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Il card. Parolin firma la prefazione al libro di padre Fortunato su san Francesco

Esce oggi in libreria l’ultimo libro di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, dedicato a san Francesco dal titolo “Francesco il ribelle”, edito da Mondadori. La prefazione è scritta dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Un uomo semplice che ha segnato la storia”: il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, descrive così san Francesco nella prefazione al libro di padre Enzo Fortunato dal titolo “Francesco, il ribelle”.

Una lettura ecclesiale di Francesco

La semplicità evangelica del piccolo Francesco ha cambiato il mondo perché partita “dai piccoli, dai poveri, dagli scartati”. E’ il concetto chiave della riflessione del porporato che cita vari episodi della vita del santo per richiamarne l’attualità. Citando ad esempio la trasformazione del cuore dei briganti di Montecasale, il cardinale Parolin mette in luce l’amore del frate di Assisi per i fratelli, anche quelli che sono considerati nemici, “perché anche il nemico – scrive – è u uomo e il bene può vincere il male”. “Ma perché scrivere un altro profilo biografico di Francesco d’Assisi?”: si chiede il cardinale. La risposta è nella “lettura ecclesiale del santo” fatta da padre Enzo Fortunato, perché la Chiesa da sempre si misura con la sua eredità.

Un ribelle obbediente

“Mentre la Chiesa cerca ogni giorno di compiere quel cammino in uscita chiestole da Papa Francesco – evidenzia il segretario di Stato Vaticano - padre Fortunato ha capito che bisognava in qualche modo spiegare il segreto di Francesco, cioè la ragione per la quale un uomo semplice, vissuto otto secoli fa, è la migliore incarnazione del cristianesimo come si va configurando in questo inizio di Terzo Millennio”. Il fraticello è infatti un ribelle obbediente e sempre libero, promotore di “una cultura ispirata al Vangelo, in grado di dialogare con tutti”.

Nelle pagine del libro il progetto evangelico di Papa Francesco

Ricordando che Assisi è “un santuario speciale” perché si va per incontrare l’uomo che ha vissuto il Vangelo, il cardinale Parolin sottolinea che il fascino di Francesco è nell’umanità di un uomo mite. “I miti – scrive - non conquistano la terra, non se ne impossessano con la violenza o la forza, essi semplicemente la ricevono come un’eredità, come un dono”. E’ questo il segreto nel quale “non si può non leggere in controluce – evidenzia il porporato - il progetto evangelico che Papa Francesco sta portando avanti per tutta la Chiesa. Una Chiesa non chiusa nelle sue istituzioni, ma povera e aperta all’incontro, capace di proporre il Vangelo con la parola e con la vita”. Un libro dunque che ha il merito di “farci intravedere il volto del cristianesimo delle prossime generazioni”.  

27 febbraio 2018, 10:09