Cerca

Vatican News

Card. Sandri sui restauri della basilica della Natività a Betlemme

Si è svolto ieri sera presso il Palazzo della Rovere, sede dell'Ordine del Santo Sepolcro, un evento di beneficenza per presentare lo stato dei lavori dei restauri della Basilica della Natività a Betlemme. Evento patrocinato dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e promosso dalla Bethlehem Development Foundation, con l'Ambasciata di Palestina presso la Santa Sede

Il card. Leonardo Sandri ha rivolto ai presenti un indirizzo di saluto prendendo spunto dall'immagine dei restauri e del mosaico come provocazione perchè ciascuno si lasci illuminare dalla luce di Betlemme per formare insieme agli altri la splendida immagine della Chiesa e del mondo. “E’ doveroso far sentire la nostra riconoscenza – ha sottolineato il porporato - alle tre comunità dello Statu Quo – il Patriarcato Greco-ortodosso, quello armeno-apostolico e la Custodia di Terra Santa dei Frati Francescani, che insieme rimangono le custodi del Luogo Santo secondo consuetudini secolari che vanno rispettate; ma va dato atto pubblicamente all’intervento risultato decisivo per l’avvio dei lavori delle Autorità dello Stato di Palestina, che continuano a vegliare e sostenere la loro prosecuzione. In un’epoca in cui continuano purtroppo le tensioni, le ingiustizie e le sofferenze, ma anche le incapacità a trovare delle voci autorevoli che rappresentino i diritti dei popoli, specialmente dei più deboli, mentre si continua a rimanere divisi inseguendo ciascuno i propri interessi, dentro e fuori la Terra Santa, - ha affermato il card. Sandri - l’arte che celebra attraverso la bellezza del manufatto umano la meraviglia del Dio che si fa uomo in Gesù Cristo, Verbo di Dio incarnato, diventa via di comunione, di riconciliazione e di pace”.

Voci, immagini, testimonianze e dati sul restauro della basilica

Nei locali storici affrescati ove risuonavano le note del quartetto d'archi Le Archesse e gli interventi del soprano Elisa Cenni, si sono alternate voci, immagini, testimonianze e dati che hanno fatto toccare con mano la realtà stupenda non solo del sito cristiano patrimonio dell'umanità, quanto del prezioso lavoro che ha portato alla decisione di avviare i restauri, coinvolgendo in un disegno di riconciliazione di pace le comunità cristiane dello Statu Quo (cattolici, greco-ortodossi, armeno-apostolici), l'Autorità Palestinese, diversi donatori internazionali pubblici e privati: l'auspicio espresso è che il 2019 sia quello che vedrà la conclusione dei lavori, che in meno di dieci anni dagli studi di fattibilità, hanno poi riguardato il tetto e le coperture, i mosaici della navata, il nartece, le colonne affrescate, il pavimento musivo e, si spera, la Grotta stessa della Natività.

Quanto resta ancora da fare

Per la Bethelehem University Foundation sono intervenuti prendendo la parola l'Ing. Samer S. Khoury, l'Ing. Mazen Karam, Nafez Husseini e Ziad Al Bandak, i quali hanno illustrato i progetti della Fondazione, la sua storia, i lavori nella Basilica della Natività e quanto ancora lì resta da fare.

Betlemme chiamata ad una vocazione universale di pace e riconciliazione dei popoli

Padre Jamal Khader ha offerto una breve riflessione su come di Medio Oriente, Terra Santa, Palestina e Israele si parli spesso come luogo di tensione e conflitto, mentre non si parli di una realtà come quella che è stata avviata, in cui la collaborazione tra le Chiese, i rapporti tra cristiani e musulmani, ma anche con la componente ebraica in Israele in relazione agli altri restauri - quelli dell'Edicola del Santo Sepolcro, il concorso internazionale di progettazione e sostegno, sono i temi di una vita vera e reale che è pure Terra Santa.. come pure la vocazione di Betlemme, luogo in cui all'accensione del grande albero di Natale si ritrovano insieme pellegrini e cittadini locali, cristiani e musulmani, e tutti si sia in attesa della festa della nascita di Cristo, Verbo della Vita. Betlemme - proprio come era nel desiderio del fondatore della Bethlehem Development Foundation, Said Khoury, come città ugualmente chiamata ad una vocazione universale di pace e riconciliazione dei popoli.

L'auspicio che il 2019 sia quello che vedrà la conclusione dei lavori

L'Ambasciatore di Palestina presso la Santa Sede ha infine ricordato la recente visita a Papa Francesco da parte del Presidente Abou Mazen, e al fatto che nei colloqui sarebbe stato affrontato il tema della conclusione dei lavori di restauro nel 2019, con l'auspicio che le celebrazioni del Natale dell'anno prossimo siano una chiamata alla grande preghiera per una pace giusta in Terra Santa, e insieme la benedizione ufficiale della Basilica rinnovata (che pure è sempre rimasta aperta alle centinaia di migliaia di pellegrini in questi anni), creando un ponte con la Basilica di Santa Maria Maggiore a Rome, ove la tradizione vede custodite le reliquie della Sacra Culla di Nostro Signore.

All'evento, oltre agli invitati e benefattori, erano presenti il Rappresentante della Custodia di Terra Santa, fr. Ibrahim Faltas, due sacerdoti del Patriarcato Latino di Gerusalemme, mons. Ionut Strejac, officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, il padre Kuriakose Cherupuzhathottathil, officiale del Dicastero Orientale, Giammarco Piacenti, rappresentante della Piacenti s.p.a. di Prato che conduce i lavori di restauro.

 

12 dicembre 2018, 09:29