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Padre Maccalli in missione in Niger Padre Maccalli in missione in Niger 

Niger: si attendono notizie su padre Maccalli

Ancora nessuna notizia su padre Pierluigi Maccalli, rapito nella notte fra il 17 e il 18 settembre da un gruppo di presunti jihadisti. Si tratta dell’ottavo ostaggio rapito nell’area del Sahel. Ferma condanna dei leader musulmani del Niger

Claudia Valenti – Città del Vaticano

“Al momento non sappiamo ancora nulla sulla condizione né sul possibile rilascio di padre Pierluigi Maccalli. Nessuna richiesta è stata fatta”, ha dichiarato a Fides una fonte della Chiesa locale a Niamey. Padre Perluigi Maccalli apparteneva alla Società delle Missioni Africane (Sma) e, già attivo in Costa d’Avorio per vari anni, svolgeva il proprio servizio nella parrocchia di Bomoanga, in una zona isolata, affetta da povertà strutturale, con enormi problemi di salute, igiene, carenza di acqua e diffuso analfabetismo.

Alcune ipotesi sul rapimento

“In questi ultimi giorni – continua la fonte di Fides – vi sono tanti gruppi di giovani armati che continuano a fuggire a bordo di moto dal vicino Burkina Faso, dove subiscono bombardamenti con elicotteri e droni. Alcuni sono scappati in Niger e si stanno sparpagliando in tutta la zona”. Affiora l’ipotesi che padre Maccalli possa essere ancora vivo e possa trovarsi in Niger, prigioniero, usato come scudo umano per proteggersi da possibili interventi aerei. Ma non ci sono garanzie sulla veridicità di queste voci.

Padre Maccalli e la sua “chiesa dei poveri”

“In fondo, – dice a Fides padre Mauro Armanino, missionario della Sma a Niamey - la missione non è altro che diventare ostaggi dei poveri e del Vangelo. Proprio come ha fatto Dio, che ha ‘preso in ostaggio’ padre Pierluigi”. Il missionario ricorda che la porta della stanza di Maccalli era sempre aperta, pronta ad accogliere visite, ammalati e bisognosi di aiuto. “Pierluigi si sentiva ostaggio della sua gente,- dichiara padre Armanino - dei bambini ammalati che conduceva in città e di quelli con problemi di cibo. Da tempo aveva cominciato a riunire e accompagnare giovani, adulti, famiglie. La sua era davvero la chiesa dei poveri, autentici re della sua vita”. E continua: “Non era strano che di notte qualcuno bussasse alla sua porta e che lui aprisse senza alcuna remora malgrado le tensioni esistenti nella zona”, dove operano diversi gruppi armati, gruppi di autodifesa, nati per contrastare la criminalità locale.

I leader musulmani del Niger condannano il rapimento

I leader musulmani del Niger esprimono ferma condanna del rapimento di Padre Pierluigi Maccalli e ne chiedono l’immediata liberazione, come afferma un appello rilanciato dal Comitato interreligioso del Niger in favore del missionario rapito. E’ quanto riferisce all’Agenzia Fides la Curia della Società per le Missioni Africane (Sma) che riferisce notizie giunte dai confratelli Sma in Niger. “Il Comitato Nazionale del Dialogo Inter- e Intra-religioso del Niger – si legge nell’appello - condanna con forza il rapimento ingiusto e criminale del prete italiano di Bomoanga. Questo rapimento barbaro non risponde ad alcuna esigenza della religione musulmana. Non ha altro scopo che quello di offuscare e rovinare il clima di pace e di coesistenza pacifica che ha sempre prevalso tra le religioni nel seno della nostra società nigerina”. Il testo si legge che: “Padre Pier Luigi Maccalli è un uomo di pace, un grande uomo di Dio a servizio del Niger da più di 10 anni. Che Dio Onnipotente lo assista in questa terribile prova”.
 

 

24 settembre 2018, 12:01