L'ex presidente e dittatore Alberto Fujimori, con i figli dopo il rilascio L'ex presidente e dittatore Alberto Fujimori, con i figli dopo il rilascio  (AFP or licensors)

Perù, scarcerato l’ex presidente Fujimori

Condannato a 25 anni di prigione per accuse di violazioni di diritti umani, l'ex capo di Stato è libero dopo un ordine della corte costituzionale. Tensioni nel Paese, già messo a dura prova dall’ultima crisi costituzionale che ha portato all’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo. Per Alfredo Louis Somoza, presidente dell'Istituto Cooperazione Economica Internazionale di Milano: “la scarcerazione Fujimori una fotografia sulla profonda instabilità politica del Paese"

Leone Spallino – Città del Vaticano

È adesso libero l’ex presidente del Perù Alberto Fujimori, 85 anni, dopo che era stato condannato a 25 anni di carcere per crimini contro l’umanità. La grazia, concessagli dall'atttuale presidente Pedro Pablo Kuczynski nel 2017, non aveva evitato che il predecessore di origine giapponese e peruviana, tornasse in carcere poco dopo. Adesso è invece libero su ordine della corte costituzionale del Paese, nonostante la Corte interamericana dei diritti umani avesse espresso un parere contrario al rilascio. Alfredo Louis Somoza, presidente dell’Istituto Cooperazione Economica Internazionale di Milano, racconta ai nostri microfoni, cosa questa svolta possa rappresentare per il Paese. “Da un lato c’è la figura umana di Alberto Fujimori, ormai vecchio e malato, dall’altro abbiamo a che fare con un Paese che ha un governo provvisorio ed è funestato dall’instabilità politica."

Ascolta l'intervista ad Alfredo Luis Somoza

Un ritratto di Fujimori

Alberto Kenya Fujimori Inomoto, classe 1938, è stato presidente del Perù per 10 anni, dal 1990 al 2000. Nel 1992 esegue un autogolpe, esautorando il parlamento, in uno dei momenti più critici della storia dello Stato andino, che si trovava stretto nella morsa della crisi economica e del terrorismo del gruppo maoista Sendero Luminoso. Il governo fu poi travolto da una serie di scandali riguardanti la corruzione, che costrinsero l’ex presidente a fuggire in Giappone. Arrestato in Cile nel 2005, Fujimori venne condannato a 25 anni di carcere per 25 omicidi compiuti da paramilitari legati ai servizi segreti. Adesso viene rilasciato, dopo che la corte costituzionale del Paese ha deciso che la grazia concessa dall’ex presidente Kuczynski nel 2017 era legittima. Tuttavia, la la Corte interamericana per i diritti umani ha espresso parere contrario alla sua liberazione, anche se l’appello è caduto nel vuoto. La sua figura resta divisiva per i peruviani, con i suoi sostenitori che si sono radunati sotto la guida della figlia, Keiko Fujimori, che ha perso le elezioni presidenziali nel 2021 per un soffio (meno di 45mila voti) ed è a capo del partito di destra Fuerza Popular. “Il fujimorismo è una forza decisiva negli equilibri politici del Paese” spiega Somoza “anche il governo attuale si regge sui voti di Fuerza Popular. La figlia Keiko è riuscita ad arrivare al ballottaggio tre volte, quindi è evidente che ci sia una fascia di popolazione che rimpiange i tempi di Alberto Fujimori”.


Una travagliata situazione politica 

Il panorama politico peruviano è nel caos a seguito del tentato autogolpe del presidente Pedro Castillo, che è finito in manette generando una violenta risposta dei suoi sostenitori che ha causato decine di vittime. A Castillo è succeduta la vice presidente Dina Boluarte, che si sta progressivamente distaccando dalle politiche del suo predecessore. Nel frattempo, il governo è in caduta libera nei sondaggi. “Boluarte è al governo solo perché c’è un gruppo di parlamentari che la sostengono -prosegue Somoza - ed è chiaro che i voti di Fuerza Popular di Keiko Fujimori sono fondamentali, ed è in questo contesto che arriva la scarcerazione del padre”. Secondo il presidente dell'Istituto Cooperazione Economica Internazionale, la debolezza del sistema politico peruviano nasce proprio dalla costituzione “Fujimorista” del 1993: “il Perù non è riuscito a liberarsi del tutto dalla dittatura di Fujimori, e la costituzione del 1993 condanna il Paese a vivere nell’instabilità politica. Questo è dovuto al fatto che i requisiti per un iter di impeachment nei confronti del presidente sono veramente pochi, e qualsiasi maggioranza parlamentare è in grado di abbattere i governi. Il Perù poi ha una politica frazionaria, rendendo ancora più complicato formare maggioranze stabili. Dalla politica peruviana, nel futuro prossimo, possiamo aspettarci altra instabilità”.



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08 dicembre 2023, 09:00