprattutto le persone anziane: alcune si lasciano andare. Questa visita del Papa può essere perciò quella luce di speranza che si accende e ci fa intravedere un futuro più roseo e ci fa sperare che la soluzione possa essere più vicina di quello che le persone oggi pensano. Può davvero far fiorire di nuovo la speranza”.

Ascolta l'intervista a Ippolilto Antonini

 

 

 

 

 

10 aprile 2019, 15:58