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Le monache benedettine tornano a Norcia dopo il terremoto

Nella memoria liturgica di santa Scolastica, le monache benedettine di sant’Antonio tornano nella città di san Benedetto, dopo il sisma del 30 ottobre 2016

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Festa per la comunità di Norcia: sono tornate a casa le monache benedettine di sant’Antonio, dopo oltre due anni dal terremoto che ha reso inagibile il monastero. Le otto claustrali, guidate da madre Caterina Corona, avevano trovato accoglienza dalle consorelle di Santa Lucia a Trevi. Oggi, invece, nel giorno in cui la Chiesa ricorda santa Scolastica, si sono stabilite in un modulo abitativo adattato a monastero e posizionato nel giardino della struttura ex Santa Pace. La giornata è stata inaugurata dalla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, nel centro di comunità alla Madonna delle Grazie. Insieme con il presule, erano presenti anche il parroco di Norcia, don Marco Rufini, don Dario Dell’Orso e padre Lorenzo Sena, monaco benedettino silvestrino proveniente dall’abbazia di San Silvestro a Fabriano. Per festeggiare questa significativa giornata, sono giunte poi altre religiose dell’ordine fondato dal Santo patrono d’Europa: da Trevi, da Castel Ritaldi, da Fabriano, da Pontasserchio (PI) e da Viboldone (MI).

Rimettersi in piedi e camminare

Nell’omelia, mons. Renato Boccardo ha ricordato che “per ciascuno di noi c’è un progetto”, che “per tutti Dio ha un sogno”. E’ necessario, dunque, “prendere in mano la vita e viverla in pienezza per avere la felicità del cuore”, nonostante le prove e le difficoltà. “Certo – ha riconosciuto – è lecito cadere e sbucciarsi le ginocchia, ma quello che è importante è rimettersi in piedi e tornare a camminare”, perché “Gesù ci dice: rimboccati le maniche, guarda avanti, perché questa vita è l’unica che hai e non puoi sprecarla”.

Il dopo terremoto: tante promesse deluse

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia ha ricordato le tante difficoltà dopo i terremoti del 2016. “La gente sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse – ha detto – c’è la tentazione di dire: andiamo a vivere altrove. Invece è necessario gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui. E il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile”. Il presule ha, quindi, incoraggiato tutti a prendere il largo, senza cedere allo scoraggiamento, per “ricominciare e ricostruire il tessuto sociale e comunitario”, con il sostegno vicendevole.

Una lunga giornata di festa e di speranza

Al termine della Messa, tutti si sono trasferiti in piazza Palatina, per avviare la processione fino al modulo abitativo adattato a monastero, benedetto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia. La badessa, madre Caterina Corona, aveva tra le mani la reliquia di santa Scolastica portata dai monaci benedettini di Norcia. Quella delle benedettine di Norcia è una storia che risale al 1412, anno del riconoscimento della comunità monastica e che oggi, dopo un’interruzione di oltre due anni a causa del sisma, riparte, nel silenzio e nella preghiera, per “produrre” frutti preziosi di grazia e di misericordia per la Chiesa.

10 febbraio 2019, 16:21