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Nicaragua: i vescovi non parteciperanno al tavolo del Dialogo nazionale

La Conferenza episcopale del Nicaragua declina l'invito a prendere parte al tavolo del Dialogo nazionale. I vescovi accompagneranno “come pastori questi momenti cruciali" del loro Paese, esercitando “la missione profetica” e dedicandosi alla preghiera e al ministero della Parola

Patricia Ynestrosa e Emanuela Campanile - Città del Vaticano

In un comunicato diffuso ieri, la Conferenza episcopale del Nicaragua ribadisce la sua gratitudine al governo e all'Alleanza civica per la Giustizia e la Democrazia, ma declina l'invito a partecipare come “testimone e accompagnatrice” al Tavolo di negoziazione.

I vescovi ribadiscono, come già evidenziato nel comunicato di lunedì scorso, che “In questo momento storico il nostro maggior apporto come pastori di questa Chiesa pellegrina in Nicaragua sarà quello di continuare ad accompagnare il popolo nelle sue sofferenze e dolori, nelle sue speranze e gioie e di elevare le nostre preghiere di intercessione perché il Nicaragua trovi cammini di civiltà e giustizia, per una soluzione pacifica, in vista del bene comune”.

Che i negoziati seguano la via della verità

Allo stesso modo, ricordano le parole di Papa Francesco nell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium: "È tempo di sapere come progettare, in una cultura che privilegi il dialogo come forma d’incontro, la ricerca di consenso e di accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni". 

Ricerca di verità e di giustizia

I vescovi sperano che tali trattative abbiano lo spirito di ricerca della verità e della giustizia convinti, come San Giovanni Paolo II, che "è veramente scoccata l'ora del laicato". Pertanto, aggiungono, "sentiamo che devono essere i laici ad assumersi direttamente la responsabilità di gestire in questo momento le questioni temporali della nazione”.

Preghiere e digiuno

Il comunicato si conclude con un'esortazione alla popolazione a "intensificare” le preghiere e i digiuni per il Paese, “specialmente in questo tempo di Quaresima”.  E, affidandosi alla Vergine Maria Regina della Pace, implorano la grazia di diventare costruttori di vera pace.

09 marzo 2019, 12:58