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Manifestazioni di protesta in Uganda Manifestazioni di protesta in Uganda  (AFP or licensors)

Uganda: vescovi preoccupati per rapimenti e violenze

La maggior parte delle vittime di sequestri sono donne e bambini. Il pagamento del riscatto, da parte delle famiglie, non sempre porta alla liberazione.

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Il governo e tutte le forze di sicurezza incrementino gli sforzi per proteggere le vite e le proprietà degli ugandesi. E’ questo l’appello lanciato dai vescovi dell’Uganda nella dichiarazione diffusa al termine dell’Assemblea Plenaria, conclusasi lo scorso 8 giugno. Notiamo con forte preoccupazione - si legge inoltre nel documento ripreso dall’Agenzia Fides - l’incremento di rapimenti, di episodi legati al crimine organizzato e di omicidi.

Rapimenti in tutto il Paese

Secondo fonti locali, nei primi 4 mesi del 2018 la polizia ugandese ha registrato 42 casi di rapimenti a scopo d’estorsione. Il fenomeno riguarda l’intero Paese, soprattutto nell’area di Kampala. L’ondata di rapimenti ha innescato, nel Paese, manifestazioni e proteste. Lo scorso 6 giugno, alcuni attivisti hanno deposto delle bare vuote di fronte al Parlamento denunciando l’assenza di risposte adeguate da parte delle forze dell’ordine.

Preoccupazione per la legge sugli Ogm

I presuli della Conferenza episcopale ugandese, che si apprestano ad incontrare Papa Francesco in occasione della loro visita "ad Limina", si dicono inoltre contrari al National Biosafety Act approvato dal Parlamento nel 2017, in attesa della firma del presidente per essere promulgato. Tale provvedimento permetterà l’uso di organismi geneticamente modificati (Ogm). I vescovi chiedono, in particolare, che la legge venga modificata o ritirata.

Soccorrere i rifugiati   

I vescovi lanciano poi un appello per soccorrere i rifugiati che hanno cercato rifugio in Uganda. Sono almeno un milione i sud sudanesi giunti nella diocesi di Arua e nell’arcidiocesi di Gulu. Migliaia di rifugiati sono inoltre arrivati nelle diocesi di Kasese, Hoima e Fort Portal provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Burundi. La Chiesa – ricorda l’agenzia Fide - assiste queste persone attraverso Caritas Uganda che collabora con diverse Ong e con il governo. Ma i presuli lamentano alcuni episodi di corruzione. Una problematica riscontrata - aggiungono – riguarda la non adeguata gestione dei fondi destinati ai rifugiati.

Una nuova emittente cattolica

La Conferenza episcopale ugandese, dopo il via libera della Commissione per le Comunicazioni, ha annunciato infine la prossima creazione di un’emittente televisiva cattolica. Si chiamerà Uganda Catholic Television.

15 giugno 2018, 17:12