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La Chiesa di Roma celebra la Giornata della carità

Domenica 31 marzo la colletta in tutte le chiese della diocesi per sostenere l’attività delle 52 opere-segno promosse dalla Caritas diocesana. Presentato il Rapporto con i “numeri della solidarietà”: nel 2018 si sono rivolte ai centri Caritas più di 21mila famiglie con 65mila richieste di aiuto; per loro sono stati erogati 385mila pasti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani

L'opera della Caritas diocesana ha coinvolto 146 centri di ascolto nelle parrocchie di Roma, 4mila volontari, 7mila studenti delle scuole superiori. Aumentano i disagi legati alle "solitudini", soprattutto degli anziani e delle famiglie mono-genitoriali. Particolarmente significative le esperienze che hanno visto le parrocchie di Roma protagoniste dell'accoglienza di oltre 300 persone senza dimora o protetti internazionali.

Sensibilizzare le comunità con segni concreti di condivisione

La Giornata della carità è un’occasione particolare, durante il tempo di Quaresima, in cui gli animatori parrocchiali – operatori della carità, catechisti, educatori – sono invitati a sensibilizzare le comunità con segni concreti di condivisione. La Caritas diocesana invita le parrocchie ad animare le celebrazioni eucaristiche con iniziative di testimonianza. Tra queste anche una colletta, con cui sostenere le iniziative del progetto “Come in cielo così in strada”, che vede impegnata la diocesi nell’accoglienza straordinaria di 140 senza dimora.

Rapporto "Caritas in cifre"

In occasione della Giornata, l'organismo diocesano presenta il Rapporto "Caritas in cifre" illustrando con dati e grafici l'attività svolta nelle 52 opere-segno diocesane – ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali – che operano a supporto delle comunità coordinandosi con i 146 centri di ascolto parrocchiali. «Non si tratta di un bilancio sociale – spiega don Benoni Ambarus, direttore della Caritas – e nemmeno della fredda rappresentazione di un lavoro: con esso vogliamo invitare le comunità a promuovere iniziative sempre più coinvolgenti e innovative per incontrare i poveri. Vuole essere uno stimolo a vivere un senso nuovo dell'esistenza nella vicinanza a chi soffre, nel segno della condivisione, della partecipazione e della passione. Questo anche con piccole iniziative di solidarietà, alla portata di ogni famiglia, dei gruppi giovanili e delle associazioni ecclesiali».

Nel 2018 impegnati 11mila volontari

Un’attività che, nel 2018, ha visto impegnati più di 4mila volontari per accogliere nelle mense oltre 11mila persone; ospitare 2mila senza dimora, famiglie, vittime di tratta e violenza; curare 4mila malati indigenti, incontrare e sostenere 15 mila detenuti. Grande l’impegno delle parrocchie per dare “ascolto” a 21mila famiglie. Oltre 385mila pasti distribuiti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani. Un’opera pedagogica che ha coinvolto anche 7 mila studenti delle scuole superiori.

Il dramma dell’esclusione sociale legata alla solitudine

Cresce il numero di situazioni di grave disagio economico e si acutizzano situazioni di emarginazione ed esclusione sociale legate alla solitudine, rileva il Rapporto. «Aumenta il numero dei nuclei familiari con figli minori e adolescenti che vivono forti difficoltà legate al basso reddito e alla mancanza di lavoro – sottolinea don Ambarus – con sfratti, indebitamenti, famiglie costrette a vivere separatamente, ad abitare in case fatiscenti o a condividere con altre persone le proprie stanze. L’attività lavorativa, spesso precaria e sottopagata, non riesce a rappresentare un fattore di riscatto economico e sociale, deprimendo in modo molto grave non solo le possibilità di risalita ma anche la dimensione della fiducia e della speranza. Il reddito di inclusione, nel quale molte famiglie hanno riposto qualche aspettativa per attenuare l’intensità delle preoccupazioni quotidiane, non sembra essere riuscito a fornire forme significative di supporto, sia per l’inadeguatezza degli importi sia per l’inesistenza di fatto dei progetti di inserimento sociale e/o lavorativo che pure sono previsti dalla misura».

In aumento le richieste di famiglie per medicinali e cure odontoiatriche

Il Rapporto evidenzia come, a parte alcune rare situazioni di regressione parziale del disagio, nella maggior parte dei casi le condizioni di indigenza permangono o si approfondiscono in contesti già molto drammatici, nei quali emergono in modo evidente le caratteristiche di una povertà multidimensionale: disabilità, peggioramento della salute, forme di indebitamento, problematiche penalmente rilevanti, dipendenze… In ambito sanitario cresce il numero di famiglie italiane che chiede assistenza per l'acquisto di medicinali e per le cure odontoiatriche. Tra le persone accolte dai Centri di Ascolto diocesani e dai 146 Centri di Ascolto parrocchiali tra loro collegati attraverso la rete diocesana “fattiDirete” gli italiani sono il 51%, contro il 47% dello scorso anno. Di questi il 65% sono donne. Vive in affitto il 46% delle persone accolte, in dimore di fortuna il 3%, presso amici e parenti l’11%, in occupazione il 3,7%, in centri di accoglienza il 2,8%. L’8,4% ha casa di proprietà. (Giulia Rocchi)

L’isolamento e la mancanza di speranza sono la nostra sfida quotidiana

“Pubblicare questi numeri è soltanto un altro modo per raccontare che le nostre parole sono seguite da fatti. Concretamente le nostre maniche sono rimboccate e siamo chinati sulle sofferenze della città di Roma”: così ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas della diocesi di Roma, in un’intervista ai microfoni di Radio Vaticana Italia. Don Ambarus ha ribadito che i numeri del Rapporto “Caritas in cifre” sono volti alla comprensione dei drammi che vivono le decine di migliaia di assistiti che ogni giorno si recano agli sportelli Caritas. “E’ difficile stare al passo con la solitudine corrente. L’isolamento e la mancanza di speranza sono la nostra sfida quotidiana”, ha poi continuato don Ambarus, che non ha neppure mancato di lanciare un forte appello per ringraziare i 4mila volontari che quotidianamente si donano ai poveri: “sono la luce più bella della nostra città, dovremmo avere più cura del loro sostegno morale e materiale”.

Ascolta l'intervista a don Amborus

 

30 marzo 2019, 12:33