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Card. Turkson: appello alla collegialità per la diffusione della Laudato si'

All’Università Gregoriana la presentazione del secondo corso del Joint Diploma in Ecologia Integrale ispirato alla Laudato si’ di Papa Francesco. Il prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Integrale Umano ha parlato di blocchi per la diffusione dell'Enciclica

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Apostoli della Laudato sì e del Vangelo del Creato”: così il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Integrale Umano, ha definito i partecipanti alla seconda edizione del Joint Diploma in Ecologia Integrale presentata oggi presso la Pontificia Università Gregoriana. Un percorso di studi coordinato da dieci università e atenei pontifici di Roma per promuovere la cura del Creato come indicato dall’enciclica Laudato sì di Papa Francesco.

Collegialità nel diffondere l’enciclica del Papa

Il porporato ha messo in luce la necessità di intervenire in maniera urgente sulle tematiche ambientali visto che le promesse del Cop21 a Parigi non sono state mantenute. Ha poi parlato del grande interesse che la Laudato sì ha suscitato nel mondo non propriamente cattolico. Il cardinale ha pertanto esortato la Chiesa ad una maggiore collegialità nel diffondere il testo di Papa Francesco. “Tanti ammirano la rete della Chiesa cattolica grazie alla quale le parole del Papa - riporta l’agenzia Sir - riescono ad arrivare nei luoghi più remoti, ma a volte, a causa di alcuni sacerdoti o vescovi, assistiamo ad un blocco del flusso dell’informazione e della conoscenza”.

La consegna dei diplomi

Nel corso della presentazione, sono stati consegnati i diplomi ai partecipanti della prima edizione nell’anno accademico 2017-2018; studenti, religiosi e laici ma anche responsabili di aziende provenienti da vari Paesi del mondo: dal Perù, dall’India, dallo Sri Lanka, dalla Colombia, e da almeno 7 regioni italiane. Il Joint Diploma si articola in 6 moduli, corrispondenti ai sei capitoli della Laudato sì, ed affronta molte aree connesse alle sfide ecologiche dalla teologia alla filosofia, dall’economia alla spiritualità. I moduli si terranno nelle diverse università che hanno aderito al progetto unico nel suo genere perché frutto dell’alleanza dei vari atenei. 

Ascolta l'intervista a mons. Domenico Pompili

R. – Le Comunità stanno crescendo non in modo esponenziale ma in modo costante, ogni mese si aggiungono 4 o 5 comunità e ad oggi sono 35 e con questo passo, avendo iniziato a marzo, potremmo arrivare nel giro di un anno ad un centinaio che, a mio parere, è solo la punta di un iceberg. Notiamo che c’è una grande attenzione ai temi dell’ambiente ma si fa fatica a trovare dei contesti e delle forme per rendersi partecipi in maniera concreta.

Le comunità sono un segno di concretezza come il Joint Diploma presentato oggi…

R. – Si voleva probabilmente dare concretezza al fatto che la Laudato sì non è un manifesto verde che chiede semplicemente un assenso teorico ma è una vera e propria “call”, una chiamata in causa perché la società del cambiamento diventa una società della trasformazione solo quando i singoli soggetti dal basso modificano prassi, attitudini e comportamenti in senso virtuoso. Le comunità fanno leva su questa capacità che hanno singoli gruppi di persone di mobilitarsi per migliorare il livello dell’ecosistema nel proprio territorio mantenendo peraltro uno sguardo di carattere globale.

Nel suo territorio ferito dal sisma, cosa significa la presenza delle Comunità Laudato si’

R. – Significa prendere ancora più consapevolezza di ciò che avvenuto, del difficile rapporto tra l’uomo e l’ambiente ma significa anche trasformare questa tragedia in una opportunità laddove alla luce di questi principi che Papa Francesco ci fa condividere riscopriamo la bellezza del Creato e il rispetto che insieme dobbiamo saper costruire perché noi siamo ospitati e non siamo i padroni.

08 novembre 2018, 20:28