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Gesù Bambino della Basilica Vaticana Gesù Bambino della Basilica Vaticana 

Natale nelle chiese italiane. Card. Bassetti: “C’è poco posto per Cristo nel mondo”

Prima Messa di Natale per il nuovo arcivescovo Mario Delpini a Milano. Lotta all’individualismo, conversione, futuro e solidarietà nelle omelie dei vescovi italiani.

Michele Raviart – Città del Vaticano

Come per la famiglia di Gesù “non c’era posto nell’albergo, ne’ in nessuna altra casa, così oggi a chi cerca un alloggio, un lavoro, al giovane smarrito, arriva la risposta: ‘qui non c’è posto’. Non c’è posto nel mondo del lavoro, nelle stanze della politica, che rischia di ripiegarsi su se stessa, piuttosto che servire il bene comune, che è il bene di tutti. Non c’è per Lui, là dove si giocano i destini economici del mondo”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, vescovo di Perugia e presidente della Cei, ha parlato nell’omelia della Messa di Natale nella cattedrale del capoluogo umbro, ribadendo: “c’è poco posto per Cristo nel mondo e c’è poco posto per i poveri”.

Milano: la città non deve rassegnarsi alle tenebre, ma celebrare la luce
A Milano, nella prima messa da arcivescovo di mons. Mario Delpini, il presule ha invitato la città a non cedere alle tenebre. “Mi hanno detto che la gente della mia città preferisce le tenebre alla luce: è insidiata dalla paura che venga alla luce ciò di cui si vergogna”, ha affermato, “preferisce la maschera alla verità, preferisce l’apparenza artificiosa alla semplicità, preferisce narrare storie di progressi infiniti”. “Io però non mi rassegno”, ha detto in un Duomo gremito di fedeli, “noi non ci rassegniamo a preferire le tenebre: siamo convocati per celebrare il mistero dell’irrompere della luce e accogliamo Gesù e nella sua luce, vediamo la luce”.

Card. Bagnasco a Genova: la famiglia è sotto attacco
La famiglia è stato invece il tema dell’omelia di questa mattina del cardinale Angelo Bagnasco a Genova. E’ sotto l’attacco di una cultura che vuole destrutturare, liquefare i vincoli, che fa apparire la sequenza ordinata dei giorni e dei doveri qualcosa di insopportabile anziché la struttura portante e lieta dell’esistenza”. “Il Natale del Signore”, ha continuato poi il porporato, “ci fa riflettere sul mistero della vita, dono che Dio pone nelle nostre mani non come padroni ma come custodi”. Nei nostri tempi  “da una parte di vuole avere nuove vite ad ogni costo e dall’altra si vuole poter sopprimere la vita umana”, in una mentalità che è quella dell’individualismo assoluto e non quella della solidarietà personale e collettiva.

Mons. Zuppi: abbiamo bisogno di un Natale vero
Per mons. Zuppi, vescovo di Bologna, “tutti abbiamo bisogno di un Natale vero perché siamo tutti “uomini dell’attesa” e “cercatori di futuro”. “Il giovane cerca il suo futuro ed ha diritto alla cultura e al lavoro, non al precariato o alla disillusione; il vecchio cerca quello che non finisce ed ha diritto al futuro e alla custodia premurosa della sua debolezza”.

Le omelie di Natale a Torino, Venezia e Firenze
A Torino mons. Cesare Nosiglia ha invitato tutti i fedeli ad ospitare un povero senza dimora al proprio pranzo di Natale. “Fare spazio a Dio”, ha affermato, “significa fare spazio all’uomo, ad ogni uomo, soprattutto solo, malato o senza diritti e scartato da tanti, perché entri da amico nella nostra casa. A Venezia il patriarca Francesco Moraglia ha chiesto a una “conversione” per aprirsi a Dio, perché il Natale può diventare “folklore” o “consumismo”, mentre invece “ha la forza in sé sia di cambiare la nostra vita sia il mondo, salvandoli. “Alla grotta di Betlemme non sono stati invitati i potenti del mondo, né chi possiede ricchezze, “né i difensori delle sacre tradizioni o gli artefici di un pensiero che vorrebbe dominare il mondo”, ha detto a Firenze il cardinale Giuseppe Betori, ma “accanto al Bambino troviamo invece sua madre, Maria, colui che dovrà custodirlo come un padre, Giuseppe, e alcuni pastori, che accorrono dopo aver avuto indicazioni da un angelo”.

25 dicembre 2017, 13:43