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Nicaragua. Vicario di Managua: da Ortega bugie sulla situazione del Paese

Accorato appello del vicario generale dell’arcidiocesi di Managua mons. Carlos Avilés Cantón alla comunità internazionale. I vescovi del Nicaragua hanno scritto, intanto, una lettera al presidente Ortega. La popolazione convoca un pellegrinaggio a sostegno dei vescovi

Patricia Ynestroza e Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Sono bugie, dichiarazioni che non corrispondono alla verità quelle rilasciate dal presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, durante l’intervista concessa nei giorni scorsi all’emittente “Fox News”. E’ quanto sottolinea a Vatican News mons. Carlos Avilés Cantón, vicario generale dell’arcidiocesi di Managua e consigliere della Commissione per il dialogo nazionale. Durante l’intervista, il capo di Stato nicaraguense ha respinto la richiesta di elezioni anticipate e ha affermato che questa settimana è stata tranquilla. Ha anche detto che nel Paese non si sono verificati attacchi contro le chiese e il clero. Il presidente del Nicaragua ha poi dichiarato che i vescovi sono “cospiratori” e "golpisti”. Ma lo scenario descritto dal capo di Stato nicaraguense - osserva mons. Carlos Avilés Cantón - non è quello reale. In Nicaragua, dove dallo scoppio delle proteste ad aprile sono morte almeno 360 persone, il popolo continua a soffrire.

La presidenza di Ortega è incostituzionale

Non so - afferma mons. Carlos Avilés Cantón - in quale Paese viva il presidente Ortega: questa è stata la settimana segnata dalla maggiore tensione. Uomini paramilitari incappucciati, con il sostegno delle forze dell’ordine, sono entrati nelle case e hanno prelevato delle persone. Non si tratta di arresti compiuti dalla polizia. Le persone prelevate sono vittime di rapimenti. Ortega ha inoltre cambiato con un decreto la Costituzione per poter partecipare alle elezioni presidenziali. Ma le consultazioni sono state manipolate e viziate da brogli. Per questo - sottolinea mons. Carlos Avilés Cantón - la presidenza di Ortega è incostituzionale e si devono indire elezioni anticipate.

La Chiesa accanto a chi soffre

Anche le chiese - aggiunge il vicario generale dell’arcidiocesi di Managua - sono sotto attacco: sei sacerdoti dell'arcidiocesi di Managua sono stati minacciati di morte. Nella parrocchia di Maria Maddalena nel quartiere di Monimbó, a Managua, uomini armati hanno sparato e distrutto delle vetrate. Gruppi paramilitari hanno attaccato anche la chiesa di Santiago apostolo a Jinotepe e quella della Divina Misericordia a Managua. E’ stata poi attaccata una chiesa nella città di Diriamba. Nella capitale la cattedrale è sotto assedio. Siamo diventati dei bersagli - osserva mons. Carlos Avilés Cantón - perché abbiamo aperto le chiese per proteggere fedeli che fuggono e soffrono. E’ un terrorista - ha detto Ortega - chi aiuta quanti protestano e chi soccorre le persone ferite. Allora - sottolinea il vicario generale dell’arcidiocesi di Managua - siamo tutti terroristi.

Appello alla comunità internazionale

Mons. Carlos Avilés Cantón lancia infine un accorato appello: la comunità internazionale appoggi il popolo del Nicaragua. Questa non è una guerra tra due bande armate. Quella scoppiata ad aprile è una protesta pacifica repressa nel sangue e nell’impunità. Siamo frustrati e terrorizzati. La comunità internazionale - conclude - faccia pressione sul governo del Nicaragua per una vera democratizzazione del Paese.

Card. Brenes: non cedere a provocazioni, rispondendo al male

Non cedere alle provocazioni, ma lavorare ancora per il dialogo e la pace in Nicaragua. Lo ha ribadito ieri il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, durante una Messa a Jinotepe, la cui parrocchia il 9 luglio è stata appunto distrutta dalle forze paramilitari che sostengono il governo. Il porporato ha ricordato “gli atti irrispettosi compiuti nei giorni scorsi dai sostenitori del governo” e chiesto ai fedeli “di non cedere alle provocazioni, di non rispondere al male”. L’odio e la violenza, ha concluso, “possono essere superati solo con l’amore che Cristo ci dà”.

Lettera dei vescovi nicaraguensi al presidente Ortega

I vescovi del Nicaragua hanno scritto una lettera al presidente Ortega. I contenuti non sono stati resi noti. Ma è stato riferito che nella missiva si chiede in particolare alle autorità nicaraguensi se la Conferenza episcopale è ancora considerata dal governo mediatrice e testimone per la promozione del dialogo nazionale.

Il popolo del Nicaragua convoca un pellegrinaggio a sostegno dei vescovi

La società civile e i movimenti universitari hanno invitato la popolazione a partecipare al Pellegrinaggio in sostegno dei vescovi del Paese, definiti "difensori della verità e della giustizia", sabato prossimo 28 luglio a Managua.
 

 

25 luglio 2018, 19:18