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Pompei: questione meridionale del quotidiano cattolico Avvenire

Presentazione a Pompei dell’ultimo libro del giornalista Angelo Scelzo, sull’apertura negli anni Settanta, nella città mariana, della sede dell'edizione meridionale del quotidiano Avvenire. All’evento ha preso parte anche il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini

“Il tempo dei bilanci ci serve a capire quello che sarà e non solo a celebrare quello che è stato. Dobbiamo costruire il futuro senza perdere la memoria in un tempo smemorato da perdere le radici del proprio passato”. Lo ha detto, sabato scorso, nella sala Marianna De Fusco del Santuario di Pompei, Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, nel presentare “La questione meridionale del quotidiano cattolico. Avvenire. Cronache del Sud (e anche un po' di storia)”, il libro, pubblicato dalle Edizioni Santuario di Pompei, che Angelo Scelzo, già vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede, ha scritto, a metà dello scorso anno, nel cinquantesimo anniversario dalla nascita del quotidiano della Conferenza episcopale italiana.

Paolo Ruffini: la nostra testimonianza è chiamata ad essere profetica

In un tempo di profonde trasformazioni, proprio come avvenne negli anni Settanta, quando Pompei divenne sede dell'edizione meridionale del quotidiano, “capitale di un progetto complessivo”, la comunicazione cattolica è chiamata ad indicare la rotta a “leggere o governare il cambiamento offrendo una soluzione ai problemi”: “La nostra testimonianza – ha proseguito Ruffini – è chiamata ad essere profetica. Non dobbiamo essere rassegnati o acquiescenti, noi che eravamo già una rete. Il nostro compito è la costruzione di una prossimità in contrasto con la lontananza. E non c'è prossimità senza il locale. Oggi ci sono strumenti tecnologici che hanno modificato non solo il lavoro, ma il nostro essere. Dobbiamo essere veri per gestire il conflitto tra la verità e il virtuale”.

Massino Franco: urgente l'unità nel mondo cattolico

Massimo Franco, notista politico ed editorialista del Corriere della Sera, ha richiamato all'urgenza dell'unità nel mondo cattolico, richiamando “il progetto di grande lucidità strategica” di Paolo VI, che volle l'apertura al Sud: “Capì che occorresse unificare l’Italia anche sotto l’aspetto umano e cattolico. Oggi, il mondo cattolico appare molto diviso, anche sui valori ed un giornale come Avvenire è impegnato a cucire un mondo che ha bisogno di essere cucito proprio valorizzando il Sud”.

Marco Tarquinio: l’agenda di Avvenire è dettata dai poveri e dagli ultimi

L’importanza del Mezzogiorno d’Italia è stata messa in rilievo da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. “Non possiamo capire quello che accade se non partiamo dalle persone che vivono nelle realtà specifiche. Da Milano, dove ha sede il giornale, il Sud si vede bene con l’aiuto di chi è nel territorio. Sono le persone ad averci fatto vedere i problemi. Penso all’emergenza nella Terra dei fuochi. Avvenire si allarga ad un mondo pieno di problemi, ma non sono mai un problema le persone. L’altro non è mai un problema. Il diverso da noi non è un problema. Avvenire è controcorrente perché l’ispirazione cattolica la prendiamo seriamente. La periferia non è la fine della città, ma è il suo inizio. La nostra agenda è dettata dai poveri e dagli ultimi”.

Ottavio Lucarelli: Pompei è stata capitale per il mondo cattolico

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, si è soffermato sulla definizione di “Pompei capitale”, utilizzata da Scelzo. “Lo è stata davvero – ha sostenuto – per il mondo cattolico, per l’archeologia, per il giornalismo. Chi fa il cronista sa quanto sia difficile comunicare qualcosa di positivo riguardo la nostra regione”.

Mons. Caputo. Pompei, capitale dell’accoglienza e della carità

Avvenire era stampato proprio a Pompei, nella tipografia voluta dal Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario. “La scelta di Pompei, fatta negli anni Settanta – ha detto l’arcivescovo della città mariana, Tommaso Caputo, che Scelzo ha ringraziato per aver voluto e incoraggiato la pubblicazione dell'opera – non fu un caso perché questa era già una capitale dell’accoglienza e della carità ed era anche luogo di attività imprenditoriali all’avanguardia”.

Sindaco di Pompei: la città ha accolto generazioni di giornalisti

“Qui a Pompei – ha detto il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano – si visse una stagione che fa male sapere alle spalle. La città ha accolto generazioni giornalisti, che proponevano la narrazione di quanto accadesse nel Mezzogiorno. È passato mezzo secolo e di quella Pompei imprenditoriale non c’è più traccia, ma il Sud può ancora dire la sua perché quando ha voluto il Sud ha vinto le sue sfide”.

Nel libro di Scelzo vi è un continuo intreccio tra storia e cronaca

“Nell’opera – ha spiegato il moderatore Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Salerno – vi è un continuo intreccio tra storia e cronaca. La storia di Avvenire si unisce a quella della Chiesa e del Paese. Il giornale cattolico, con le sue pubblicazioni, s’inserisce pienamente nella storia del Meridione”.
 

21 gennaio 2019, 11:14