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Un rito di esorcismo Un rito di esorcismo  (AFP or licensors)

Corsi per esorcisti per le periferie esistenziali degli indemoniati

In Sicilia quattro giorni d’aggiornamento con testimonianze di esperti su sette e satanismo. Al Regina Apostolorum di Roma esorcisti da tutto il mondo per approfondire la preghiera di liberazione

Federico Piana - Città del Vaticano

Il demonio non si concede riposo. Basta leggere gli ultimi dati relativi all’Italia, per rendersene conto: il numero di coloro i quali ricorrono all’opera dell’esorcista è triplicato in poco tempo. Gli esperti del settore abbozzano un numero, che spaventa: almeno mezzo milione. Ma si ragiona per difetto. Certo, non tutti i casi sono di possessione diabolica, alcuni sono legati a patologie psichiatriche. Ma non c’è dubbio, il reale fenomeno è in forte impennata. “E sa perché? – domanda con voce preoccupata fra Benigno Palilla, dei Frati Minori Rinnovati ed esorcista palermitano di lungo corso - Perché è cresciuta la quantità di persone pronte a recarsi dai maghi, dalle fattucchiere, da chi legge le carte ed i tarocchi. Così facendo si apre la porta al demonio. E alla possessione”.

La formazione, arma efficace per combattere il maligno

Fra Benigno è antesignano della formazione per i sacerdoti-esorcisti. E’ stato lui a far nascere a Palermo gli incontri di aggiornamento che oggi hanno la benedizione della Conferenza episcopale siciliana e che quest’anno si svolgono dal 21 al 24 febbraio. “Tocchiamo i temi più scottanti: dalle sette legate al satanismo fino a far raccontare a dei posseduti la loro storia di liberazione” spiega don Benigno. La formazione permanente è fondamentale nella lotta contro il maligno. Fra Benigno lo sa: “Un esorcista autodidatta va incontro sicuramente a degli errori. Dirò di più: occorrerebbe anche un periodo di praticantato, come accade per molti professionisti.

Un apprendistato prima di iniziare il ministero. Come per avvocati e professionisti

Non basta che il vescovo nomini un sacerdote al ministero dell’ esorcistato ma il neo-esorcista dovrebbe affiancarne uno esperto, per imparare sul campo. Anche nei seminari si dovrebbero accendere meglio i riflettori su questo aumento dell’attività diabolica nel mondo. Il ragionamento di Fra Benigno non fa una piega: “Noi sacerdoti, molto spesso, non sappiamo come affrontare i casi concreti che ci si presentano: nella preparazione al sacerdozio, di queste cose non se ne parla.  E, di conseguenza, manca una vera evangelizzazione. In fondo, gli  indemoniati sono le periferie esistenziali verso le quali ci spinge Papa Francesco. Sono persone che soffrono molto e, purtroppo, non sono inserite nell’anagrafe della Chiesa ”. Invece per loro occorre pregare ed intervenire.

Al Regina Apostolorum  esperti da tutto il mondo. Fari puntati sulla preghiera di liberazione

Sul fronte della formazione e della conoscenza scende in campo a Roma anche l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Regina Apostolorum con un corso internazionale, il primo al mondo, su esorcismo e preghiera di liberazione, il cui obbiettivo “è quello di offrire una riflessione ricca ed articolata su un argomento a volte sottaciuto e controverso”.

Dal 16 al 21 aprile si alterneranno esperti introdotti dalla lectio magistralis del card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, dedicata a Maria che contrasta il regno di Satana. Tra i relatori  ci sarà anche padre Cesare Truqui, allievo del grande esorcista padre Gabriele Amorth, secondo il quale “la lotta contro il maligno, cominciata all’origine del mondo, è destinata a durare fino alla fine del mondo ma oggi siamo ad una fase cruciale della storia:  molti cristiani non credono più alla sua esistenza, vengono nominati pochi esorcisti e non ci sono più giovani preti disposti ad imparare la dottrina e la pratica di liberazione delle anime”. Del resto, non c’è quel detto popolare che recita ‘il più grande inganno del demonio è far credere che non esista’?

Sulla dinamica degli incontri di aggiornamento per esorcisti in corso a Palermo, ci risponde fra Benigno Palilla

Ascolta l'intervista a fra Benigno Palilla

 

22 febbraio 2018, 08:02