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Vatican News
Una zona del Camerun, foto d'archivio Una zona del Camerun, foto d'archivio 

Liberati i 3 clarettiani sequestrati in Camerun, non ancora l'autista

A dare la notizia della liberazione dei missionari rapiti in Camerun è stato il sito claret.org. A Vatican News la testimonianza di padre Joseba Kamiruaga Mieza, segretario generale dei clarettiani

Giada Aquilino – Città del Vaticano

“Ringraziamo Dio per la liberazione dei nostri confratelli missionari che sono stati rapiti lo scorso 23 novembre” nel sud-ovest del Camerun. È quanto si legge sul sito dei clarettiani, claret.org . Purtroppo, si rende noto, “l’autista è ancora nelle mani dei rapitori”.

Rapiti nella zona anglofona

I tre missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria “stanno già andando a Douala”. Si tratta di padre Jude Thaddeus Langhe, del reverendo Placide Muntong Gweh e di uno studente della stessa congregazione, Abel Fondem Ndia. I tre erano stati rapiti da uomini armati sulla strada per Muyenge, dove si stavano recando per fornire aiuti umanitari alle vittime del conflitto nella zona anglofona, in corso tra milizie governative e combattenti secessionisti.

Ringraziamenti e preghiere

I clarettiani ringraziano per “tutti i messaggi ricevuti di solidarietà”, esortando alla preghiera per l’uomo ancora sequestrato.

La testimonianza

Sulla liberazione dei missionari, a Vatican News la testimonianza di padre Joseba Kamiruaga Mieza, segretario generale dei clarettiani.

Ascolta l'intervista a padre Kamiruaga Mieza

R. – Nel pomeriggio, verso le 17:00, abbiamo ricevuto la notizia, confermata dal nostro superiore maggiore in Camerun, che i tre confratelli clarettiani sono stati liberati oggi pomeriggio. Si stanno recando a Douala e, da lì, a Yaoundé. Stanno bene di salute, anche se sono molto stanchi.

Si hanno particolari sulla liberazione?

R. – Non lo sappiamo ancora, domani si avranno più notizie su come stiano loro, su cosa sia successo.

Non si è capito neanche se siano stati liberati dalle forze dell’ordine, dall’esercito?

R. – Non si hanno particolari, io direi di no, direi che sono stati liberati dai sequestratori.

E non si può parlare nemmeno di un riscatto?

R. – No, certamente non si può parlare di questo, mi sembra che non ci sia stato alcun riscatto.

Che zona è quella in cui sono stati rapiti i missionari e il loro autista, che è ancora nelle mani dei sequestratori?

R. – Sì, l’autista è tuttora nelle mani dei rapitori, per questo c’è cautela e voglio avere altre notizie direttamente dal Camerun, per sapere come stia l’autista e perché non sia stato ancora liberato. La zona è quella anglofona, dove abbiamo una comunità clarettiana. I missionari erano andati a portare cibo e aiuti alla popolazione che, sappiamo, sta soffrendo le conseguenze di una situazione sociopolitica difficile.

È in corso un conflitto armato tra milizie governative e gruppi separatisti nella zona?

R. – Quello che ha rapito i nostri confratelli è un gruppo separatista. Per quello che sappiamo c’è una situazione difficile, complessa tra i gruppi secessionisti e il governo del Camerun.

Sul vostro sito avete scritto che ringraziate per i messaggi di solidarietà ricevuti. In questo momento il pensiero va all’autista che non è stato ancora liberato…

R. – Certo, invitiamo alla preghiera perché uno dei nostri amici, un laico, è ancora nelle mani dei rapitori.

 

29 novembre 2018, 18:19