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Un campo sfollati del Nord Kivu Un campo sfollati del Nord Kivu  (AFP or licensors)

Denuncia dei vescovi congolesi: in Nord Kivu, spinta a frammentazione

Nel Nord Kivu, si assiste ad una certa tendenza politica che sta spingendo alla spaccatura della provincia della Repubblica Democratica del Congo. Lo afferma la Conferenza episcopale provinciale di Bukavu, in un messaggio diffuso dall'Agenzia Fides

“Nel Nord Kivu, una certa tendenza politica sta spingendo alla frammentazione e alla spaccatura della provincia, per i suoi interessi particolari, in spregio della volontà della popolazione desiderosa dell'unità del Nord Kivu in una Repubblica Democratica del Congo unita”. Lo afferma il messaggio pubblicato al termine della sessione ordinaria della Conferenza episcopale provinciale di Bukavu, che si è tenuta a Goma dal 14 al 20 maggio.

Il contesto del territorio

Il Nord Kivu è una provincia nell’est del Congo ex Zaire che da decenni vive nell’insicurezza a causa della presenza di decine di gruppi armati, alcuni dei quali di origine straniera, che ne sfruttano illegalmente le enormi risorse naturali e che tendono a volere separare questo territorio dal resto del Paese. “C'è il rischio di far crollare l'intero Paese” avvertono i vescovi nel messaggio, inviato all’Agenzia Fides, perché quello che avviene nel Nord Kivu può condurre a “istituzionalizzare lo spirito di tribalismo, divisione ed esclusione che si basa sulla stessa logica di quello della secessione”.

No alle rivalità interetniche

Secondo i vescovi “esiste il pericolo di suscitare rivalità interetniche con ciò che ne consegue: violenza, pulizia etnica e crimini contro l'umanità”. “Questa dinamica potrebbe anche portarci alla soglia della violenza e delle atrocità che abbiamo sperimentato di recente qui e altrove: nel territorio di Beni, in lturi, nel Katanga settentrionale, nel Kasai, come ancora oggi, nel Sud Sudan”.

Il dramma dell’insicurezza permanente

“L'insicurezza permanente, causata da gruppi armati, bande criminali, favorita da un governo instabile, sta causando la desolazione in tutto il Paese, nonostante la spettacolare militarizzazione, come si può vedere nelle aree di Beni e Butembo. Il rapimento e la mutilazione di bambini nel territorio di Uvira e Fizi, l'assassinio a Kichanga di don Etienne Nsengiyumva, l'8 aprile 2018, ha provocato in noi una grande emozione. Continuiamo a soffrire per l'assenza tra noi di p. Charles Kipasa e p. Jean Pierre Akilimali, rapiti a Bunyuka il 16 luglio 2017” affermano i presuli.

Il 23 dicembre, previste le elezioni

Di fronte a tale situazione e in vista delle elezioni del 23 dicembre, i vescovi concludono raccomandando alla popolazione “di ritornare ai principi dell'insegnamento sociale della Chiesa, tra cui: la dignità della persona umana, il bene comune, la giustizia sociale, la pace e il lavoro”. “Dobbiamo liberarci dalla paura della morte perché Cristo ha vinto la morte. Coltiviamo i valori cristiani di libertà e sacrificio e restiamo vigili nella preghiera”. (Agenzia Fides)

24 maggio 2018, 13:40