Papa Francesco e la Madonna di Aparecida Papa Francesco e la Madonna di Aparecida 

Papa Francesco in dialogo con Awi Mello racconta chi è per lui Maria

"E' mia Madre - incontri con Maria". S'intitola così il libro scritto da padre Alexandre Awi Mello. Il volume nasce grazie ad un lungo colloquio avvenuto tra lui e Francesco. "Il Papa ama Maria come il popolo la ama", scrive l'autore, sottolineando la concretezza della sua devozione

Adriana Masotti - Città del Vaticano

“Caro fratello ( …) il libro è scritto con il cuore. Sono felice che la mia testimonianza sia servita per dar lode a nostra Madre". Così ha risposto Papa Francesco a padre Alexandre Awi Mello, che gli aveva inviato una copia appena stampata del suo libro intitolato: “È mia Madre - incontri con Maria”, nato proprio da un dialogo tra il Papa stesso e Awi Mello avvenuto a Casa Santa Marta.

L’opera, che esce oggi nelle librerie, è edito da Città Nuova. L’autore è un sacerdote brasiliano, membro dell’Istituto Secolare dei Padri di Schoenstatt, laureato alla Pontificia Università Cattolica di Santiago del Cile e specializzato in Teologia in Germania e, dal maggio 2017, segretario del Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Maria è mia Madre 

Nel libro Francesco racconta il suo rapporto filiale con la Madre di Gesù. Un rapporto che si intuisce profondo e pieno di affetto pensando anche solo ad alcuni suoi gesti, come la preghiera alla Vergine a Santa Maria Maggiore a Roma prima e dopo i suoi viaggi, o gli omaggi floreali deposti davanti a tante immagini della Madonna. A padre Awi Mello, il Papa descrive alcune personali esperienze spirituali con Maria, parla dell’importanza dei santuari mariani, del valore della pietà popolare, del ruolo della donna e di Maria nella Chiesa. L’ultimo capitolo del libro riporta una selezione di preghiere del Papa recitate presso i santuari o scritte in alcuni documenti. E la sua particolare devozione per alcuni appellativi di Maria prima fra tutti quello di "Maria che scioglie i nodi".

La teologia del popolo, lo sguardo di Maria

Dal volume appare chiaro quanto in Francesco, anche riguardo a Maria, teologia, pastorale e spiritualità si fondano insieme, siano un tutt’uno. Una teologia sapienziale la sua, che riflette la spiritualità del popolo e il suo 'sentire con la Chiesa’. Lo conferma ai nostri microfoni lo stesso padre Awi Mello: (Ascolta l'intervista integrale a padre Alexandre Awi Mello sul libro: "E' mia Madre")

R. – Sì: questo è proprio il rapporto con Maria del popolo di Dio, che non sempre fa una riflessione su quello che crede e che vive, però vive profondamente come un dono dello Spirito. In questo senso, la sua teologia e la sua mariologia sono molto concrete perché è qualcosa che si prega, qualcosa che si vive. Particolarmente illuminante una frase che il Papa mi ha detto: “Se si vuoi sapere chi sia Maria, chiedilo ai teologi; se vuoi sapere come la si ama, questo chiederlo al popolo”. Il suo approccio a Maria è attraverso il popolo: lui ama Maria come la ama il popolo. E’ innanzitutto un’esperienza vitale. E credo che lui abbia imparato con il popolo ad amare la Vergine ancora di più: il popolo gli ha insegnato ad avere questo cuore semplice di figlio, perché Lei è la sua mamma, come ha detto alla fine dell’intervista, e questa è proprio l’esperienza del popolo fedele: in particolare in America Latina questo è un fatto. Teologicamente è quello che ci ha detto Gesù sotto la Croce: “Ecco tua madre, ecco tuo figlio”. Un’altra cosa che mi ha colpito è anche il background, lo sfondo della teologia argentina: una valorizzazione della pietà popolare – adesso tutti ne parlano, però all’inizio, quando Bergoglio è diventato Papa, poche persone conoscevano questo sottofondo teologico che è stato anche quello nel quale Bergoglio è cresciuto.

C’è una parola che ricorre spesso in Francesco: lo sguardo. Quello di Maria per i figli e quello della gente, dei figli verso Maria …

R. – Questa è proprio un’esperienza per lui, e quando lui racconta i suoi incontri con la Madonna nel Santuario mariano di Lujan, che è il santuario nazionale della Vergine in Argentina, lui descrive questo proprio in una maniera bellissima. Dice che quando i fedeli entravano dal lato sinistro della chiesa e uscivano dal lato destro, quando lui confessava le persone che erano sul lato sinistro, le confessioni erano molto normali; quando confessava l’altro lato, quando uscivano, già le persone erano passate davanti alla Madonna e arrivavano al confessionale con la confessione di tutta una vita, con il cuore davvero colpito, erano commossi fino alle lacrime. E lui domandava loro: “L’avete vista?”, perché avevano avuto proprio un incontro con la Vergine, in questo scambio di sguardi. Per questo lui ripete questo: “Madre, regalaci il tuo sguardo. Siamo venuti a vederti e tu vedi noi come popolo, come fratelli: aiutaci a vederci tra di noi come fratelli”.

Tutti i capitoli del libro parlano di incontri: è un elemento, anche questo, fondamentale, per il Papa …

R. – E' giusto. Perché lui è proprio un promotore della cultura dell’incontro, che non è una parola neutrale nel suo vocabolario; per questo ho voluto già nel titolo mettere: “Incontri con Maria”, perché davvero, per il Papa, Maria non è un’idea, è proprio una persona con cui lui si incontra ogni giorno. Addirittura mi ha indicato tutte le immagini della Madonna che ha nella sua stanza, nel suo ufficio …

C’è una preghiera a Maria che gli è particolarmente cara?

R. – Una delle più care è quella che lui adesso ci ha invitato a pregare durante tutto questo mese di ottobre: “Sub tuum praesidium”, e io parlo di questo anche nel libro. Poi, ovviamente lui ha un rapporto molto speciale con la Vergine di Lujan, anche con la Vergine di Aparecida … Però, la Vergine della tenerezza, che è un titolo che si usa poco, è quella con la quale lui ha anche un rapporto speciale. Questa tenerezza di cui lui parla spesso, la relaziona nell’Evangelii gaudium con la Vergine. Però, vorrei anche dire che questa non è soltanto una devozione: quello che il Papa ha verso la Vergine è un atteggiamento che lui desidera per tutta la Chiesa. Che Maria sia Madre è per lui segno che anche la Chiesa dev’essere Madre: una Chiesa, dunque, accogliente, aperta, misericordiosa soprattutto …

 

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18 ottobre 2018, 14:20