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Vietnam, inizia il Giubileo per i 117 martiri canonizzati da Giovanni Paolo II

Con tre Messe solenni, si apre oggi in Vietnam lo speciale Giubileo dedicato ai 117 martiri canonizzati il 19 giugno 1988 da Giovanni Paolo II. Ecclesiastici, religiosi, missionari e laici che hanno perso la vita in "odium fidei" tra il 1745 e il 1862

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Nel giorno della loro canonizzazione, Papa Giovanni Paolo II definiva così il senso e la natura del martirio dei 117 Beati del Vietnam assassinati in odio alla fede tra il 1745 e il 1862:

“ la purezza e la forza di questa straordinaria testimonianza ”

19 giugno 1988 - 19 giugno 2018

Oggi, a distanza di trent'anni, la Chiesa in Vietnam dà il via al Giubileo speciale per commemorare quell'evento storico con tre Messe solenni in tre luoghi significativi per la storia della Chiesa del Paese. Le celebrazioni proseguiranno fino al 24 novembre, giorno in cui si festeggiano tutti i 117 santi, precedentemente beatificati in 4 occasioni diverse da tre diversi Pontefici: 64 di loro da Papa Leone XIII nel 1900; 28 da Pio X nel 1906 e nel 1909; 25 da Pio XII nel 1951.

I tre luoghi scelti per le Messe 

Quelli scelti per le celebrazioni iniziali del Giubileo, sono tre luoghi fondamentali nella storia della Chiesa del Vietnam. Il primo è la Basilica minore di Nostra Signora dell’Immacolata Concezione a Sở Kiện, patria dei due fratelli martiri p. Peter Truong Van Thi e Peter Truong Van Duong. Il secondo è il centro di pellegrinaggio di Nostra Signora di La Vang, nella provincia di Quang Tri - zona centrale del Paese - in cui la Madonna apparve più di 200 anni fa ad alcuni fedeli in fuga dalla persecuzione. Il centro di pellegrinaggio The Ba Giồng - provincia di Tiền Giang - patria di migliaia di martiri nel 18mo e 19mo secolo - è invece il terzo.

Spirito del Giubileo

"Vivere lo spirito dei martiri", come testimoni di Dio e del Vangelo, è il proposito di questo Giubileo speciale come evidenziato dal Presidente della Conferenza episcopale, Joseph Nguyễn Chí Linh che, inoltre, ha incoraggiato la popolazione a "visitare persone in difficoltà, malati, prigionieri, anziani, soli, disabili come parte di un pellegrinaggio verso Cristo". 

Le persecuzioni

Gli otto vescovi, i cinquanta sacerdoti e cinquantanove laici - tra questi anche una mamma - che furono trucidati in "odium fidei", rappresentano un folto gruppo di martiri ma, allo stesso tempo, solo una piccola parte dei cristiani perseguitati e uccisi in tre secoli di storia. Le repressioni iniziarono con l'introduzione del cristianesimo nel XVI secolo, e  andarono via via inasprendosi con editti firmati, di volta in volta, dai vari Signori o Re. Ma è sotto l'ultima dinastia imperiale Nguyễn (1802-1945), che il massacro divampò con una ferocia inaudita: più di 300mila cattolici vennero sterminati. Anche oggi la Chesa vietnamita soffre, ma continua ad attingere la sua forza da quella "purezza" di cui, il 19 giugno del 1988, parlava San Giovanni Paolo II. 

 

19 giugno 2018, 09:30