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Un sudcoreano legge un giornale che parla del summit di Singapore Un sudcoreano legge un giornale che parla del summit di Singapore  (ANSA)

Chiesa in Corea: a Singapore un cambiamento di rotta per la pace

Il presidente dei vescovi coreani Kim Hee-joong sullo storico summit tra il presidente Trump e quello nordcoreano Kim Jong-un: “La denuclearizzazione della penisola coreana é un traguardo meraviglioso”. Intervista al missionario padre Vincenzo Bordo: “La Chiesa qui ha pregato e lavorato tanto per la pace.”

Alessandro Di Bussolo –Città del Vaticano

Il Summit di Singapore tra il presidente degli Stati Uniti e quello della Corea del Nord è “un cambiamento di rotta per la pace nella penisola coreana”. Lo sottolinea in una nota l’arcivescovo di Gwangju Igino Kim Hee-joong, presidente della Conferenza episcopale coreana. “I due Paesi – aggiunge - hanno superato le loro lunghe relazioni ostili e firmato un passo storico per la denuclearizzazione della penisola coreana. E’ veramente un traguardo meraviglioso”. L’arcivescovo coreano ringrazia i presidenti Kim Jong-un e Donald Trump che hanno favorito il processo di pace e di unità “attraverso il dialogo”. Ora, conclude monsignor Kim Hee-joong, “attendo con impazienza, con tutto il nostro popolo, la soluzione pacifica della penisola coreana. La pace non è data mai per sempre, ma deve sempre essere costantemente raggiunta”. 

Cardinale Yeom: l’accordo sia attuato tempestivamente

Ieri sera nella cattedrale di Myeongdong, il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seoul e amministratore apostolico di Pyeongyang, ha celebrato la “Messa per la pace e la riconciliazione” come ogni martedì dal 7 marzo 1995. Ha concelebrato il nunzio apostolico in Corea, l’arcivescovo Alfred Xuereb. “Mi auguro davvero che l’accordo possa essere attuato tempestivamente – ha detto il cardinale nell’omelia – per arrivare al bene comune non solo per i coreani ma per tutte le persone del mondo”. Come guida dei cattolici nordcoreani, il cardinal Yeom ha pregato anche per la libertà di religione di tutti i credenti del Nord.

Padre Bordo: é l’inizio di un nuovo cammino

Sullo storico vertice di Singapore, è entusiasta il commento di padre Vincenzo Bordo, missionario italiano degli Oblati di Maria Immacolata, (ascolta l'intervista a padre Bordo) che da 20 anni gestisce a Seong Nam, città alla periferia di Seoul la “Casa di Anna”, mensa per i senzatetto e famiglia per i ragazzi di strada coreani:

R.- E' un cosa stupenda! Ieri mattina tutte le televisioni, tutti i canali trasmettevano questo avvenimento. Si era in apprensione ma con grande speranza nel cuore.

E’ davvero un passo decisivo anche per la pace tra le due Coree?

R.-Un passo decisivo forse è un aggettivo troppo grande, però un passo importante sicuramente sì. Perché fino ad un mese fa si insultavano con arroganza, reciprocamente. E invece adesso si sono incontrati, ascoltati e stretti la mano e sono disponibili ad un dialogo continuo. Questo è molto bello.

Dietro questo cammino di pace c’è anche la forza della preghiera dei cattolici della Corea del Sud, che dal 1995 celebrano ogni settimana una messa per la pace e la riconciliazione?

R.-Sicuramente sì, perché la Chiesa cattolica è stata sempre impegnata dalla parte della pace e ha lavorato per la pace. Non soltanto con la preghiera, ma tutto quello che è stato possibile, ha cercato di farlo.

Tra i poveri che accogliete alla mensa e alle attività della “Casa di Anna”, che reazione c’è stata?

R.-Scherzando mi dicevano: “Allora domani vai in Nord Corea?” Perché è stato sempre un sogno proibito, difficile, e adesso è possibile sognare!

Quindi potrebbe essere una notizia positiva anche per la Chiesa e per i cristiani che forse ci sono ancora al Nord?

R.-E’ una notizia positiva per tutti, perché quando si parla di pace, di dialogo, è un fatto molto positivo. E poi si spera che sia un inizio di un cammino, anzi sicuramente è l’inizio di un cammino nuovo.

Padre Vincenzo, possiamo dire che la pace potrà migliorare anche le condizioni di vita dei tanti poveri della penisola coreana?

R.-La pace è sempre un cammino positivo e una gioia per tutti. Quindi ci saranno frutti positivi per tutti. Se la pace verrà, sicuramente ci sarà una collaborazione tra il Nord e il Sud e uno sviluppo economico ancora più ampio e un benessere per tutti. Questo è sicuro.

Il regime della Corea del Nord sta cercando di aprirsi al mondo?

R.-Sicuramente sì. Si rendono conto che non possono continuare in quello stile, e quindi qualcosa devono fare anche loro. E quello che è successo è un segno che sta cambiando qualcosa.

13 giugno 2018, 15:14